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Coronavirus, Ladispoli. “Con la chiusura di Pasqua e Pasquetta perdite del 70/80%”

Ristoratori demoralizzati per i continui tira e molla del Governo. Umore nero per la chiusura fino al 30 aprile

Coronavirus, Ladispoli. “Con la chiusura di Pasqua e Pasquetta perdite del 70/80%” –

Coronavirus, Ladispoli. "Con la chiusura di Pasqua e Pasquetta perdite del 70/80%"
Coronavirus, Ladispoli. “Con la chiusura di Pasqua e Pasquetta perdite del 70/80%”

La chiusura di bar e ristoranti durante il week end di Pasqua comporterà una perdita del fatturato del 70/80%.

A tirare le somme della nuova zona rossa indetta, questa volta, dal Governo Draghi, è Marco Nica di Assobar. “Come al solito – ha detto – a pagare con soluzioni che non risolvono il problema, siamo sempre noi”.

Sotto i riflettori non c’è solo il provvedimento in programma per questo week end ma anche la decisione del Governo di “cancellare” fino al 30 aprile la zona gialla, l’unica finestra per i ristoratori di poter tornare a servire ai tavoli fino alle 18. Per i ristoranti almeno il pranzo.

“Con questo tira e molla, aperture e chiusure, ci stanno mettendo in condizione di spendere solo i nostri soldi”.

“Stiamo vivendo nell’incertezza. È un continuo arrampicarsi sugli specchi e non ce la facciamo più”.

In gioco ci sono posti di lavoro, famiglie che rischiano di ritrovarsi senza più uno stipendio, che attendono ancora la cassa integrazione di gennaio. Investimenti fatti nella speranza di poter tornare a lavorare ma che alla fine cadono nel vuoto con le decisioni prese dal Governo.

Con l’asporto e il servizio a domicilio che alla fine si rivelano, per determinate categorie, come quella ad esempio dei bar, dei fuochi di paglia, se non addirittura dannose.

“Dobbiamo preparare ovviamente i prodotti da poter vendere (come ad esempio i cornetti) prima dell’arrivo dei clienti, non sono prodotti da poter preparare nell’immediato, e ci ritroviamo poi ogni giorno a dover buttare tutti quei prodotti che durante la giornata non abbiamo venduto”.

Spreco di risorse ed energie dunque, perché quel poco che riesci a vendere “non copre nemmeno le spese di approvvigionamento”.

E ora con la zona rossa di Pasqua e Pasquetta le attività di ristorazione vanno verso la perdita di circa il 70/80% come quantificato da Nica.

Nel frattempo le spese restano, come gli affitti, le tasse, le bollette, “che per un’attività di ristorazione sono notevoli”, come ha fatto notare il ristoratore Giuseppe Napoli che già mesi scorsi aveva puntato i riflettori sull’inadeguatezza dei ristori dati dal Governo, arrivati in ritardo e che “non riescono a coprire le spese che quotidianamente dobbiamo affrontare pur restando chiusi”.

(torna a Baraondanews)

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