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L’Università Cattolica di Roma saluta Luana Bedin che va in pensione

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Il congedo dopo 42 anni di lavoro svolto nell’Ateneo, molti dei quali presso il Servizio Orientamento e Tutorato. La Dottoressa Bedin, residente a Ladispoli, alla nostra redazione: “Rimane un’emozione infinita!”

di Marco Di Marzio

Salutiamo Luana Bedin che va in pensione dopo ben 42 anni di lavoro, svolto, quasi tutto, presso il Servizio Orientamento e Tutorato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore della sede di Roma.

Luana Bedin durante una delle ultime edizioni dell’Open Day (Foto scattata prima del DPCM sul Coronavirus)

La dottoressa Luana Bedin, laureata in Sociologia e in Comunicazioni Sociali, con diversi attestati di Consulente dell’Orientamento si è distinta in tali attività, incontrando studenti, genitori, docenti, nonché varie Istituzioni scolastiche e del mondo politico-amministrativo per illustrare l’Offerta Formativa dell’Università Cattolica e attuare con essi importanti iniziative come Open day, stage, colloqui individuali e di gruppo, simulazioni delle prove di ammissione e tanto altro… L’Orientamento può essere considerato quale disciplina fondamentale volta a fornire il processo di corrette integrazioni del cittadino nel suo contesto sociale. Quindi, in questo caso specifico, significa “orientare” lo studente ad essere  in grado di prendere coscienza di sé, della realtà formativa e occupazionale, sociale ed economica per poter progredire nelle scelte in maniera efficace e consapevole. Oggi la dimensione propria dell’Orientamento si traduce in un processo di integrazione continua, in quanto la sua azione interdisciplinare è contemporaneamente orientamento scolastico e professionale, divenendo così parte fondamentale del processo formativo rivolto alle più diverse categorie di utenti.

Dott.ssa Bedin, presumiamo che sia stato un lavoro bello e affascinante?

Certamente anche se molto impegnativo perché si ha a che fare con le persone, sia essi studenti o genitori, oppure con soggetti e istituzioni scolastiche presenti sul territorio, nonché con docenti per soddisfare i bisogni e rendere reali i sogni giovanili e le aspettative soggettive. Insomma un’azione orientativa articolata a più livelli e permanente.

Perché sono stati istituiti i servizi Orientamento e Tutorato nelle università?

Lo precisa la Direttiva Ministeriale n.487 del 6 agosto 1997, affermando che l’Orientamento è inteso come azione formativa mirante a mettere in grado i giovani di orientarsi in una società complessa, di decidere il proprio futuro (progetto esistenziale) e di partecipare attivamente agli ambienti scelti.

Dottoressa perché ha scelto di lavorare come Orientatore nel servizio Orientamento e Tutorato della prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Roma, dove, specialmente, i corsi dell’area sanitaria sono considerati in tutto il mondo di eccellente elevatura formativa, avendo il Policlinico Universitario Agostino Gemelli, quale struttura per effettuare i tirocini?

Per la verità sono stata chiamata ad assumere tale incarico, in quanto i miei titoli di studi vennero ritenuti idonei per implementare le varie iniziative che effettuava il Servizio Orientamento, tutte legate alla continua relazione con lo studente e la sua famiglia e all’organizzazione di colloqui individuali o di gruppo, dove l’informazione con l’illustrazione dei vari corsi di studio assume importante conoscenza ai fini di una scelta consapevole. Spiegare come accedere, quali prove di ammissione, che tipo di preparazione e metodo di studio adottare è fondamentale per poter superare questi particolari esami, regolati da appositi bandi che ogni anno vengono indetti. Ed inoltre, il rapporto con i Dirigenti scolastici e i docenti delle scuole medie superiori, per organizzare insieme Open day, mini-stage, incontri di orientamento nelle scuole e nelle varie strutture pubbliche, portano sempre più a cogliere il continuo cambiamento sociale, specialmente nel mondo della formazione dove i protagonisti sono i giovani, gli studenti, cioè i futuri cittadini che si distinguono, con il proprio lavoro, frutto di quell’impegno profuso durante gli anni della scuola.

Luana Bedin con le colleghe dell’Ufficio Orientamento (Foto scattata prima del DPCM sul Coronavirus)

Domanda conclusiva, cosa rimane?

Un’emozione infinita! Mi capita spesso, quando per puro caso devo sottopormi a dei controlli sanitari presso il nostro Policlinico e lì, in quel momento, il medico oppure l’infermiere o il tecnico mi riconoscono esclamando “lei è la dottoressa Bedin … io tanti anni fa sono venuto/a da lei … e oggi eccomi qua … ho raggiunto un sogno!”.

30 novembre 2020, ultimo giorno di lavoro di Luana Bedin

Proprio in questa occasione mi assale l’emozione. Queste parole e questi momenti mi portano indietro nel tempo e annullano tutto il brutto e il cattivo incontrato durante il percorso lavorativo, facendomi sentire importante, pur sé un piccolo ingranaggio, all’interno di un prestigioso Ateneo, dove gli insegnamenti di Padre Agostino Gemelli spero continuano ad essere l’essenzialità.

Auguriamo alla Dott.ssa Luana Bedin, cittadina di Ladispoli, tutto il bene possibile e di poter impegnare il suo tempo su quelle materie, che non ha potuto approfondire a tempo pieno, come la storia e la sociologia dell’arte, che sappiamo essere, per Lei, insieme all’Editoria, di forte interesse culturale.

Il campus di Roma dell’Università Cattolica

Infine, vogliamo sottolineare che questa intervista ha fatto molto riflettere, perché la dottoressa Bedin ci ha messo di fronte all’importante concetto, tutt’ora in evoluzione, del cambiamento sociale e che dalla scuola trae le fondamentali caratteristiche di rinnovamento, perché è soprattutto da questo contesto che nascono i futuri cittadini.

In definitiva sta scomparendo un paradigma sociale … quello attuale, e tutti ci interroghiamo … come e quale sarà il FUTURO?

La gastroenterologia del Gemelli tra le prime tre migliori del mondo
Policlinico Universitario Agostino Gemelli
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