Al Teatro TRAM di Napoli, dal 7 al 15 marzo 2026, lo spettacolo di Antonio Mocciola diretto da Giorgio Gori racconta il lato più inquieto e nascosto di Gabriele D’Annunzio
“D’Annunzio Vobis”: il Vate tra eros, arte e provocazione –

di Marco Di Marzio
Dal 7 al 15 marzo 2026 il Teatro TRAM di Napoli ospita D’Annunzio Vobis, nuova produzione teatrale scritta da Antonio Mocciola e diretta da Giorgio Gori, che porta in scena uno dei momenti più affascinanti e contraddittori della vita di Gabriele D’Annunzio.
Lo spettacolo si concentra sugli anni successivi al fallimento dell’impresa di Fiume, quando il poeta abruzzese – stanco, deluso e lontano dalla scena politica – si ritira nel suo rifugio sul Garda, il Vittoriale. Qui, lontano dalle imprese pubbliche e dalle ambizioni nazionaliste, il Vate cerca nuove forme di ispirazione, trovandole nell’arte, nel corpo e nel desiderio.
In scena, accanto a D’Annunzio interpretato da Alessio Palumbo, si muove una galleria di figure che popolano le notti visionarie del Vittoriale. Tra queste le grandi icone della danza Isadora Duncan, Ida Rubinstein e Alberto Spadolini, presenze magnetiche e ambigue che riaccendono nel poeta la scintilla creativa. Attorno a lui ruotano anche personaggi reali e immaginati: un fedele maggiordomo reduce dalla guerra, l’estroso sodale Guido Keller, e apparizioni quasi oniriche come quella del futurista Filippo Tommaso Marinetti e del figlio Gabriellino.

Il cast vede protagonisti Antonella Formisano, Andrea Cancelliere, Manuela Ippolito, Salvatore Iermano, Mattia Sorrentino, Giovanni Bianco, Raffaele Uliano e Marco Cacciapuoti, mentre le musiche originali sono firmate da Francesco Di Maso. Le ricerche storiche sono curate da Roberto Schena, con Barbara Lafratta nel ruolo di aiuto regia.
La drammaturgia di Mocciola si addentra nei territori più intimi e controversi della personalità dannunziana, restituendo un ritratto lontano dai cliché. Il poeta non è soltanto il dandy decadente e narcisista entrato nell’immaginario collettivo, ma una figura complessa e contraddittoria, divisa tra pulsioni estreme, bisogno di potere e un’insaziabile tensione artistica.
Tra poesia, provocazione e atmosfere decadenti, D’Annunzio Vobis ricostruisce un frammento di storia italiana fatto di eccessi e di bellezza. Le notti al Vittoriale, tra cocaina, arte e gioiose trasgressioni, diventano materia viva per raccontare un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte.
Lo spettacolo si inserisce nella stagione 2025/2026 del Teatro TRAM, confermando la vocazione dello spazio napoletano per una programmazione attenta alla drammaturgia contemporanea e alle riletture originali della storia culturale italiana.









