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Cerveteri, 23 luglio 1970. Nella notte, i Volontari del GAR fanno scattare l’“Operazione Civetta” contro i tombaroli

Pubblichiamo la mappa con il piano operativo per contrastare le attività dei tombaroli di Cerveteri

Cerveteri, 23 luglio 1970. Nella notte, i Volontari del GAR fanno scattare l’“Operazione Civetta” contro i tombaroli – di Giovanni Zucconi

Abbiamo parlato nei giorni scorsi della nascita del Volontariato Archeologico in Italia. E abbiamo raccontato che abbia avuto origine nel 1963 con la fondazione, da parte di Ludovico Magrini, del Gruppo Archeologico Romano (GAR). Che muove i primi passi proprio a Cerveteri, con un organizzato contrasto alle azioni clandestine dei tombaroli.

Cerveteri, 23 luglio 1970. Nella notte, i Volontari del GAR fanno scattare l’“Operazione Civetta” contro i tombaroli

GAR, che con la sua Sezione di Cerveteri-Ladispoli, opera stabilmente ancora oggi, dopo 62 anni, nel nostro territorio.

Cerveteri, 23 luglio 1970. Nella notte, i Volontari del GAR fanno scattare l’“Operazione Civetta” contro i tombaroli
Ludovico Magrini

In quegli anni, mentre l’Etruria meridionale veniva saccheggiata dai tombaroli e le comunità locali spesso chiudevano gli occhi, tutti e due, davanti agli scavi clandestini, il Gruppo Archeologico Romano si propone come un argine nuovo e inatteso a questa devastazione sistematica e silenziosa. Quasi sempre portata a termine grazie alla protezione delle tenebre notturne.

È proprio in questo periodo che i Volontari del GAR, cittadini comuni senza una vera qualifica professionale ma animati da un forte senso civico, offrono la loro collaborazione alla Soprintendenza per l’Etruria Meridionale. Che li accoglie, e li coinvolge direttamente nelle azioni di tutela.

A Cerveteri, Veio e Tarquinia, nei territori più presi di mira dai saccheggi, organizzano squadre che affiancano i guardiani delle Necropoli nella sorveglianza del territorio. Presidiano le aree archeologiche, segnalano in tempo reale gli scavi abusivi, e intervengono nel recupero dei materiali sottratti illegalmente.

Queste cose l’avevamo già ricordate nel precedente articolo. Abbiamo riproposto questa storia perché siamo venuti in possesso di un importante documento. La mappa alla base della cosiddetta “Operazione Civetta”, compiuta dai volontari del GAR il 23 luglio del 1970. Cinquantacinque anni fa.

Una delle tante operazioni di contrasto che si organizzavano costantemente nel nostro territorio martoriato dai tombaroli.

“Operazione Civetta”. Non abbiamo molte informazioni oltre da quelle che si possono dedurre dall’osservazione della mappa. Quello che possiamo desumere è che queste operazioni di contrasto erano organizzate nei minimi particolari. Quasi in modo militare.

I Volontari impiegati erano organizzati in squadre. Nel caso dell’Operazione Civetta, operarono quattro squadre. In tutto 21 persone. Quattro di questi, uno per gruppo, erano dotati di radio per comunicare e coordinarsi tra di loro. A capo del quarto gruppo c’era proprio il fondatore del GAR, Ludovico Magrini.

Il nome dell’operazione suggerisce che si trattava di un’operazione notturna. La notte era proprio momento in cui i tombaroli, dopo una ricognizione compiuta con la luce del giorno, procedevano alle operazioni di scavo clandestino.

Nella mappa sono indicati i diversi percorsi che dovevano seguire le quattro squadre, e i punti dove si dovevano appostare in attesa dei tombaroli. O per sorprenderli nello scavo.

Erano posizioni tenute spesso in modo stabile. Con tanto di tende e fuochi accesi. Possiamo immaginare il disappunto dei tombaroli a cui si stava rendendo quasi impossibile il loro lavoro. Disappunto che non raramente degenerava in vere e proprie scazzottate, o qualcosa del genere.

La presenza costante dei Volontari del GAR rendeva quindi più difficile l’azione dei tombaroli, che furono costretti a cambiare le loro abitudini. A spostare depositi di attrezzi e reperti che prima lasciavano sul posto in totale tranquillità. E, soprattutto, a rinunciare a portare a termine gli scavi clandestini per il timore di essere individuati, e di perdere definitivamente il potenziale bottino.

Questo impegno, spesso anche conflittuale e non privo di momenti di tensione diretta con i clandestini, è dimostrato che nel giro di pochi anni contribuisce a riportare una relativa normalità a Cerveteri, e nelle altre zone dell’Etruria Meridionale sotto attacco dei tombaroli.

Cerveteri, 23 luglio 1970. Nella notte, i Volontari del GAR fanno scattare l’“Operazione Civetta” contro i tombaroli
Associazioni di Volontariato archeologico che operano oggi a Cerveteri

È in questi anni che, per la prima volta, un’organizzazione di volontari dimostra concretamente che una cittadinanza attiva, bene organizzata e al fianco delle istituzioni, poteva diventare un vero baluardo contro il saccheggio sistematico del patrimonio archeologico. E, successivamente, passata l’emergenza della tutela, che poteva contribuire attivamente, e utilmente, alla sua manutenzione e alla sua valorizzazione.