L’ultima azione nella notte di Capodanno in questo difficile 2020 per le donne e gli uomini della Misericordia di Fiumicino.
Fiumicino, il 2020 della Misericordia si chiude al fianco dei più deboli –
Portare una bevanda calda, un pasto e un panettone ai senza tetto di Fiumicino, per scaldare prima di tutto il loro cuore e non farli sentire soli e abbandonati.
È l’ultima azione nella notte di Capodanno in questo difficile 2020 per le donne e gli uomini della Misericordia di Fiumicino.
Il 2020 è stato un anno molto intenso per l’area emergenze della Misericordia. “Siamo cresciuti tanto – racconta Massimiliano D’Alessandri, responsabile dell’Area emergenze della Misericordia, che vede operatori di tutte le età, dai 18 ai 60 anni – portando a 3 le ambulanze per il trasporto malati, con le quali facciamo trasporto in tutta Italia”.
“Abbiamo effettuato trasporti covid in Lombardia e lungo raggio covid da Roma a Trieste, tanto per fare degli esempi”, aggiunge.
Due squadre partirono nel momento più critico del lockdown per dare manforte ai colleghi del soccorso lombardo.
Anche l’iniziativa proposta in estate della “barella galleggiante”, in accordo con la Capitaneria di porto, con il duplico obiettivo di soccorso a mare e vigilanza di contrasto al Covid-19.
“Ci siamo attrezzati meglio anche per le maxi emergenze – prosegue D’Alessandri – con significativi progressi a livello logistico. Penso ad esempio alla formazione del montaggio di due tende da 15 posti ciascuna, utilissime nei casi in cui serva organizzare in breve tempo un campo-base logistico”.
Dalla tenda drive-in dell’Istituto zooprofilattico a Ciampino, al servizio svolto presso la centrale elettronucleare di Montalto di Castro, dove è stato formato il personale per la sicurezza aziendale e ambientale, simulando soccorsi e interventi di diversa natura.
“L’assistenza ai Grandi eventi anche in periodo di Covid è servita a garantire le misure di sicurezza, a sistemare operatori ai varchi, a fornire l’assistenza sanitaria in caso di paziente covid all’interno di un evento”, continua D’Alessandri.
“Tutti i volontari hanno fatto un grande lavoro – sottolinea – rinunciando a tanto; non è stato facile stare lontano da casa per settimane in zona rossa, così come andare via di casa per fare un trasporto ordinario, o doversi attivare in emergenza nel cuore della notte”.
“Si chiude con l’ultimo gesto di solidarietà concreta, e si riparte con mille progetti: “Il 2021 – conclude D’Alessandri – ci trova pronti”.









