fbpx
 
CittàCronacaNotizie

Ladispoli: “Signora suo marito è deceduto”, ma lui è vivo e sta bene

Protagonista della vicenda il delegato della Protezione civile comunale di Ladispoli, Roberto De Luca. È una delle vittime di uranio impoverito

Ladispoli: “Signora suo marito è deceduto”, ma lui è vivo e sta bene –

“Suo marito è morto”. Non lascia alcun dubbio la missiva ricevuta dalla donna. Ma le cose sembrano essere diverse. Quando infatti chiama il marito, lui sta bene, si trova a Pesaro per motivi di lavoro e sicuramente di morire non ha alcuna intenzione.

Lo “sfortunato” protagonista è Roberto De Luca, oggi delegato alla Protezione civile comunale di Ladispoli. Ha operato per anni in missioni umanitarie con la Croce Rossa, in Kosovo, Albania, Iran, Iraq. È proprio durante queste missioni che si è ammalato a causa dell’uranio impoverito.

Ladispoli marito deceduto vivo

Le cure in ospedale sono partite a Pisa nel 2022. Dopo una serie di radioterapie e cure a base di cortisone, fino a mille milligrammi a settimana, alla fine è arrivata l’operazione per i suoi occhi.

Ladispoli: “Signora suo marito è deceduto”, ma lui è vivo e sta bene. Roberto, vittima dell’uranio impoverito

E da quel giorno, dal 2002 il signor Roberto è in causa contro lo Stato italiano per essere riconosciuto come vittima dell’uranio impoverito e dunque percepire il suo indennizzo. Da anni, infatti, le vittime di uranio impoverito e le loro famiglie, chiedono di essere riconosciute come tali e di essere così risarcite.

Persone che “sono costrette a rivolgersi al tribunale per ottenere quel che spetta loro”, come spiegato dal dottor Domenico Leggiero dell’osservatoriomilitare.it. che da anni si batte contro tutto e contro tutti per avere giustizia.

E tra loro c’è anche il signor Roberto. «Ho presentato ricorso al Tar e ho vinto», ha spiegato. “Il tribunale amministrativo ha riconosciuto che devo ricevere un indennizzo di invalidità”.

Peccato però che chi di dovere, ad oggi, non abbia ancora ottemperato. Il Tar aveva dato alla Croce Rossa (presso la quale lavorava Roberto all’epoca delle missioni umanitarie) tempo fino al 10 ottobre “per trasmettere la documentazione al Ministero” e così sbloccare, finalmente, dopo 10 anni, l’iter. Ma ad oggi, “non ha fatto nulla”.

E Roberto ironizza: “Forse pensano che io sia morto (come hanno scritto nella lettera a mia moglie) e per questo non procedono”.

Nel frattempo, incalzato da Jimmy Ghione di Striscia la Notizia, il ministro alla Difesa, Guido Crosetto ha assicurato: “Ho sempre detto che il Ministero della Difesa deve essere come una famiglia e una famiglia non si dimentica di capire cosa sia successo a ognuno dei suoi membri. Non ci sono membri di serie A o di serie B, quindi bisogna fare chiarezza fino in fondo”.

Post correlati
CittàSport

Al Palasorbo di Ladispoli le finali del "Trofeo decennale del settore pallavolo OPES"

CittàCronacaNotizie

Roma, incidente nella notte su via Nomentana: perdono la vita 5 ragazzi

CittàSport

Cerveteri, vittoria in trasferta per la RIM Basket

Città

Ladispoli, in Piazza Rossellini per i tagliandi delle tessere elettorali

Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani sempre aggiornato.