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Fiumicino, Montino sulla Crisi Alitalia: “Basta rumors”!

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Il Sindaco: “Si è imboccata una brutta china: si continua a sottrarsi al confronto con le istituzioni locali”

Fiumicino, Montino sulla Crisi Alitalia: “Basta rumors”! –

“Da qualche mese si è imboccata una brutta china: fanno notizia solo i rumors su Alitalia che voglio sperare non vengano da fonti governative” dichiara il sindaco di Fiumicino Esterino Montino

Le indiscrezioni pubblicate oggi da Repubblica e Messaggero e riprese dalle agenzie di stampa riguardo alle condizioni dell’accordo su Alitalia, preoccupano il primo cittadino della città aeroportuale.

“Appare quindi – continua – che non contino le opinioni di nessun altro, tanto meno quelle di migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno protestano, dentro e fuori dall’aeroporto, nelle piazze, nell’azienda. Ovunque cercano di farsi sentire e restano inascoltati”.

“Tranne in casi eccezionali, le grandi testate non riportano neanche la notizia – sottolinea il sindaco -. Mentre ci si continua a sottrarre al confronto con le istituzioni locali, avvolte da una tensione altissima e sulle quali ricade interamente la crisi sociale ormai dirompente, prevale in modo sconcertante la dittatura della velina di palazzo”.

“Presidente Draghi, Ministri, licenziare 7.500 persone e altre decine di migliaia di persone dell’indotto, pur promettendo ammortizzatori sociali per diversi anni, è una scelta insensata e con conseguenze devastanti – prosegue -. Tanto più che cinque anni di cassa integrazione e gli scivoli per la pensione graverebbero sulle casse dello Stato tanto quanto, se non di più, di investimenti fatti sulla base di un piano serio di rilancio. La differenza vera è tra spendere dei soldi con una prospettiva per il futuro o spenderli senza alcuna visione, dovreste anche voi conoscere e condividere la prima opzione”.

“Presidente Draghi, Ministri, eliminare il 60% della flotta aerea pensando di risolvere così il problema della presenza italiana nei cieli, significa condannare l’Italia, a differenza di tutti i paesi occidentali, a scomparire da un comparto economico fondamentale – denuncia ancora il sindaco -. Certo, per il neonato Ministero del Turismo il primo investimento che si fa è svendere l’unico sistema che garantisca un controllo e la necessaria promozione dei flussi turistici verso il nostro Paese. Per cortesia, non si risponda che comunque qualcuno volerà al posto di Alitalia. I Paesi nel mondo da visitare, dove fare turismo e affari non mancano di certo. E soprattutto non mancano paesi in grado di autopromuoversi nel modo migliore, anche con meno patrimonio storico, culturale, naturalistico del nostro. Complimenti per la lungimiranza della scelta”.

“Presidente Draghi, Ministri, complimenti anche per la difesa della nostra presenza nei nostri aeroporti. Invece di svendere slot, sarebbe stato sufficiente fare come i tedeschi, i francesi e tutti gli altri. Ma noi no – incalza Montino -. Da noi chiunque e in qualsiasi condizione può insediarsi e impadronirsi dei nostri aeroporti. Da noi alle aziende low cost si offrono gli slot degli hub principali, come quello di Fiumicino. Anche qui, sarebbe stato sufficiente fare quello che fanno gli altri: destinare alle low cost gli aeroporti minori”.

“Da ultimo, non possiamo che constatare che tanto è il rispetto che si ha per i lavoratori che anche quelli che si salveranno, con questa ipotesi, lo faranno a condizioni peggiori e più umilianti, chiudendo i vecchi contratti, perdendo anzianità e diritti e ricominciando tutto da capo – sottolinea ancora il sindaco -. Per di più, passando da una selezione. Come se anni di lavoro ed esperienza non contassero affatto. Con buona pace delle eccellenze, della meritocrazia, della professionalità e delle competenze”.

“Presidente Draghi, Ministri, un’alternativa c’è – conclude -. L’abbiamo elaborata, a differenza di voi. Su quell’alternativa abbiamo chiesto più volte un dialogo che non ci è stato concesso. Infine, ve l’abbiamo inviata: basta fare uno piccolo sforzo per leggerla. Basta avere rapporti istituzionali corretti e aprire un tavolo di confronto”.

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