“L’esercito dei giusti” punta sui giovani per aumentare i donatori. Il supporto del sindaco di Cerveteri
Midollo osseo, l’appello arriva in Parlamento: “Arruolare i diciottenni” –

ROMA – Un appello chiaro, concreto e rivolto alle istituzioni: coinvolgere direttamente i giovani nella donazione di midollo osseo, chiedendo a ogni neo-maggiorenne se desidera entrare nel registro dei donatori. È il messaggio lanciato da Elena Gubetti, sindaca di Cerveteri, intervenuta presso la Sala stampa della Camera dei Deputati in occasione di un evento dedicato al progetto “L’esercito dei giusti”.
Un’iniziativa che ha portato all’interno delle istituzioni una testimonianza forte, fatta di storie personali e di speranza, come quella di Giulio, salvato grazie a un trapianto reso possibile dalla compatibilità con un donatore iscritto all’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo).
«Portare questa esperienza in Parlamento – ha dichiarato Gubetti – non è stato solo un momento di gratitudine, ma anche un richiamo alla responsabilità per chi governa». Il tema centrale resta infatti quello della sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani: in Italia è possibile iscriversi al registro dei donatori solo tra i 18 e i 35 anni, una finestra temporale che rende fondamentale agire tempestivamente.
Da qui la proposta: un invito diretto e istituzionale a ogni ragazzo e ragazza che raggiunge la maggiore età. «Un gesto semplice, che non costa nulla, ma che può regalare il futuro a qualcuno», ha sottolineato la sindaca, evidenziando come la probabilità di trovare un donatore compatibile sia estremamente bassa e dipenda dal numero di persone tipizzate.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche i volontari dell’ADMO, da anni impegnati nella promozione della donazione, e gli atleti della nazionale di calcio trapiantati, Nicolò Bonafede e Stefano Corpaci, le cui testimonianze hanno dato ulteriore forza al messaggio.
Presente anche l’assessora alla Pubblica Istruzione Romina Vignaroli, a conferma dell’importanza di coinvolgere scuole e giovani in un percorso di consapevolezza e solidarietà.
«Dobbiamo fare in modo – ha concluso Gubetti – che quel mondo fatto di ospedali e attese non resti isolato, ma trovi il pieno supporto della società. La solidarietà deve diventare una scelta consapevole per ogni giovane cittadino».
Un impegno che, dal Parlamento, punta ora a tradursi in azioni concrete.












