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Ladispoli, l’ex alberghiero cerca ancora un acquirente

La struttura cade a pezzi e i cittadini tornano a chiedere un intervento concreto da parte degli enti preposti

Ladispoli, l’ex alberghiero cerca ancora un acquirente

Sta sempre lì dove è stato lasciato dagli studenti e insegnanti che nel 2013 sono migrati verso aule migliori. Intonaco precario, tapparelle semidivelte e a rischio caduta.

Una struttura fatiscente ”nascosta”, ma non troppo, tra alte palazzine nel cuore pulsante della città.

E’ l’ex sede dell’istituto alberghiero a via Ancona.

Negli anni passati, residenti della zona, esponenti politici di vari colori e a più livelli sono intervenuti per cercare di restituire decoro a una struttura che a lungo andare ha iniziato a mostrare i suoi segnali di “debolezza”, resi ancor più vividi dal tremendo tornado che nel 2016 spazzò via mezza città.

E tra i palazzi che più ne risentirono ci fu proprio l’ex alberghiero.

Accanto a quella palazzina che a causa della furia del vento perse il muro esterno degli ultimi due piani.

I danni furono ingenti.

I vigili del fuoco lavorarono per giorni a quello e ad altre strutture della zona, tra cui anche l’edificio di proprietà di Città Metropolitana.

A nulla sono valse le promesse fatte su quell’edificio. Già nel 2009 l’allora presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, durante la posa della prima pietra del nuovo alberghiero di via Caltagirone, aveva promesso che quell’immobile sarebbe stato ceduto al Comune.

Di quella promessa non vi fu traccia. Anzi: l’ex alberghiero fu messo in vendita.

L’edificio era stato infatti inserito nel Piano di alienazione e valorizzazioni immobiliari della Città Metropolitana di Roma Capitale per andare a sopperire, insieme ad altri immobili dell’ex Provincia di Roma, l’acquisto della nuova sede unica dell’Eur costata più di 260 milioni di euro.

E oggi è ancora lì: nella lista degli immobili dell’ex Provincia di Roma in vendita.

Aspetta ancora qualcuno, ente privato o pubblico che sia, che decida di acquistarlo, riqualificarlo e trasformarlo in qualcosa di utile per la città.

A farlo potrebbe essere anche l’amministrazione comunale, anche se con la crisi economica vissuta, i tagli in bilancio causati dai tagli a pioggia che dal Governo e via via dalla Regione e da Città Metropolitana ricadono sulle tasche dell’ente e sui cittadini, sembra difficile il verificarsi di una situazione del genere.

Ma anche se così fosse e, dunque, un domani palazzo Falcone dovesse optare per l’acquisto dell’edificio, l’iter non sarebbe affatto semplice.

Come spiegato infatti dal consigliere metropolitano Federico Ascani, che da anni ormai si batte per la riqualificazione di quella struttura (purtroppo senza esiti positivi), all’arrivo di una proposta di acquisto, Città Metropolitana dovrebbe procedere con un bando pubblico per verificare se sul mercato possa esserci un’offerta più vantaggiosa rispetto a quella ricevuta.

Certo è che il possibile acquirente dovrebbe fare i conti anche con i lavori di riqualificazione dell’intero edificio.

A causa del suo totale abbandono, negli anni, i danni sono tanti e visibili a occhio nudo anche ai passanti.

Un ”fiore all’occhiello” della città trasformatosi addirittura in un rifugio per i senzatetto della città che negli anni più volte, soprattutto nei periodi più freddi, hanno messo le tende all’interno dell’edificio.

Situazione che si è provati ad arginare con la messa in sicurezza dell’edificio e con la chiusura delle vie di accesso.

Intanto, però, in città, sono diversi i cittadini che continuano a chiedersi quanto tempo ancora dovrà passare prima che qualcuno intervenga in maniera decisa per risolvere definitivamente la situazione.

La preoccupazione è che un giorno o l’altro qualcuno, passando di lì possa farsi seriamente male a causa di qualche cedimento.

E tra chi auspica che un giorno (magari non troppo lontano) quell’edificio possa risorgere dalle sue ceneri, c’è chi lo immagina un albergo, o un centro di incontro per giovani e anziani.

E tra i sognatori c’è anche chi vede in quell’edificio la risposta a una piaga sociale purtroppo ancora presente e mai debellata: quella delle famiglie indigenti che una casa di proprietà o di pagare un affitto proprio non sono capaci a causa delle ristrettezze economiche.

E allora perché no: l’ex alberghiero, una volta acquistato e riqualificato, potrebbe trasformarsi in alloggi di edilizia popolare.

E perché no: l’edificio potrebbe essere utilizzato anche per il commissariato di Polizia tante volte richiesto dai cittadini.

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