Intervista al consigliere di opposizione
di Giovanni Zucconi
Alessandro Fondate è probabilmente il consigliere comunale più “politico” che mi sia capitato di intervistare. Nella lunga chiacchierata che ci ha gentilmente concesso, è emersa, molto più che in altre interviste, la sua appartenenza politica.Questa considerazione la sottolineo perché forse non emerge molto da quello che leggerete.Cheè chiaramente la mia solita, arbitraria, sintesi di quanto ci siamo detti, e delle sue risposte alle mie tante domande. Ma è un’osservazione importante per inquadrare il personaggio, e darne una chiave di lettura.
Come forse saprete, Alessandro Fondate ha preso il posto di Annalisa Belardinelli in Consiglio comunale di Cerveteri, dopo le sue dimissioni. Dimissioni che, ci racconta il consigliere nell’interessante intervista che segue, non l’hanno allontanata dalla scena politica di Cerveteri. La sua leadership nel suo ex gruppo consigliare, anche se non più formale, è ancora sostanziale.Se non addirittura rafforzata.

Come ha preso la notizia delle dimissioni di Annalisa Belardinellida consigliere comunale?
“Per me la notizia non era inaspettata, Ci abbiamo lavorato insieme. Era tutto preparato. Credo che sia stato un giusto riconoscimento dopo le “disavventure”, chiamiamole così, delle elezioni del 2022.”
Prenderà anche il suo posto in commissione?
“Credo di sì. Le commissioni vengono rivotate in Consiglio Comunale. Ma credo proprio di sì.”
Chi sarà il nuovo capogruppo in sostituzione della Belardinelli?
“L’abbiamo già eletto. È Gianluca Paolacci. Abbiamo deciso lui perché, tra i quattro, è quello più dinamico di tutti. È stata una decisione unanime. Gianluca ha naturalmente accettato. Si sente ancora più responsabile dopo questa nomina.”
Cambierà qualcosa nell’operato del vostro gruppo? Paolacci ha dimostrato, fino a questo momento, un approccio diverso al modo di intendere l’opposizione rispetto a quella di Piergentili, per esempio
“Paolacci, dopo un percorso iniziale, dove ha cercato di collaborare con l’Amministrazione, di trovare con lei un dialogo per costruire determinate cose, ultimamente si è reso conto che è una discesa a fari spenti. Quello che gli dicevamo noi dall’inizio.”
Possiamo quindi dire che non cambierà l’approccio del vostro gruppo, ma sarà Paolacci che ridimensionerà il suo operato
“Sicuramente ha una responsabilità sulle spalle non indifferente. Poi, comunque, le decisioni le prendiamo sempre tutti e cinque insieme. Io, lui, Annalisa, Luca e Wilma. Noi, quando interveniamo in Consiglio comunale, lo programmiamo prima. Non le improvvisiamo.
Comunque, noi abbiamo sempre detto che ognuno di noi è libero di fare le proprie battaglie. Le battaglie sono su vari fronti. Ognuno lavorerà a modo suo, cercando sempre però di essere uniti da un filo conduttore. Filo conduttore che, a mio parere, era e rimane Annalisa Belardinelli.”
Quindi, anche dopo le sue dimissioni, la Belardinelli continua a pesare nelle decisioni del vostro gruppo
“Secondo me, con questo suo passaggio alla Regione, ha rafforzato ancora di più la sua leadership nel gruppo. Lei è salita un po’ di grado… Comunque noi ci confrontiamo sempre abbastanza tra di noi.”
Vi confrontate anche con il resto dell’opposizione?
“Noi vogliamo coinvolgere sempre tuta l’opposizione. Dovrebbe esserci un coinvolgimento totale di tutti. Anche se sarà un percorso duro.”
È molto che se ne parla di questo coinvolgimento per un’azione unitaria. Ma poi, mi sembra, che i risultati non siano quelli che ci si aspetterebbe. Non appare mai come un’unica opposizione. Mi sbaglio?
“Secondo me questo accade perché non ci parliamo. Non ci muoviamo come se fosse un unico gruppo, ma l’unità di intensi pensiamo di allargarla a tutti quanti. Siamo ad un buon punto. Stiamo procedendo abbastanza bene su questo obiettivo. Io vedo che, quando l’opposizione fa l’opposizione concreta, riesce a mettere in difficoltà l’Amministrazione.”
Unità di intenti e di obiettivi vuole anche dire che, ad un certo punto, vi coalizzerete su un’unica bandiera, e lavorerete tutti per farla vincere?
“Anche se, secondo me, è troppo presto per individuare un leader di riferimento, stiamo lavorando anche su questo. Anche se abbiamo fatto le liste civiche, io sono sempre uomo di partito. Per me la condizione normale è entrare dentro un partito.”
Ma Paolacci non sta dentro un partito
“Gianluca prenderà la decisione sua. Se vorrà entrare o meno. Poi, come le dicevo, ognuno è libero di fare cosa ritiene più giusto.”
Secondo lei perché avete perso un’elezione praticamente vinta sulla carta?
“Perché non ci siamo parlati. Perché siamo rimasti chiusi in noi stessi. Ognuno con le proprie convinzioni. Senza confrontarci su cosa sarebbe stato meglio fare.”
Su come fare opposizione, si sente più vicino a Piergentili o a Paolacci?
“Io mi sento più vicino ad Alessandro Fondate. Ognuno di noi ha la propria peculiarità, e ognuno di noi deve dare una risposta a chi lo ha votato.”
Lei cosa ha promesso in campagna elettorale?
“Io non ho mai promesso nulla. L’unica cosa che ho sempre detto è che farò sempre, e in ogni momento, le cose per il bene del paese. Per me è sbagliato promettere. Uno vota in base alla persona di cui ha fiducia, e di cui riconosce certe qualità. Io conosco solo una cosa: il lavoro. Io ho sempre lavorato.”
Che consigli darebbe ai suoi colleghi dell’opposizione?
“Il consiglio che darei ai miei colleghi dell’opposizione è quello di ascoltare di più. Nessuno ha la ragione in tasca.”
E a quelli della maggioranza?
“A quelli della maggioranza cosa posso dire? A volte sono imbarazzato, e mi vergogno di questo paese. Una volta Cerveteri non era così. Era divertimento e lavoro. Io, comunque, mi confronto spesso con loro. Ci telefoniamo. Li ascolto. Il consiglio che posso dare è che anche loro devono ascoltare di più l’opposizione. Non devono rimanere sempre nelle loro posizioni e nelle loro visioni. Devono cercare di collaborare di più con l’opposizione, e dargli più voce.”
Mi può fare un esempio di una posizione sbagliata dell’Amministrazione?
“Nel 2025 scadrà la convenzione per la quale abbiamo trasferito il nostro archivio storico a Colleferro. Su questo tema, la Gubetti ha detto una cosa gravissima. Dice che non tutta la documentazione trasferita tornerà a Cerveteri. E chi è che decide quali documenti dovranno tornare, e quelli che verranno buttati? Tutti i documenti che sono stati trasferiti devono essere riportati a Cerveteri.”
Sono d’accordo con lei. Non può e non deve esistere anche un solo documento di un Archivio Storico di una città che può essere giudicato inutile (se si vuole approfondire il tema può leggere gli articoli pubblicati su BaraondaNews ai link https://baraondanews.it/larchivio-storico-di-cerveteri-si-trova-ancora-a-colleferro-quando-ritornera-a-casa/,https://baraondanews.it/archivio-storico-a-cerveteri-bucchi-nessuno-sa-quanti-e-quali-documenti-siano-stati-trasferiti-a-colleferro/)
“Per me c’è anche della malizia. Si vuole che qualche cartone non torni. Ci sono varie denunce in quei cartoni”
Si può spiegare meglio?
“Nell’archivio ci sono documenti che sono tornati di attualità. Se ne è parlato anche in consiglio comunale. Ci sono svariati documenti anche che riguardano Cerenova.”
Lei si batterà per il ritorno di tutta la documentazione, mi sembra di capire
“Questa sarà una mia battaglia. Oltre che di Luigino Bucchi. Qui dovrebbe esserci una collaborazione tra maggioranza e opposizione. Se vogliamo proprio decidere che qualche documento non serve a nulla, creiamo una commissione composta da elementi della maggioranza e dell’opposizione e decidiamo insieme.”
Prima ha detto una cosa che non voglio mettere in discussione perché, in quel periodo, io abitavo a I Terzi e non frequentavo Cerveteri città. Lei ha detto che prima, sottolineando neanche tanto implicitamente prima di queste ultime amministrazioni, Cerveteri era una città ricca di divertimento e di lavoro. Secondo lei cosa manca veramente a Cerveteri per far si che diventi quella che tutti vorremmo?
“Effettivamente si è perso qualcosa. Quando ero giovane io, i giardini erano pieni di ragazzi e di persone. È vero che è cambiato tutto, ma alla fine adesso i nostri figli li dobbiamo portare a Ladispoli. La maggior parte dei miei amici, i figli li portano a Ladispoli. Per me manca un luogo dove passeggiare e fare incontri. Doveva essere il centro storico a prendere quelle redini. Secondo me doveva essere più sviluppato il centro storico.”
Non crede che la conformazione geografica di Ladispoli, una lunga via commerciale piena di negozi e a due pasi dal lungomare, per fare due esempi, siano dei fattori che impediscano un possibile confronto con Cerveteri?
“A Ladispoli c’è la conformazione geografica, ma a Cerveteri c’è la Storia. È un altro concetto di offerta.”
Lei cosa proporrebbe per aumentare la godibilità di Cerveteri?
“Io ho una mia fissazione: buttare giù la cabina dell’Enel della Boccetta. Per creare una piazza che generi movimento. Poi mettere in sicurezza i merli delle mura. Queste cose sono basilari. Invece nel centro storico ci si è portato il centro anziani. Invece di andare avanti siamo andati indietro.”
Per lei questo sarebbe sufficiente per fare rinascere Cerveteri?
“Il problema è che la città si è spenta. Pascucci ha fatto una cosa gravissima. Ha spogliato le radici, pensando di mettere all’interno il radical chic.”
Non è la prima volta che sento qualcuno che dice che era bella la Cerveteri di una volta. Non crede che questo sia un segnale che guardiamo troppo indietro, mentre, per esempio, Ladispoli corre in avanti?
“Il punto è che negli ultimi undici anni, a Cerveteri non si è costruito più. Quindi si è tolta un’economia che portava benessere. L’agricoltura l’hanno mandata a rotoli. Il turismo l’hanno mandato a rotoli. La città ha perso degli introiti. Ha perso dei soldi.”
Lei crede che i problemi di Cerveteri siano nati solo undici anni fa?
“Secondo me, un’Amministrazione si misura alla crescita o alla decrescita che determina. Per me, negli ultimi undici anni, abbiamo toccato il fondo. Per chi prenderà in mano il paese dopo di questi signori, sarà molto dura risalire la china.”









