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Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria

Gli studenti sono andati in visita all’azienda agricola biologica “Casale dei pozzi” nei pressi del Sasso

Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria –

Poco prima delle vacanze di Pasqua, noi alunni della 1I, insieme alle classi IB e IH dell’I.C. “Corrado Melone”, siamo andati in visita didattica all’azienda agricola biologica “Casale dei pozzi”, posta nei pressi del Sasso, nelle campagne di Cerveteri.

Le professoresse Esercizio e D’Aurea ci hanno accompagnato e ci hanno fatto vivere una giornata diversa, scoprendo che si può imparare tanto anche senza essere tra i banchi di scuola.

Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria
Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria

Arrivati alla fattoria verso le 09:15, la nostra sensazione è stata piacevole: sembrava di essere nella favola di Alice nel paese delle meraviglie.

Ci hanno mostrato un archeo frutteto e abbiamo conosciuto alcuni antenati degli attuali alberi da frutto.

Abbiamo conosciuto l’albero di mela cotogna, il fondatore del frutteto, e abbiamo imparato chela mela cotogna ha la particolarità di avere più pectina rispetto alle altre mele.

Questa sostanza è importantissima per produrre in modo genuino la marmellata che da lì a poco avremmo realizzato con materie prime biologiche.

I prodotti biologici si differenziano da quelli non biologici perché, mentre a questi ultimi vengono aggiunte sostanze chimiche nocive ai parassiti (ma anche a noi), nei prodotti biologici si usano solo sostanze naturali.

Proprio in base a questi principi, ci hanno anche spiegato che loro potano poco o quasi per niente gli alberi per farli crescere secondo natura, così questi assumono forme non comuni, a volte trasformandosi in veri cespugli.

“Casal dei pozzi” è un’ azienda agricola biologica e ci hanno fatto analizzare questa parola: azienda, cioè produce; agricola, cioè coltiva; biologica, non utilizza fertilizzanti e miscugli chimici e coltivano solo ortaggi di stagione a km 0.

Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria
Ladispoli, i ragazzi della Melone in Fattoria

Ci siamo divisi in due gruppi: il nostro gruppo è andato a vedere il frutteto che era pieno di alberi da frutto di ogni tipo e vicino agli alberi c’era un laghetto che un tempo veniva usato per irrigare i campi vicini.

Dopo aver fatto merenda con pane e olio offerto dall’azienda agricola, abbiamo preso parte a una vera e propria lezione, solo che, invece di trovarci in un’ aula con dei banchi, ci siamo seduti a gambe incrociate su un grande, verde e ricco prato, popolato da molti gli insetti che non sono risultati simpatici a tutti.

Abbiamo parlato di frutta e abbiamo capito che è consigliabile mangiare frutta di stagione e a chilometro 0: Ad esempio le prugne, l’uva e i fichi si coltivano nel Lazio e quindi è frutta che ci arriva dopo non tanto tempo dalla raccolta. Invece le banane e gli ananas, che vengono dai paesi tropicali, per arrivare a noi percorrono migliaia di chilometri e potrebbero arrivare sulla nostra tavola anche dopo un mese dalla raccolta.

Ad esempio la banana fa un viaggio di molti chilometri, quindi inquina molto con tutti i trasporti necessari per farla arrivare fino a noi perché vengono usati aerei, macchine, autobus, navi per lo spostamento.

Successivamente ci siamo diretti in una casetta di legno per fare la marmellata.

Ci hanno distribuito dei piatti con delle pere e delle mele già sbucciate e tagliate in quattro che noi dovevamo ridurre in microscopici pezzettini con dei coltelli di plastica.

Dopo ci hanno fatto aggiungere un bicchiere di zucchero ad ogni piatto e l’operazione ormai era a metà: la pectina usciva fuori dalla frutta e con lo zucchero aveva preso una consistenza gelatinosa, simile a quella della marmellata.

Una signora è rimasta a cuocere la marmellata e noi intanto siamo usciti per andare a pranzare vicino a delle capanne da indiani con il pranzo a sacco che ci eravamo portati, chi da casa e chi dalla mensa.

Siamo ritornati nella casetta di legno e la marmellata era pronta: bisognava solo metterla nei vasetti con dei cucchiai.

Abbiamo attaccato delle etichette sui vasetti con il nostro nome e cognome, quindi li abbiamo confezionati e abbelliti, legati con un nastrino verde e li abbiamo personalizzati in modo da portare a casa un gradito omaggio per le nostre famiglie.

Alle ore 15 abbiamo preso tutte le nostre cose e siamo saliti sul pullman, che ci ha riportati a scuola.

Questa giornata ci è piaciuta tantissimo: siamo tornati a casa soddisfatti perché abbiamo apprezzato l’aver imparato tante cose divertendoci e, pur essendo liberi e all’aria aperta, non abbiamo perso mai l’attenzione perché eravamo intenti a conoscere un mondo tanto vicino, ma spesso sconosciuto a noi ragazzi: la natura che ci circonda.

Aurora di Curzio, Fabio Charo, Flavia Nastro, Chiara Pinto, Jacopo Prete – Classe 1I Secondaria

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