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Vannini, la riflessione di Pascucci: “Giustizia e verità sempre”





Il Sindaco di Cerveteri ha partecipato a tutta la giornata in tribunale

Verità e Giustizia. Sempre

Non so quali emozioni dovremmo provare oggi. Tutti, accanto a Marina e Valerio, aspettavamo con grande trepidazione questo giorno. La sentenza della Corte d’Appello che finalmente riconosce l’omicidio volontario per Antonio Ciontoli e una responsabilità di tutti gli altri familiari. Ciontoli è stato condannato per omicidio volontario con dolo eventuale (14 anni) e gli altri per concorso anomalo in omicidio in omicidio volontario (9 anni e 4 mesi).Ero nello spiazzo di fronte al Tribunale quando è stata pronunciata la sentenza. Con tante persone provenienti da tutta Italia che indossavano la maglietta “Verità e Giustizia per Marco”. C’erano i giornalisti, che a mio avviso hanno giocato un ruolo importantissimo in questa vicenda (e che voglio ringraziare di cuore) e qualche curioso (pochissimi). Quando si sono sentite le parole, lo spiazzo è esploso in un urlo liberatorio e molti, moltissimi, hanno iniziato a piangere.Poi sono arrivati loro, mamma Marina e papà Valerio; sorridenti, per quanto possa essere possibile, e per la prima volta con i tratti del volto meno tirati. Con loro c’erano Roberto, Anna, Alessandro, Angelo e tutta quella splendida famiglia che ha saputo fare corpo e rendersi abbraccio per tutti noi.Molti giornalisti mi hanno chiesto se fossi felice, in questa giornata. Difficile rispondere. Per terra ho trovato un cartello (che poi ho scoperto essere stato scritto questa notte da Luigi, un giovane di Salerno che da sempre è vicino alla famiglia Vannini). Il cartello con un cuore disegnato recita: “Marco 20 anni e tanta voglia di vivere…”. In queste parole c’è il fulcro di tutta questa vicenda.Nessuna sentenza riporterà Marco in vita e niente lo restituirà ai suoi affetti. Nessuno oggi avrebbe voluto essere qui. E poi, siamo umani e proviamo dei sentimenti, possiamo dire che nessuna sentenza oggi, neanche la più dura, ci sarebbe sembrata equa. È stato ucciso un ragazzo di vent’anni, che nelle foto è sempre sorridente. È stato ucciso a sangue freddo, nella casa della fidanzata, in un luogo che doveva essere casa, da persone che dovevano essere famiglia.Quindi, no, neanche oggi possiamo essere felici.Eppure qualcosa è realmente accaduto in queste ore. Quando è stata emessa la prima sentenza di Appello, quella che poi è stata annullata, con quella vergognosa condanna a soli 5 anni per il responsabile dell’omicidio, qualcosa si era incrinato. Quella sentenza era sembrata un affronto. Al pari di quelle parole dure, troppo dure, dette dal Giudice per riprendere in aula mamma Marina. Tanti, e io fra loro, avevano criticato fortemente quella sentenza. E qualcuno ci aveva risposto che eravamo di parte, che le sentenze non si devono criticare. Poi però, in una giornata che aveva un cielo terso proprio come quello di oggi, la Cassazione aveva dato ragione a chi si era indignato e aveva rimesso indietro le lancette: tutto da rifare.Ed è iniziata l’ennesima battaglia. Oggi vinta. Perché vinta? Perché a tutti era sembrato chiaro che quel giorno, quel brutto giorno, i genitori di Marco avessero subito un nuovo affronto (io avevo parlato di secondo omicidio). Ma stavolta erano state le Istituzioni a colpire. E questo aveva scoraggiato molti, non solo in quella famiglia, non soltanto a Cerveteri, non solo in Italia. Non si trattava di tifo, come alcuni hanno provato a dire; ma di bisogno di Giustizia.Oggi, usando le parole che Marina ha detto a un giornalista, la verità non è arrivata, perché Marco l’ha portata con sé; ma abbiamo l’impressione che la Giustizia invece sia stata fatta. E se questo, ha alleviato anche solo per un minuto, anche soltanto per un istante, il peso insostenibile che mamma Marina e papà Valerio portano con loro da anni, beh, sì, io sono felice.Marina e Valerio avrebbero dovuto ricevere da noi, tutti noi, tantissimo. E spero che molto sia arrivato loro. Ma è niente se paragonato a quanto ci hanno insegnato in questi lunghissimi e durissimi anni. La sobrietà, la serietà, la fiducia nelle Istituzioni anche quando veramente era difficile averne. Ho avuto da queste due splendide persone molto di più di quanto non abbia potuto dare. E forse soprattutto per questo voglio ringraziarli (lo so, è strano ringraziare Marina e Valerio in una occasione come questa, ma loro ci hanno anche fatto vedere che niente è impossibile).Oggi ci abbracciamo tutti, intorno a voi. Lo striscione con scritto “Verità e Giustizia per Marco” resterà sulle mura del nostro Municipio. Almeno fino alla fine del processo. Fino a quando cioè le sentenze saranno definitive e chi verrà riconosciuto colpevole, inizierà a scontare la condanna.A Cerveteri, da qualche tempo, c’è un parco che porta il nome di Marco Vannini. Da qualche settimana è quasi sempre pieno di vita, bambini, genitori, ragazzi e nonni. Mi è piaciuto il fatto che fosse un punto di ripartenza della nostra comunità dopo il lungo lockdown. La speranza è che il Parco Vannini rimanga un simbolo per tutte le battaglie di Giustizia nel mondo. E che quel sorriso, immortalato in un’opera regalata da un artista del territorio, risplenda sempre nella nostra città.Giustizia e Verità per Marco. Non soltanto oggi. Sempre.