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”ASV in liquidazione, tutti sapevano meno i lavoratori. Servono garanzie reali”

De Angelis-Orsomando: ”Poiché crediamo nella buona fede di alcune organizzazioni sindacali chiediamo alle stesse di pretendere un accordo di impegno serio”

”ASV in liquidazione, tutti sapevano meno i lavoratori. Servono garanzie reali” – riceviamo e pubblichiamo

“Il 23 gennaio 2020 abbiamo assistito, in qualità di consiglieri di opposizione insieme a Belardinelli e Piergentili, all’incontro convocato dal Sindaco di Cerveteri per la conclusione della vertenza in essere sulla definizione degli assetti organizzativi di cantiere come da verbale del 30 settembre 2019 e in considerazione di un imminente sciopero previsto per il 28/01/2020.

L’incontro è avvenuto tra l’ATI del servizio raccolta rifiuti (Camassa Ambiente e ASV Azienda Servizi Vari), il Sindaco, l’Assessora Gubetti e le Organizzazioni Sindacali presenti è opportuno precisare, per dovere di cronaca e della situazione, che una di queste ha persino espresso perplessità sulla nostra presenza invitandoci ad assistere quali ”uditori” non comprendendo però che, per legge e a tutela dei cittadini, un consigliere comunale può avere libero accesso nei palazzi comunali, presenziare e intervenire, salvo casi specifici, ma questo non è uno di quelli.

Durante la riunione abbiamo appreso, con vivo stupore, che in quel contesto l’Amministrazione avrebbe dovuto dire quali erano le “attività aggiuntive” che il Comune stesso avrebbe dato all’ATI per fare in modo di consentire un aumento dell’orario di lavoro concordato a settembre 2019 e, successivamente, è stato riferito che il Comune avrebbe avviato una sorta di procedura di pseudo risoluzione del contratto all’ATI inviando, a tutte e due le società, le dovute contestazioni, per gravi inadempimenti nel rispetto dell’appalto, dando termine ultimo per ricevere risoluzioni delle stesse, lunedì 27 gennaio 2020 e questo non ha fatto che confermare tutte le nostre ragioni, battaglie ed esposti in merito.

Ma la “verità” di tutto sta in quanto è stato poi comunicato dal rappresentante ASV Azienda Servizi vari che ha detto ufficialmente che la società è in fase di liquidazione e intende lasciare l’ATI (quindi anche Cerveteri) per poi andarsene anticipatamente alle 13.30 senza fornire ulteriori informazioni. 

Peccato però che qualcuno avrebbe dovuto dire prima ai lavoratori interessati che la liquidazione della ASV era in “cantiere” da tempo (prime avvisaglie nel 2018) e che la notizia della messa in liquidazione è stata data nel Consiglio Comunale di Bitonto il 30 dicembre 2019 (il Comune di Bitonto è socio di maggioranza della ASV) e il giorno seguente (31/12/19) da articoli stampa online mentre a Cerveteri sembra essere arrivata con la “diligenza” circa 22 giorni dopo.

Come mai ?.Ma il Sindaco di Bitonto non è quel tale sig. Abbaticchio amico del nostro Sindaco e tra i primi sostenitori del suo nuovo “partito”?. Non vi nascondiamo la nostra preoccupazione quando abbiamo anche  appreso che la Camassa sarebbe intenzionata, quale capogruppo ATI, a prendersi la quota del 40% dell’ASV e occuparsi Lei di tutto il servizio rivedendo tutta l’organizzazione del lavoro e del personale.

E allora la domanda sorge spontanea ma se la stessa Camassa ha costituito un ATI (ipotizziamo per garantire la presenza di alcuni requisiti, caratteristiche e servizi che da sola forse non avrebbe avuto) proprio per partecipare al bando di Cerveteri e il servizio in questi anni non è stato di “gradimento “ dei cittadini come fa, oggi, a espletare e garantire il medesimo servizio da sola?.

Siamo rimasti sbigottiti quando poi il rappresentante della Camassa, lamentandosi dell’assenza nell’approvato bilancio comunale delle somme per dei ”servizi aggiuntivi” e richiedendo delucidazioni all’Amministrazione, si è lasciato addirittura scappare che loro invece di due spazzatrici ne hanno fatta uscire una e vantandosi che noi non lo sappiamo ma potrebbe espletare tutto il servizio anche con le attuali unità di personale che ha in organico.

Non tutti lo sanno ma i famosi “servizi aggiuntivi” stabili che l’Amministrazione avrebbe garantito di programmare e affidare dovrebbero servire a permettere il previsto aumento dell’orario di lavoro delle 23 unità stabilizzate dalla Camassambiente con contratto PT. 

Poi, qualcuno, ci spiegherà quali sono questi “servizi aggiuntivi” che la Camassa pretende e che  il mega e oneroso appalto non ha ricompreso nel proprio elenco.

Certo va dato atto che i sindacati hanno cercato di combattere e ottenere qualche tutela ma è anche vero che quanto riportato nel verbale non offre quelle sostanziali garanzie per i lavoratori ASV.  Invitiamo le organizzazioni sindacali a pretendere che venga firmato un serio atto di impegno perché la Camassambiente ha dichiarato la “disponibilità” a mantenere validi gli accordi sottoscritti il 30 settembre 2019 per le unità di personale alle proprie dipendenze e a “definire” altro solo a seguito della formalizzazione dei servizi aggiuntivi al contratto d’appalto.

Come ,la stessa Camassa, ha “ipotizzato” di assumere, nella sua totalità, gli obblighi contrattuali oggi suddivisi (60% e 40%) con la ASV e che a seguito della valutazione del nuovo assetto organizzativo, in fase di passaggio, valuterà congiuntamente alle organizzazioni sindacali il personale subentrante nella nuova unica organizzazione del lavoro, nel rispetto del CCNL FISE Assoambiente e dei principi di efficienza, economicità e produttività,  seguendo criteri di valutazione che tengano conto della professionalità, produttività, dedizione dimostrata nonché assidua presenza al lavoro.

Quindi, ma è una nostra opinione che stiamo facendo verificare dai nostri legali, è come dire che con la nuova organizzazione potrebbe non essere riassorbito il personale ad “occhi chiusi” nella sua interezza ma saranno valutati secondo alcuni specifici criteri.

E allora anche qui sorge spontaneo domandare, quindi se uno ha rapporti interpersonali non proprio “idilliaci con il “capo” oppure è stato assente per importanti problematiche famigliari oppure per malattie o ancora, non è, secondo chissà quale parametro comparativo, “professionalmente” preparato (mentre per la ASV lo era) oppure la sua dedizione e/o produttività è considerata insufficiente (mentre per la ASV era sufficiente), rischia il posto di lavoro ?. Ma non scherziamo.

Ma poi, scusate la nostra curiosità, come può la Camassa prendere la quota della ASV se la normativa pone un divieto generale di modificazione soggettiva della composizione dei raggruppamenti (ATI) rispetto a quello  risultante dall’impegno formalizzato in sede di offerta e di aggiudicazione appalto fermo restando il principio basilare, in tema di procedure di appalto, di continuità nel possesso  dei requisiti di partecipazione ?.

Non è che per caso, qualcuno, sta pendendo lucciole per lanterne ? . Siccome crediamo nella buona fede di alcune organizzazioni sindacali chiediamo alle stesse di pretenderlo un accordo di impegno serio che preveda, non solo l’adeguamento al contratto FISE Ambiente, ma anche la garanzia di “totale” riassorbimento di tutte le forze lavoro, già ampiamente valutate, provenienti dalla ASV prossima alla liquidazione, slegata da qualsiasi altra situazione”.

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