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Cerveteri, indagine su gare e appalti parla l’assessore Gubetti

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L’assessore Elena Gubetti interviene sull’inchiesta appalti portata avanti da un quotidiano locale

Cerveteri, indagine su gare e appalti parla l’assessore Gubetti –

Lavori e gare che sarebbero state decise a tavolino, incontri tra imprenditori che si sarebbero accordati per aggiudicarsi gare e affidamenti di opere pubbliche, il tutto grazie anche a rapporti molto stretti con gli amministratori pubblici.

Questo è quanto sarebbe scaturito dall’inchiesta di un quotidiano locale che, partita da Bracciano sarebbe arrivata fino a Cerveteri e riguarderebbe intercettazioni ed indagini del 2014 condotte dai carabinieri.

Cerveteri, indagine su gare e appalti parla l'assessore Gubetti
Cerveteri, indagine su gare e appalti parla l’assessore Gubetti

Situazione che vedrebbe coinvolti, oltre a diversi imprenditori, anche tre assessori della giunta guidata dal Sindaco Pascucci. Si tratterebbe di Zito, Croci e Gubetti.

Quest’ultima, non ancora assessore al verde all’epoca dei fatti, sarebbe stata intercettata mentre parlava al telefono con il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Zito.

Abbiamo contattato telefonicamente uno dei tre protagonisti della vicenda, l’assessore Elena Gubetti, chiedendole un suo commento in merito a quanto apparso sulla stampa.

Metti che un tuo amico giornalista riceva per caso un fascicolo riguardante una vecchia indagine di 5 anni fa che non ha portato a rivelare nessun reato e da cui non è scaturito alcun provvedimento, metti poi che durante quell’indagine per caso sono state registrate delle telefonate fatte da alcuni amministratori che sono attualmente al governo di una città e che tu non vedi l’ora di screditare il loro operato. L’occasione è perfetta per montare un caso: si pubblica un inchiesta e si insinua fra le righe che i soggetti coinvolti forse tentavano di fare cose illecite o avrebbero voluto raggirare la norma e così tranquillamente nel raccontare, si porta il lettore a pensare che questi amministratori avrebbero agito in modo alquanto scaltro. Bene, ma i fatti ? Quali sarebbero i fatti? Quali sarebbero i reati? Il caso è montato, il dubbio è istillato, le insinuazioni sono state fatte ma quali sarebbero le colpe? Non ci sono fatti contestati ma questo poco importata, l’occasione è perfetta per chiedere le dimissioni degli amministratori, non hanno compiuto nessuna azione contro la Pubblica Amministrazione? Dettagli che non hanno rilievo visto che il fine non è quello di informare i cittadini su fatti avvenuti ma è solo quello di gettare fango e screditare un avversario politico, ledere la sua reputazione e offendere la sua dignità. Ma ecco che questo si è un fatto, e ancor più, è un reato: diffamazione, art. 595 del codice penale che si occupa di “Delitti contra la persona” e qui, la storia assume altri contorni.

Intende dunque portare avanti azioni legali per quanto apparso sulla stampa in questi giorni?

E’ evidente che ora la questione diventa concreta perché non mi limiterò ad una semplice querela per diffamazione, ma chiederò anche che mi venga riconosciuto un indennizzo per i danni morali subiti.

Io infatti sono del tutto estranea ai fatti riportati nella fumosa inchiesta: nel 2014 non era assessore e non avevo incarichi di responsabilità, non sono mai stata raggiunta da avvisi di indagini nei miei confronti e non ho mai ricevuto alcuna contestazione da parte del PM.

Questi sono i fatti, il resto è un becero tentativo di screditare la mia persona attribuendomi modi di agire che non mi appartengono perché sempre nella mio ruolo di amministratore ho agito nella piena legalità e trasparenza e sempre per il bene della collettività ma forse è questo che crea tanta agitazione nella mente di chi il caso lo ha montato: si può amministrare per il bene comune e non per i propri interessi.

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