L’intervista al consigliere comunale del gruppo Ladispoli Attiva: “Abbiamo l’ambizione di trasformare Ladispoli in una città con standard europei, a misura di cittadino e di turista”
Ladispoli tra passato, presente e futuro. Marcucci: “Necessario un nuovo tipo di crescita e sviluppo del territorio” –

di Marco Di Marzio
Ladispoli, tra passato, presente e futuro. Ne parliamo con una personalità che in questa triplice angolatura di sguardo sul territorio può darci elementi di rilievo, Gianfranco Marcucci, dal 2022 consigliere comunale eletto nelle file di “Ladispoli Attiva”.
Caro Gianfranco, nel ringraziarti per la disponibilità, innanzitutto cos’è per te Ladispoli?
Ladispoli è la mia casa, il luogo dove affondano le mie radici. Ho un legame fortissimo con questa città. La mia famiglia è stata una delle prime a stabilirsi qui all’inizio del secolo scorso, quando era costituita da poche case. Sono cresciuto ascoltando le loro storie, che mi hanno raccontato come Ladispoli, da una piccola stazione balneare, sia diventata la città che conosciamo oggi. Se dovessi scegliere un luogo a cui sono particolarmente affezionato, direi senza dubbio Porto Pidocchio. Mio padre era un pescatore e lì teneva la sua barca. È dall’epopea di quei pescatori che è nata Ladispoli. In quel luogo si può davvero percepire da dove proveniamo e dove questa città potrà arrivare seguendo quei valori fondativi.
Prima di arrivare ai temi, come è nata in te la passione per la politica?
Il mio interesse per la cosa pubblica non nasce con le elezioni comunali del 2022. Io provengo dall’associazionismo. Sono stato fondatore di Animo, associazione attiva nel territorio dal 2010 per il contrasto alle povertà. Negli anni passati, sono stato tra i promotori della nascita di nuove realtà sociali e culturali a Ladispoli e Cerveteri che hanno contribuito ad attivare una nuova generazione di persone consapevoli e solidali. Sono arrivato in politica per un vero e proprio processo di osmosi. È stato il naturale proseguimento del mio impegno pubblico.
Dal che la conosci, come nel tempo da te vissuto è mutata la città?
La rivoluzione demografica che ha investito Ladispoli dagli anni novanta fino al primo decennio del 2000 ha trasformato profondamente il tessuto sociale di quella che una volta era una piccola cittadina a vocazione turistica. Oggi, Ladispoli è a tutti gli effetti una città. Tuttavia, i nuovi abitanti e le loro esigenze non ricevono l’attenzione che meritano. Sono questi concittadini, che in prevalenza si alzano presto ogni mattina per lavorare fuori città e tornano solo la sera, a soffrire da tempo una carenza di servizi e risposte. È soprattutto su di loro che dovrebbe concentrarsi l’agenda politica di un’amministrazione comunale attenta.
Come si presenta ora Ladispoli al tuo sguardo?
Io non sono d’accordo con chi critica Ladispoli dicendo che è una città abbrutita, o peggio ancora allo sbando. Amo troppo questa città per descriverla in maniera così severa. È chi la sta amministrando che vuole renderla così con scelte scellerate e cementificatorie sul piano urbanistico, con la sporcizia e la mancanza di manutenzione degli arredi urbani, con interventi sbagliati sulla mobilità, sui parcheggi e sul traffico. Su questo punto, invito tutti a riflettere sul boomerang delle piste ciclabili, realizzate con una totale assenza di programmazione. Al contrario, la città è formata da una comunità viva ed accogliente. Ladispoli ha enormi potenzialità e molti punti di forza, a partire dal suo mare, dalla spiaggia nera, dal carciofo sul quale si potrebbe investire al di fuori della sagra, da quel centro commerciale naturale che è Viale Italia e dalla sua vicinanza con Roma e con il sito Unesco della Necropoli della Banditaccia. Soprattutto con Cerveteri c’è bisogno di ricostruire un rapporto di stretta collaborazione su ambiti specifici come appunto quello del turismo. Insomma, Ladispoli è una realtà attrattiva, non è un caso che è stata scelta da tantissime persone per venirci a vivere o per trascorrere periodi di vacanza.
Dal 2022 sei consigliere comunale per il gruppo “Ladispoli Attiva”, puoi spiegarci in dettaglio la sua collocazione politica e le istanze da esso portate avanti?
Siamo un movimento civico, nato quasi 4 anni fa, da un piccolo nucleo di persone da sempre attive nel territorio, ma che fino a quel momento non avevano mai partecipato direttamente alla vita politica. In poco tempo, con tanto impegno ed entusiasmo, siamo diventati una grande comunità politica e culturale, tanto da diventare la prima forza dell’opposizione, come le ultime elezioni amministrative hanno certificato. Sin dalla nostra nascita abbiamo un obiettivo ben preciso: costruire una nuova idea di città. Sul piano politico, un primo punto che ci sta a cuore, riguarda il consumo di suolo, che l’attuale amministrazione non solo non è riuscita a fermare, come aveva promesso nel 2017, ma ha addirittura aggravato con progetti urbanistici dannosi come il polo commerciale e residenziale ai chilometri 37 e 38 della via Aurelia; oltre alla variante al PRG che porterà oltre 400 mila metri cubi di cemento a pochi passi dalla palude di Torre Flavia e 10.000 nuovi abitanti in una città già così fragile. Faccio solo un esempio: come si può pensare di aumentare così tanto la popolazione se già ora abbiamo enormi problemi sul fronte dell’approvvigionamento idrico o del traffico? Un altro punto fondamentale per Ladispoli Attiva è il rilancio delle politiche culturali, scolastiche e giovanili. Inoltre, ci impegniamo per restituire a Ladispoli il ruolo di laboratorio virtuoso che in passato ha avuto nelle politiche sociali. In questo ambito, i nostri obiettivi includono il rilancio del distretto sociale con la sua trasformazione in un consorzio e il ritorno delle politiche abitative al centro dell’azione amministrativa. Per troppi anni, la questione casa è rimasta fuori dai radar della politica locale.
Qual è la tua attività in consiglio comunale?
In consiglio comunale, rappresentiamo una forza d’opposizione. Insieme al mio collega Fabio Paparella, abbiamo subito messo in atto una rigorosa azione di controllo sull’amministrazione comunale. Nel nostro sito web, sono riportati tutti gli atti del nostro lavoro consiliare, perché crediamo fermamente che i cittadini che ci hanno votato debbano poter verificare la nostra attività. Ci riteniamo soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo. Abbiamo portato all’attenzione pubblica, per esempio, la scarsa trasparenza nella gestione e nella rendicontazione dei fondi per il turismo e abbiamo combattuto con tutte le nostre forze contro le speculazioni edilizie promosse da questa amministrazione. Inoltre, abbiamo denunciato lo scandalo del cine-teatro, che rimane ancora chiuso. Tuttavia, siamo anche un’opposizione costruttiva e propositiva. Un esempio recente è la nostra iniziativa in favore dei cittadini affetti da inquinamento acustico: siamo riusciti a far approvare una mozione per dotare la polizia municipale di strumenti adeguati a contrastare questo problema. Se questa misura sarà attuata dall’amministrazione, potrà contribuire a risolvere le questioni di salute pubblica legate all’inquinamento acustico.
Dal tuo punto di vista, quale prospettiva deve avere la città?
L’ultima campagna elettorale ha delineato due visioni alternative per la nostra città. Da una parte c’è quella dell’attuale amministrazione comunale, che prosegue sulla scia del passato recente e rimane legata ai soliti gruppi economici e politici che da anni influenzano ogni scelta strategica della nostra comunità. Dall’altra parte c’è la nostra visione, radicalmente diversa, che crede nella possibilità di un nuovo tipo di crescita e sviluppo per Ladispoli. Siamo nati per rompere un paradigma e sostituirlo con un altro più innovativo, capace di affrontare i nuovi bisogni e le nuove sfide di un paese che è diventato città in pochi decenni. Le nostre priorità includono la rigenerazione urbana; la protezione del territorio dalle speculazioni edilizie; porre in essere le condizioni per la promozione di nuovi sviluppi produttivi per diversificare l’economia cittadina; un sistema di welfare per i nostri cittadini più fragili che smetta di lavorare in emergenza, ma che invece persegua una programmazione di lungo periodo in collaborazione con il terzo settore; e un grande piano di investimenti per ridisegnare la mobilità e il sistema dei parcheggi. Abbiamo l’ambizione di trasformare Ladispoli in una città con standard europei, a misura di cittadino e di turista.
Caro Gianfranco, nel ringraziarti di nuovo per l’intervista, quale il tuo futuro?
Quando è nata Ladispoli Attiva, ci siamo detti fin da subito che non sarebbe stata solo una lista elettorale, ma avremmo voluto creare una comunità politica e culturale duratura nel tempo. Per questo motivo, il mio futuro e quello di molte altre attiviste e attivisti del movimento sarà caratterizzato da un impegno politico incondizionato, volto a costruire una nuova idea di città. Ci tengo a precisare che il nostro è un percorso collettivo, sempre in ascolto della cittadinanza e in dialogo con le altre forze politiche di opposizione. Stiamo lavorando per diventare la nuova classe dirigente di Ladispoli. La strada è ancora lunga, ma credo che ci siano tutti i presupposti per poter concorrere ad essere l’alternativa politica di domani.









