ALLUMIERE — «La tragedia che ha colpito Allumiere alla vigilia del Palio ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità. La morte di due giovani, arrivati nel nostro paese per prestare la loro opera e contribuire allo svolgimento della festa, ha ammutolito tutti».
Con queste parole, il sindaco di Allumiere, Luigi Landi, interviene con una nota ufficiale per fare chiarezza sui drammatici eventi che hanno preceduto la manifestazione e per replicare alle polemiche sollevate nei giorni scorsi circa le decisioni assunte dall’amministrazione e dal Comitato organizzatore (Comune e Pro Loco).
Il dolore e la scelta di fermarsi
Fin dalle prime ore successive alla tragedia, la macchina dei soccorsi — Protezione Civile, Carabinieri, Polizia Locale e personale sanitario — si è mobilitata con ogni energia. Di fronte all’accaduto, il Comune e la Pro Loco hanno immediatamente disposto lo stop della programmazione pomeridiana e il rinvio delle prove al dopocena.
Il sindaco ribadisce con forza un dato di fatto spesso ignorato nel dibattito pubblico: la sera del sabato non si sono svolte le sei grandi feste delle contrade, né il concerto previsto in via Roma. Le contrade hanno condiviso la scelta senza esitazioni, rinunciando a investimenti già sostenuti e a incassi importanti pur di vivere la giornata nel segno del dolore e del raccoglimento.
“Andare avanti non significa dimenticare”
Nel comunicato si ripercorre la complessa macchina organizzativa del Palio, frutto di un anno intero di lavoro, sacrifici economici e dedizione da parte di volontari, famiglie e contradaioli, un meccanismo a incastro basato su ferie, permessi lavorativi e scadenze inderogabili.
«Abbiamo deciso di non cancellare completamente il Palio e di proseguire con modalità compatibili con quanto accaduto — spiega il sindaco Landi —. Questa scelta non nasce dalla volontà di minimizzare la morte di due giovani, ma dalla convinzione che il rispetto per chi non c’è più non possa essere trasformato in una contrapposizione politica o in una gara a chi pronuncia le parole più dure. Quei due ragazzi, pur non essendo conosciuti personalmente dalla comunità, erano arrivati ad Allumiere per lavorare: nel momento stesso in cui hanno messo piede nel nostro paese, li abbiamo sentiti parte della nostra comunità».
La replica alle polemiche
Il primo cittadino esprime amarezza per il crescendo di attacchi e giudizi severi rivolti alla cittadinanza: «Le critiche sono legittime, ma non possiamo accettare che una tragedia venga utilizzata per denigrare un’intera comunità, attribuendo intenzioni o responsabilità senza conoscere i fatti. Allumiere non ha festeggiato come se nulla fosse accaduto: si è fermata, ha sospeso iniziative e ha scelto successivamente, con sobrietà e consapevolezza, di consentire lo svolgimento di ciò che era possibile mantenere».
Il cordoglio e la difesa della comunità
Concludendo la nota, il sindaco Luigi Landi rinnova il sentimento di vicinanza alle famiglie delle vittime: «Nessuna festa, nessuna tradizione e nessuna polemica potrà mai cancellare il dolore per due vite spezzate. Ma sento anche il dovere di difendere la mia comunità quando viene rappresentata per ciò che non è. Allumiere ha pianto, si è fermata, ha preso decisioni difficili e ha scelto di andare avanti nel rispetto della propria storia e della memoria di quei due giovani».










