Intervista al consigliere di opposizione in quota Fratelli d’Italia, Luigino Bucchi
Archivio storico a Cerveteri, Bucchi – di Giovanni Zucconi
Nel giro di poco tempo, due importanti temi trattati nei mesi scorsi da BaraondaNews, si sono avviati verso una positiva conclusione, con l’approvazione di due mozioni da parte del Consiglio comunale di Cerveteri.
La prima riguardava l’impegno del Comune a garantire la definitiva ripartenza dell’Orologio a Sei Ore della torre di Cerveteri. La seconda riguardava l’impegno di far ritornare in città l’Archivio Storico, che alcuni anni fa era stato trasferito a Colleferro, per mancanza di locali idonei.
Ma mentre nel primo caso abbiamo raccontato in termini completamente positivi la buona notizia, non altrettanto possiamo fare a proposito dell’Archivio Storico. Non perché non sia una buona notizia il suo ritorno a Cerveteri. Anzi, è una buonissima notizia. Che tutti attendavamo da tempo. Era letteralmente scandaloso che la memoria storica di Cerveteri non si trovasse dove si è formata. Ma, come vedremo nell’intervista che segue al Consigliere Luigino Bucchi, ci sono delle ombre riguardo alla certezza che tutta la documentazione che è stata trasferita a Colleferro possa realmente tornare a Cerveteri. Sono solo ombre, è vero. Ma è nostro dovere segnalarle affinché si vigili, e si faccia tutto il possibile affinché tutto l’Archivio Storico torni a Cerveteri. Tutto. Non un documento di meno.

Per chi non lo sapesse, l’Archivio Storico contiene tutti i documenti e gli atti, emessi a Cerveteri per un qualsiasi motivo, che posseggono un valore storico e culturale per la città. E quindi custodisce gelosamente la sua anima e la sua essenza. Ci racconta perché la nostra città si presenta oggi così, e non in un altro modo. Per fare solo alcuni esempi, l’Archivio Storico di Cerveteri contiene tutte le delibere della giunta comunale, gli atti di nascita e di morte, tutti gli atti relative alle compagnie religiose e alle congregazioni, la corrispondenza del Partito Nazionale Fascista, i registri degli scrutini e degli esami delle scuole elementari, le fotografie… E mille altre tipologie di atti e di documenti legati alla storia, anche minuta, della città.
Per capire meglio cosa intendo per ombre, leggete l’intervista che segue, e che il Consigliere Luigino Bucchi ci ha gentilmente concesso.
Consigliere Bucchi, in un recente comunicato stampa congiunto con il Consigliere Orsomando, ha dichiarato che è stata approvata una mozione relativa al ritorno a Cerveteri dell’Archivio Storico. Ci può riassumere brevemente che cosa prevede questa mozione?
“Il Sindaco si è impegnato a stanziare, nel bilancio preventivo del Comune, le somme necessarie per fare in modo che l’Archivio Storico torni a Cerveteri. Come ricorderà questo archivio fu trasferito a Colleferro perché da noi non c’erano dei locali idonei, e sufficientemente capienti.”
Ha a portata di mano il numero dei documenti trasferiti a Colleferro?
“Non conosco il numero preciso. Ma non so se c’è qualcuno che lo conosca veramente. Sappiamo soltanto che sono state trasferite a Colleferro 2.760 scatole, pari, c’è scritto nel contratto stipulato con la società, a 1.275 metri lineari di documenti. Questo è il calcolo che è stato fatto. Perché, probabilmente, i documenti sono andati via in questa maniera.”
Mi sembra un po’ come dire che hanno portato via un tot di chili di documenti. Detta così non sappiamo quanti documenti storici di Cerveteri sono custoditi a Colleferro. Sappiamo solo che mettendoli uno in fila all’altro si coprono un chilometro e 275 metri. Non mi sembra un dato che ci possa rassicurare che poi torneranno tutti. Spero che, anche se lei non ha tutti i dati disponibili, ci sia qualcuno che abbia a disposizione un numero più preciso. Ma purtroppo a me non risulta che l’archivio, quando è stato trasferito a Colleferro, sia stato accompagnato da un inventario completo e integrale. Lei ha qualche informazione in proposito?
“Io ho fatto questa stessa domanda con un accesso agli atti. La risposta che ho ottenuto è quella che le ho detto. A Colleferro ci sono 2.760 scatoloni di documenti. Non mi hanno saputo dire di più. Quindi presuppongo che non ci sia un inventario completo della documentazione trasferita a Colleferro.”
Quindi lei mi conferma che non c’è un inventario. E che quindi non possiamo essere sicuri che tutto quello che è partito da Cerveteri, poi effettivamente ritorni
“Le dico qualcosa di più. Il Sindaco in Consiglio comunale ha dichiarato che la società che ha in custodia questi documenti è stata incaricata di fare un monitoraggio per vedere se c’è roba che si può buttare, o meno. Ha dato questo incarico a questa società. Non mi risulta, da quanto detto in Consiglio comunale, che sia previsto che ci sia un’attività diretta da parte del Comune su questa scelta.”
Mi sta dicendo una bruttissima cosa. Doppiamente brutta. Se è vero quello che mi dice, non solo si sta pensando che ci possano essere dei documenti dell’Archivio Storico che possono essere buttati, e non essere più a disposizione nel futuro. Ma addirittura che questa scelta è a discrezione di un soggetto terzo che può arbitrariamente scegliere cosa conservare e cosa no. Nella mia concezione di Archivio Storico tutto è importante. Nessuno, in un determinato momento, può dire se una cosa può avere un valore storico per un qualsiasi “ricercatore”, o comune cittadino di Cerveteri, in futuro
“Si. Questo è quanto stato detto in Consiglio comunale. Ci sono le registrazioni.”

E comunque un inventario completo non c’è. Se veramente procedessero a distruggere qualche documento, non avremo più neanche il modo di capire se si è perso qualcosa
“No, non c’è un inventario integrale. Conosciamo solo la quantità delle scatole piene di documenti che sono stati trasferiti.”
Diciamo che è un bene che questi documenti tornino a Cerveteri, ma non mi sembra che siamo nelle condizioni migliori per garantire che torni tutto. Ma se hanno stimato o misurato la lunghezza totale occupata da questi documenti, non facevano prima a stimarne almeno il numero totale? Detto questo, sono stati già individuati dei locali di Cerveteri idonei al trasferimento?
“La mozione mirava anche a indicare dei locali idonei per accogliere l’Archivio Storico. Ho proposto due scuole dismesse che attualmente sono in uno stato di abbandono. Che sono immobili del Comune di Cerveteri. Sono le scuole di Ceri e del Quartaccio. Che recentemente sono state anche restaurate. Invece di lasciarle in stato di abbandono, almeno le utilizziamo in qualche modo, e non dobbiamo andare a cercare dei locali in affitto. Tra le altre cose sono anche vicine. Se una scuola non dovesse bastare, si potrebbe utilizzare anche l’altra.”
Nel suo comunicato stampa parlava anche di attuali difficoltà nell’accesso agli atti, quando sono coinvolti documenti che sono stati trasferiti a Colleferro
“Le richieste di accesso agli atti avvengono continuamente. E mi sono fatto dire quante richieste non riescono ad essere evase dalla società che ha in custodia la nostra documentazione. Dai dati fino a ottobre 2023, risulta che solo il 53% delle richieste fatta agli uffici viene soddisfatta. Il restante 47% no. Quasi la metà delle richieste rimane inevasa.”
Per quale motivo?
“E’ per quello che ci siamo detti prima. Non esiste un inventario dei documenti che sono stati trasferiti a Colleferro. Quindi è inevitabile che sia molto difficile, se non impossibile, ricercarli negli 2.760 scatoloni. Quel 47%, sono documenti che non sono stati trovati.”
Quindi le richieste di accesso agli atti non sono state evase per mancanza di personale o di tempo
“No. Io ho l’elenco delle richieste protocollate e non evase. E in tutte c’è scritto “documento non trovato”.”
Speriamo che non si sia perso qualche documento importante. Parliamo, per chiudere, dei costi sostenuti in questo trasferimento. Ne parlava nel suo comunicato stampa
“In cinque anni, dal 2018 al 2022, sono stati spesi 95.546 euro. Quasi 20.000 euro all’anno. Contro una previsione di spesa di 77.500 euro dichiarati nella delibera del 21 febbraio 2017. Adesso il contratto è stato prolungato fino al tutto il 2024.”









