Le otto persone denunciate gestivano un traffico di stupefacenti a Campo di Mare
Cerveteri, banda schiavizza una famiglia: minacce alla vita della figlia –
Sono state denunciate dai carabinieri della Compagnia di Civitavecchia con accuse che vanno dallo spaccio al sequestro di persona, fino all’estorsione aggravata e alla violenza privata.
Otto persone che componevano, secondo gli inquirenti, una banda attiva a Campo di Mare, frazione di Cerveteri, ritenuta responsabile non solo della gestione di un canale di spaccio, ma anche di una lunga serie di minacce e violenze ai danni di una coppia finita sotto il controllo del gruppo.
Le indagini, avviate nel 2025, hanno ricostruito un sistema di vendita della droga gestito anche attraverso Telegram, con consegne a domicilio.
Secondo gli investigatori, a guidare l’organizzazione sarebbe stato il principale indagato, che avrebbe continuato a impartire ordini dal carcere tramite un cellulare introdotto illegalmente nell’istituto penitenziario. Attraverso quel telefono avrebbe coordinato i collaboratori e reclutato nuovi corrieri.
La svolta è arrivata dopo il sequestro di 400 grammi di cocaina, parte di una disponibilità complessiva stimata in circa due chili.
Il sequestro della droga e l’inizio delle vessazioni
La droga era stata affidata a una coppia incaricata di custodirla. Da quel sequestro, per la banda, sarebbe nato un danno economico di 19.500 euro: un debito che il gruppo avrebbe preteso di recuperare costringendo i due a lavorare per conto dell’organizzazione.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, da quel momento per la coppia sarebbe iniziato un incubo fatto di minacce, pressioni e violenze.
Il capo del gruppo avrebbe minacciato di colpire la figlia dei due e di abusare della donna davanti al compagno.
Incapaci di saldare la somma richiesta, le vittime sarebbero state costrette a spacciare cocaina senza trattenere alcun guadagno, nel tentativo di ridurre il debito.
La moglie usata come corriere e costretta a cedere la sua auto alla banda
La donna sarebbe stata usata anche come corriere: in un episodio ricostruito dagli investigatori, avrebbe dovuto guidare fino a Campobasso per consegnare droga a un altro gruppo.
In più occasioni, alcuni componenti della banda si sarebbero presentati a casa della coppia, talvolta armati, costringendo la donna a consegnare le chiavi dell’auto poi utilizzata dagli stessi indagati.
In un’altra circostanza, il capo della presunta organizzazione sarebbe stato visto sotto l’abitazione delle vittime con una pistola in mano, poco dopo aver sparato contro il finestrino di un’auto.
La spirale di violenza si è interrotta quando una delle vittime, convinta di essere in pericolo di vita, ha chiamato il 112 e denunciato tutto ai Carabinieri. Da lì sono scattati gli approfondimenti che hanno portato all’identificazione degli otto indagati.









