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Un cittadino di Ladispoli tra i dipendenti dell’Hilton preoccupati per l’esternalizzazione

Un cittadino di Ladispoli tra i dipendenti dell’Hilton preoccupati per l’esternalizzazione

Molti di loro sono in cassa integrazione già da marzo, dall’inizio dell’emergenza sanitaria e dalle varie restrizioni imposte dal Governo per limitare la diffusione del covid. E ora su di loro pende una nuova spada di Damocle, quella dell’esternalizzazione dei dipendenti.

Protagonisti della vicenda sono i lavoratori del Rome Cavalieri Waldford Astoria di Roma, a Monte Mario. L’Hilton ha deciso di esternalizzare i dipendenti che si occupano di alcuni dei servizi all’interno della struttura ricettiva, affidandoli così a delle cooperative. E la preoccupazione di veder sfumare i diritti acquisiti negli anni, o addirittura di essere impiegati altrove, sale a dismisura, creando incertezze per il futuro tra i lavoratori. E così, ieri mattina si sono dati appuntamento davanti alla struttura alberghiera a Monte Mario in un sit in di protesta. 

Tra loro, a protestare, ieri mattina, c’era anche il ladispolano Donato. Donato lavora al Rome Cavalieri Waldfor Astoria da ben 18 anni, dal 2003. Il suo settore, al momento, quello della ristorazione sommelier, non è stato ancora toccato, ma si teme che la struttura possa intraprendere la strada della terzializzazione anche per tutte le altre mansioni al suo interno, andando così a mettere in seria difficoltà tutti i suoi dipendenti, molti dei quali in cassa integrazione da un anno a causa dell’emergenza sanitaria. «I lavoratori protestano perché non accettano questa terziarizzazione», ha spiegato il segretario generale di Confintesa Smart, Alfredo Magnifico presente al sit in di protesta a Monte Mario.

«Da una parte l’azienda sembra voglia dare ai lavoratori tutte le garanzie possibili – ha proseguito – rispetto alle società che entrano, dall’altra, con la pretesa di un accordo tombale del rapporto con l’Hilton, è come se si lavasse le mani. I lavoratori rischiano che le aziende li assorbano nelle loro attività, magari, inizialmente, con gli stessi diritti e poi togliendoglieli». Accettare l’esternalizzazione dei servizi, per Magnifico, è come «rinunciare alle battaglie e alle conquiste che hanno maturato all’interno dell’Hilton».

E la preoccupazione, proprio come raccontato da Donato, è che l’azienda non si fermi qui e che tutti i settori all’interno della struttura ricettiva passino a terzi. Una spada di Damocle sulle teste dei lavoratori già in crisi a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte dal Governo, con le famiglie che ad oggi, si rimboccano le maniche per cercare di continuare a dare sostentamento ai propri cari.

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