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Trasporto pubblico, Italia penultima in Europa: quasi 7 cittadini su 10 non usano autobus e metro





Dati Eurostat: il 68% degli italiani non utilizza il trasporto pubblico. Più traffico, più inquinamento e costi sociali elevati: la mobilità urbana resta una delle grandi criticità del Paese

Trasporto pubblico, Italia penultima in Europa: quasi 7 cittadini su 10 non usano autobus e metro –

In Italia l’uso del trasporto pubblico resta tra i più bassi d’Europa. Secondo i dati diffusi da Eurostat e riportati da ANSA, quasi sette italiani su dieci non utilizzano autobus, tram o metropolitana, collocando il Paese al penultimo posto nell’Unione europea, davanti soltanto a Cipro.

Nel 2024 il 68% degli italiani dichiara di non aver mai utilizzato il trasporto pubblico nell’arco dell’anno. Una percentuale nettamente superiore alla media europea, dove la quota di chi non usa autobus o metro si ferma al 51%. Subito dietro l’Italia si collocano Portogallo (67,8%) e Francia (65,1%).

Quanto si usa il trasporto pubblico in Europa

I dati europei mostrano una frequenza d’uso relativamente bassa anche nel resto del continente. Nel dettaglio:

  • 10,7% degli europei utilizza il trasporto pubblico ogni giorno
  • 11,6% lo usa ogni settimana
  • 10% circa una volta al mese
  • 17,1% meno di una volta al mese

Il restante 51% dichiara invece di non utilizzarlo mai.

Le conseguenze: traffico e costi sociali

Il basso utilizzo del trasporto pubblico si traduce in più auto private sulle strade, con effetti diretti su traffico, qualità dell’aria e costi economici. Secondo stime citate nell’analisi, l’impatto complessivo tra congestione, inquinamento e inefficienze della mobilità urbana potrebbe raggiungere circa 34 miliardi di euro l’anno.

La sfida della mobilità urbana

Per invertire la tendenza, esperti e operatori del settore indicano la necessità di rafforzare il trasporto pubblico locale, migliorare la frequenza dei servizi e favorire l’intermodalità tra autobus, treni, metropolitane e mobilità sostenibile.

Solo attraverso una rete più efficiente e integrata, sostengono gli osservatori, sarà possibile ridurre la dipendenza dall’auto privata e avvicinare l’Italia agli standard di mobilità delle principali città europee.