L’Italvolley femminile batte in finale la Turchia e si laurea Campione del Mondo
di Simone Pietro Zazza
Da grande appassionato di sport, non mi sono mai limitato a seguirne uno in particolare, per il semplice fatto che, a mio avviso, ogni competizione agonistica è in grado di regalare spettacolo e adrenalina pura. Ci sono, poi, quelle imprese del tutto uniche, imprevedibili anche dal più ottimistico dei pronostici: la vittoria del Leicester di Ranieri in Premier League nel 2016, seguita, nel giro di poche settimane, il trionfo dei Cleveland Cavaliers in NBA contro i Golden State Warriors, giusto per citarne un paio. E, ovviamente, non possono mancare le menzioni per i nostri atleti, a partire dalla gloriosa spedizione che a Tokyo, quattro anni fa, guidata da Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, conquistò diverse medaglie d’oro nell’atletica leggera, insieme al formidabile team azzurro dell’Inseguimento a squadre. Chi dimentica, poi, la vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon, nel torneo più prestigioso al mondo, da numero 1 del ranking ATP, dopo aver guidato l’Italia al doppio successo consecutivo nella Coppa Davis? Potremmo andare avanti ancora e ancora, però oggi la scena la merita tutta un altro gruppo sbalorditivo, per il quale, sinceramente, non ci sono parole all’altezza per descriverne la grandezza; mi riferisco alla Nazionale femminile di pallavolo, la quale, a Bangkok, è salita sul tetto del mondo, battendo in finale la Turchia.
Quando si vince un campionato di portata internazionale si toccano vette di gioia indescrivibili: noi italiani ne sappiamo qualcosa, soprattutto grazie alle quattro corone iridate centrate dalla Nazionale calcistica, ma quando si parla di pallavolo le statistiche non sfigurano assolutamente, poiché l’Italvolley maschile vanta lo stesso numero di coppe
vinte dai colleghi del calcio, e, grazie all’impresa portata a termine in Thailandia, la Nazionale femminile si aggiudica il secondo successo mondiale della sua storia, portando
il conteggio totale a 6. Oltre a ciò, però, è bene evidenziare il percorso stratosferico seguito dalle ragazze allenate da Julio Velasco, vero regista di un capolavoro senza
precedenti: l’allenatore argentino ereditò il timone dell’Italvolley femminile meno di due anni fa, in un momento delicatissimo, segnato da profondi malumori presenti all’interno
dello spogliatoio, esemplificato dall’apparente addio annunciato da Paola Egonu, uno dei pezzi da 90 della formazione italiana. Il primo grande merito di Velasco è stato quello di
saper riportare la serenità tra le ragazze, Egonu in primis, ricompattando un gruppo dal potenziale inespresso.
E i risultati sono subito arrivati: il successo nella VNL del 2024, seguito dal cammino trionfale delle Olimpiadi di Parigi, quest’ultimo coronato dalla prima medaglia d’oro della storia dell’Italvolley, conquistata concedendo solamente un set in tutta la manifestazione. Sfatato il tabù dei Giochi Olimpici, le azzurre hanno proseguito la loro ascesa, conquistando, anche nel 2025, il primo posto nella VNL. E adesso è arrivata anche la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali, ulteriore tassello di un periodo idilliaco per il volley italiano. Gli ultimi 18 mesi della Nazionale femminile di pallavolo sono stati semplicemente senza senso, e non sono mancati gli ostacoli frapposti tra le nostre ragazze e i traguardi raggiunti. La semifinale del Mondiale si è conclusa al tie-break, contro il Brasile guidata da una straordinaria Gabi, che per due volte aveva messo il muso avanti, e per due volte è stato recuperato dalla squadra capitanata da Anna Danesi, con il sorpasso definitivo arrivato proprio nel set conclusivo. Anche contro la Turchia è stato necessario il tie-break, merito di una Melissa Vargas da 33 punti ingiocabile nei primi quattro set, e capace di far vacillare tutte le certezze della formazione italiana.
Sul più bello, è arrivata la reazione, nonostante l’inerzia apparentemente a sfavore, di un gruppo che, nel momento decisivo, ha saputo contenere i punti di forza delle avversarie, Vargas compresa, aggiudicandosi il tie-break con un netto 15-8. Che giri strani regala la vita: due anni fa, fu proprio la semifinale dell’Europeo persa contro la Turchia ad avviare la crisi dell’Italia; due anni dopo, sempre contro le turche, arriva il successo che consacra e divinizza questo gruppo straordinario. Grazie mille, ragazze, per le pagine indelebili dello sport italiano che avete scritto; grazie, Julio Velasco, perché la tua mano ha condotto la Nazionale ben oltre le più rosee aspettative. Gli ultimi 18 mesi dell’Italvolley femminile entrano di diritto in quella lista di imprese leggendarie citate poc’anzi. Non mi soffermo su quali siano più speciali, perché l’obiettivo non è metterle in competizione, bensì esaltarle per il valore immenso che ricoprono. Però, oggettivamente parlando, quello che le azzurre sono riuscite a fare nell’ultimo anno in mezzo è… lascio a voi la parola, perché, forse, non esiste un termine adatto per descrivere qualcosa di così incommensurabile.









