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Ladispoli, Grando dice sì al pasto da casa in mensa

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Il primo cittadino ha preso parte all’incontro organizzato dall’associazione “Mamme Etrusche” alla Corrado Melone

Ladispoli, Grando dice sì al pasto da casa in mensa – “Partendo dall’assunto che le prescrizioni del dipartimento regionale sono antecedenti la sentenza del Consiglio di Stato, i bambini possono consumare il pasto da casa a scuola in mensa”.

A dirlo è stato il sindaco Alessandro Grando durante l’incontro alla Corrado Melone, promosso dall’associazione Mamme Etrusche.

“Questa sentenza – ha detto – va rispettata e dà la possibilità ai bambini di portare il pasto da casa.

Ovviamente – ha spiegato Grando – andranno rispettati anche i buoni principi per i quali i cibi portati da casa dovranno avere un percorso diverso rispetto al pasto servito dalla ditta che si occupa del servizio di refezione scolastica”.

Nome sul contenitore, un’area del refettorio scolastico nettamente distinta rispetto a quella dove la ditta serve i pasti e un controllo da parte del personale scolastico su questi bambini per evitare che possano scambiarsi i cibi, così da evitare di incappare in problemi futuri, a causa di possibili allergie.

“Bastano queste accortezze”, ha ribadito Grando che poi ha ovviamente chiesto di informare il Comune su questi ‘cambiamenti’.

Il tutto per poter avere il polso della situazione sul contratto in essere con la ditta che si occupa della mensa. Un polso della situazione necessario per il contratto tra le parti.

“Il Comune – ha spiegato – ha l’obbligo contrattuale di garantire un numero di pasti annui”. Obbligo stabilito dal contratto sottoscritto quando all’epoca il comune affidò alla Cir il servizio.

Ma obbligo contrattuale a parte, il pasto da casa, a Ladispoli, sembra ormai non avere più alcun ostacolo.

“Nei prossimi giorni effettueremo un incontro con la Cir – ha proseguito Grando – per andare ad individuare queste accortezze”.

Viene in questo modo a cadere anche la condizione inizialmente fissata dall’assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi.

L’assessore aveva infatti detto che per poter iscrivere i propri figli al tempo pieno era obbligatoria l’iscrizione al servizio mensa.

Dopo l’apertura del sindaco al pasto da casa, evidentemente, non sarà più così.

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