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Ladispoli, 2 aprile 1950: era la prima edizione della Sagra del Carciofo

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Tutto ebbe inizio in una giornata di domenica

di Marco Di Marzio

Il manifesto della prima edizione della Sagra del Carciofo

Impossibile quantificare l’importanza di un evento divenuto elemento centrale della vita culturale e turistica di Ladispoli, e che la pandemia generata dalla diffusione del virus Covid-19 ne ha impedito lo svolgimento di ben due delle ultime edizioni che dovevano essere organizzate.

Era il 2 aprile 1950, una domenica, era la prima edizione della “Mostra e Sagra del Carciofo”, ideata da un gruppo di persone tra cui i fondatori della neo costituita Pro Loco; da allora questa manifestazione “mano nella mano” ha accompagnato l’evoluzione e la crescita di questo comprensorio.

Insieme hanno eseguito gli stessi passi e raggiunto i medesimi traguardi, per una vigorosa scalata, partita dal basso come entità rurali, la cui vetta ha portato la città e la sua principale fiera espositiva ad entrare di diritto nel novero delle grandi realtà sociali del nostro tempo.

Riconosciuta prima come “fiera regionale” e poi, il grande salto, come “fiera nazionale”, la rassegna gastronomica è divenuta oggi una delle più importanti attrattive presenti non solo sulla sponda del Mar Tirreno.

Sono 71 gli anni trascorsi da quella prima edizione (più di sette decenni) ed è importante soffermarsi per un attimo su questo fattore perché, se è vero che “è dalla storia che si comprende meglio ciò che noi siamo”, per capire la realtà attuale di questo evento, per comprenderne il fenomeno odierno, la risposta sta proprio nel passato, in quel preciso trascorso, fatto di gesta semplici e inserito in un contesto estremamente difficile ma carico di speranza come quello della ricostruzione dalle macerie prodotte dalla Seconda Guerra Mondiale.

Via via con il trascorrere degli anni e il susseguirsi delle edizioni, Ladispoli e la Sagra del Carciofo dapprima “bambini” sono divenuti “adulti” ed hanno acquisito, con l’esperienza raccolta nel tempo, quella maturazione e quelle capacità tali che le hanno rese grandi nella struttura ed efficienti nella configurazione.

Ladispoli, 2 aprile 1950: era la prima edizione della Sagra del Carciofo

La particolarità dell’importanza di questo annuale avvenimento sta forse proprio nel fatto di aver colto in pieno il tratto più significativo della storia di questa città, quello coincidente “proprio” con la fase di sviluppo, iniziata prima lentamente con il dopoguerra e proseguita poi con una accelerazione sempre maggiore dalla metà degli anni settanta ad oggi.

Ogni volta ormai sono molti (tantissimi) i visitatori provenienti da ogni parte, curiosi di scoprire e di conoscere l’organizzazione dell’evento e passare qualche ora spensieratamente per le vie della rassegna.

Un clima di festa che la fase critica di questi ultimi due anni è riuscita si a fermare ma solo momentaneamente, perché presto, molto presto, la magia dello stare insieme grazie alla degustazione del carciofo romanesco preparato nei più svariati modi tornerà e potrà anche essere più forte di prima se la riproposizione, inserita in un quadro più generale di ripartenza, prenderà spunto in termini di spirito d’iniziativa da quell’idea nata 71 anni fa, suscita dalla forza di guardare con grande fiducia al futuro.

La Sagra del Carciofo Romanesco è la storia di Ladispoli, lo è stato in passato, lo è tuttora e lo sarà nell’avvenire: questa manifestazione ha contribuito e contribuirà dal canto suo a far crescere il tessuto culturale e turistico di questo territorio e a portare in alto il nome della città nata 133 anni fa come Stazione Balneare per i bagni al mare.

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