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Nemmeno la morte ferma le cattive abitudini

Solo pochi giorni fa l’ennesima vittima sui binari questa volta della stazione di Marina di Cerveteri. Ma c’è ancora chi continua ad attraversali

Nemmeno la morte ferma le cattive abitudini –

Neanche la drammatica morte di una giovane con tutta la vita davanti ferma le cattive abitudini dei pendolari.

La tragedia della morta della giovane Deborah ancora sulla bocca di tutti, ma c’è chi continua a scendere dal treno e per non perdere nemmeno un secondo in più, si da all’attraversamento pazzo dei binari.

Nemmeno la morte ferma le cattive abitudini
Nemmeno la morte ferma le cattive abitudini

“Io guardo bene”, “il binario 1 è un binario morto”, “tanto qui il treno non passa”, “prima di farlo ovvio che guardo bene a destra e sinistra”. Frasi ripetute costantemente per dare una giustificazione a chi punta il dito contro a questi comportamenti “malati”.

Frasi che comunque, sebbene ripetute all’infinito, non potranno mai giustificare un comportamento che sbagliato rimane.

Frasi che restano pilastri portanti nell’animo di chi mette in pratica tale gesto, anche questo stesso gesto si rivela fatale per qualcun altro.

Proprio come nel caso di Deborah. O come nel caso di coloro i quali, negli anni, a Ladispoli hanno perso la vita attraversando i binari.

Binario 1, 2, 3, 4 o 5 non cambia nulla. La scritta apposta al di sotto delle banchine, in più lingue, è chiara. Vietato attraversare i binari.

Divieto ignorato non solo dai ragazzi, ma anche e soprattutto dagli adulti. Da coloro i quali le regole dovrebbero farle rispettare con l’esempio.

E c’è chi invoca l’installazione di barriere tra i binari così da impedirne l’attraversamento. Barriere che non in tutti i casi potrebbero essere applicate.

Come ad esempio nel caso del binario 1 della stazione di Ladispoli.

Le barriere di cui si parla infatti, le stesse già applicate in alcuni binari della stazione Termini, possono essere installate solo tra un binario e l’altro.

Tra il binario 2 e 3 per fare un esempio. Ma non al binario 1 con le due banchine ai lati che potrebbero servire per i treni in fermata.

Visto l’enorme problema, e vista l’impossibilità di arginare il fenomeno col buonsenso, proprio nei mesi scorsi il consigliere delegato ai rapporti con i pendolari, Trenitalia ed RFI, Giovanni Ardita, aveva invocato l’intervento della Polfer.

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia aveva spiegato che avrebbe chiesto alla Polizia Ferroviaria di presidiare nell’ora di punta del pomeriggio (Quando cioè i pendolari rientrano da Roma) la stazione di Ladispoli.

La loro presenza in stazione e magari qualche multa salata a qualche pendolare “ribelle” potrebbe far desistere gli altri dall’attraversare i binari.

Insomma, forse il pugno duro potrebbe sortire qualche effetto in più rispetto al buon senso e al pensiero che attraversare i binari non fa guadagnare qualche minuto in più, ma potrebbe farne perdere infiniti. Potrebbe far perdere la vita, come i fatti di cronaca nera, anche molto recenti, hanno dimostrato.

Qui l’articolo relativo alla tragedia di alcuni giorni fa: https://baraondanews.it/cerveteri-e-debora-grande-la-ragazza-investita-dal-treno/

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