CerveteriCittàLadispoliNotizieSenza categoria

Tradizione e memoria a tavola: a Ceri una foto racconta sessant’anni di storia





Alla trattoria bisteccheria “Da Fiore”, attiva dal 1956, un pranzo tra vecchi ladispolani diventa occasione per ascoltare la voce del suo storico titolare, Aldo Turriani

Tradizione e memoria a tavola: a Ceri una foto racconta sessant’anni di storia –

di Marco Di Marzio

A Cerveteri, fra le pietre antiche e i profumi della cucina tradizionale, una semplice foto ricordo diventa testimonianza viva di un pezzo di storia locale. È accaduto al termine di un pranzo tra “vecchi ladispolani” presso la storica Trattoria Bisteccheria Da Fiore, locale attivo dal 1956 nel suggestivo Largo Procoio di Ceri.

Tra sorrisi, racconti e brindisi, lo scatto ha fissato non solo un momento di convivialità, ma anche un’occasione per raccogliere le parole di chi, da decenni, porta avanti questa attività: Aldo Turriani, anima e memoria del locale.

L’intervista si è svolta nel corso di un nuovo pranzo, in un clima conviviale e autentico, alla presenza di Giuseppe Cifani, per tutti “Pino”, testimone diretto di una tradizione che continua a vivere proprio attorno alla tavola.

“Mi chiamo Aldo Turriani, detto ‘il diavolo’,” esordisce con un sorriso. “Questa è la trattoria Da Fiore, qui a Cerveteri, in Largo Procoio di Ceri. Siamo qui dal 1956.”

Un luogo che ha attraversato epoche e cambiamenti, osservati con lucidità e una punta di amarezza:
“Come ho visto cambiare le cose? Sono andate in peggio. Da dopo l’euro è andata sempre peggio… però la tradizione va avanti, e va avanti bene. È l’orgoglio nostro. Basta che c’è da mangiare.”

E proprio il cibo, semplice e autentico, ha attirato negli anni una clientela variegata e spesso illustre. Tra i tavoli della trattoria si sono seduti volti noti del cinema e dello spettacolo italiano come Lino Banfi, Bud Spencer, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Gigi Proietti, Sabrina Ferilli e Vinicio Marchioni. Senza dimenticare, come ricordato dallo stesso Turriani, anche Terence Hill: “Qui è passata tanta gente… pensa quanti!”

Un passato ricco di incontri e soddisfazioni che però lascia spazio a una visione del futuro meno serena:
“Il futuro? Male, male, male… poveri figli nostri.”

Parole sincere, senza filtri, che raccontano non solo la storia di un ristorante, ma quella di un territorio e di una generazione che ha visto cambiare il mondo restando ancorata ai valori di sempre.

E mentre la foto ricordo passa di mano in mano, tra i commensali e gli amici di sempre, resta la consapevolezza che luoghi come “Da Fiore” non sono solo trattorie, ma custodi di memoria, identità e tradizione.