di Giovanni Zucconi
Il 30 maggio, presso l’Auditorium dell’Istituto Enrico Mattei di Cerveteri, si è svolto un incontro sul tema della violenza di genere. Tra le tante notizie e gli approfondimenti che sono emersi dall’incontro, ci ha particolarmente colpito il dato comunicato da Ileana Aiese Cigliano, la responsabile del centro antiviolenza “Le Farfalle”, di Cerveteri: in quattro mesi, nel centro sono state aperte ben 47 schede, da altrettante donne che hanno visitato il centro.
Per inquadrare meglio le dimensioni e la natura di questo fenomeno, abbiamo intervistato proprio la responsabile del centro antiviolenza, che ringraziamo per la disponibilità.
Dottoressa Aiese Cigliano, ci conferma che nei quattro mesi di attività del centro che lei dirige, si sono aperte ben 47 schede di richiesta di aiuto?

“Si, sono state aperte 47 schede. Ma le chiamate, e le richieste di aiuto attraverso i nostri vari canali sono state naturalmente molte di più.”
Non sono tantissime?
“E’ un numero molto consistente, ma non sono stupita da questi numeri. La nostra esperienza sul territorio su questi temi mi porta a ipotizzare che nel primo anno, alla fine, apriremo tra le 70 e le 90 schede di intervento. Siamo quindi in linea con le previsioni. Consideri che è fisiologico che, nel primo periodo di apertura di un centro antiviolenza,il numero di richieste di aiuto siano un po’ sopra la media. Poi è prevedibile un assestamento.”
Sono tutte richieste di aiuto che provengono da Cerveteri e Ladispoli?
“La maggior parte provengono da donne di Cerveteri e di Ladispoli. Ma alcune provengono anche dai paesi vicini. La natura di queste richieste è in linea con le tipologie dei casi che abbiamo approfondito nella precedente intervista.”
La precedente intervista la potrete trovare all’indirizzo: https://tinyurl.com/yuw7nfmc









