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A Lezione con il Generale Spuri all’Istituto “Di Vittorio”

Una giornata di formazione per parlare di clima, di ambiente e tutela dell’ecosistema

A Lezione con il Generale Spuri all’Istituto “Di Vittorio”-

Una giornata di formazione per parlare di clima, di ambiente e tutela dell’ecosistema: è quella che si è svolta giovedì 23 gennaio all’Istituto Alberghiero di Ladispoli con il Generale Augusto Spuri, già direttore del Reparto Sperimentazioni di Meteorologia Aeronautica del Comando Aeroporto di Vigna di Valle, il più antico insediamento aeronautico italiano. 

A Vigna di Valle fu realizzato, infatti, agli inizi del Novecento il primo cantiere sperimentale per le costruzioni aeronautiche. Da qui volò il primo dirigibile militare italiano, nel 1908. Da qui si alzò in volo il primo idrovolante. E qui fu installata nel 1911 la ‘Regia Stazione Aerologica’ per l’esplorazione dell’alta atmosfera, prima base costruita in Italia a questo scopo. Oggi Vigna di Valle è sede del Museo Storico e del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare. 

Molti i temi toccati dal Generale Augusto Spuri nella sua lezione all’Istituto Alberghiero: dalla differenza fra clima e tempo, all’inquinamento atmosferico. Durante l’incontro è stata fornita una precisa descrizione della meteorologia e dei suoi metodi di indagine.

Ma al centro del seminario c’è stato soprattutto il problema dei cambiamenti climatici e dell’influenza antropica sull’innalzamento della temperatura globale. Diverse – ha spiegato il Generale Spuri, che a dicembre aveva già incontrato gli studenti dei Corsi AFM e CAT dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ – le cause che determinano il ‘global warming’: variazioni nell’orbita terrestre; variazioni nell’attività solare; attività dei vulcani e impatto di meteoriti; l’attività industriale e l’emissione di gas serra

Dall’Accordo di Kyoto alla Cop25, l’ultima Conferenza di Madrid, fino ad arrivare all’attivismo di Greta Thunberg, si moltiplicano le iniziative per fronteggiare l’emergenza del climate change. Il nuovo Rapporto speciale diffuso dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) certifica l’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai in molte aree del pianeta. L’estate del 2019 – si è appurato – è stata la più calda mai registrata nell’emisfero settentrionale, secondo le analisi condotte dalla ‘National Oceanic and Atmospheric Administration’ (NOAA), l’Agenzia Federale degli Stati Uniti che si occupa di oceani e di clima. 

La sfida per il futuro è dunque quella di puntare a uno ‘sviluppo sostenibile’, espressione che risale al 1987. Ne parlava infatti il Rapporto Brundtland, documento elaborato dalla WCED, la Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo.

“Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”: così si legge nel Rapporto. Una definizione che chiama in causa un fondamentale e imprescindibile ‘principio di precauzione’ e un altrettanto imprescindibile ‘principio di responsabilità’.

Tutto ruota – come è stato sottolineato durante l’incontro con il Generale Augusto Spuri – intorno all’esigenza di tenere sotto controllo le attività antropiche, evitando che il loro impatto sull’ambiente diventi nocivo e deleterio. La contemporaneità ha reso il tema più urgente e delicato, imponendo più alti livelli di attenzione. Il problema è legato senza dubbio ai modelli di consumo, ma anche agli stili di vita e alle culture. Che fare? Allarmarsi o sottovalutare il problema dei cambiamenti climatici? Un vero dilemma. L’allarmismo è il modo più semplice per porre all’attenzione di tutti, gente comune e Stati, le problematiche inerenti i cambiamenti climatici. Tuttavia l’allarmismo non porta a niente e non è né un metodo né un atteggiamento scientifico. D’altra parte, non è giusto neanche sottovalutare il fenomeno. Cosa possiamo fare? Poiché una delle cause più importanti del riscaldamento globale è quella antropica – è stato sottolineato – tutti noi dovremmo cambiare abitudini. Utilizzare l’automobile solo se necessario, ridurre i consumi, puntare sull’utilizzo delle energie rinnovabili, interrogarsi seriamente sul proprio stile di vita per tentare di migliorarlo in ogni suo aspetto.

I grandi cambiamenti cominciano dai piccoli gesti, ma anche dalla conoscenza scientifica dei fenomeni. 

Una straordinaria giornata di formazione, quella che si è svolta all’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, un’indimenticabile occasione di apprendimento e di crescita. Grazie Generale Spuri!

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