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Una moschea a Cerveteri? Vi raccontiamo i timori dei Musulmani

di Giovanni Zucconi

Abbiamo parlato recentemente dello Ius Soli. Lo spunto era stata un’intervista fatta alla signora Nawal El Mandili e a suo figlio Mohamed Alì, tutti e due membri della “Consulta comunale dei cittadini migranti e apolidi” di Cerveteri. L’intervista aveva lo scopo di capire meglio come funzionava la consulta. Ma, anche se attingeremo di nuovo da quella intervista, neanche oggi parleremo di consulta… Oggi parleremo della necessità di realizzare a Cerveteri un centro culturale, se non addirittura una moschea. Non credo che questo tema sia stato mai trattato. Proveremo a farlo, noi di BaraondaNews.

Perché siamo sicuri che non sia mai stato trattato? Semplice. Perché neanche i diretti interessati lo hanno addirittura mai chiesto. O meglio, e qui sta per me la parte più interessante di tutta l’intervista, non hanno mai avuto il coraggio di chiederlo. Così come non hanno avuto mai il coraggio di chiedere una moschea. Cioè, detto in termini più semplici, non hanno ancora avuto il coraggio di chiedere un semplice luogo dove pregare secondo la loro religione. Il motivo di questa remora? Per loro chiedere una moschea equivale quasi a rischiare di essere giudicati dei potenziali terroristi. E quindi, per quieto vivere, meglio lasciare perdere…

Sarà anche loro la colpa se la pensano così. Nessuno li costringe ad avere questi timori. Ma quanta grandissima colpa abbiamo anche noi? Siamo riusciti a condizionare talmente tanto una popolazione di pacifici e integrati immigrati, da fargli considerare addirittura un tabù (uso la parola che hanno usato i miei intervistati) parlare di centro culturale o, peggio, di una moschea a Cerveteri.

Ma, come al solito, lasciamo parlare i veri protagonisti.

Oltre lo Ius Soli, quale altro sogno avete per avere una vita normale a Cerveteri?

“Vorremmo che ci fosse un centro culturale, una moschea, a Cerveteri.”

Ma adesso voi dove andate a pregare?

“A Ladispoli. Per questo avremmo bisogno almeno di un centro culturale. Non solo per noi Musulmani, ma per tutti gli immigrati.”

Come è possibile che non ci sia a Cerveteri un luogo dove un Musulmano può andare a pregare? Avreste bisogno solo di un semplice locale, se non mi sbaglio.

“Qui a Cerveteri non l’abbiamo. Ma ci farebbe molto piacere avere almeno un centro culturale. Abbiamo molti progetti. Per esempio volevamo insegnare l’arabo. Ma il Covid un po’ ci ha fermato. Abbiamo bisogno di un centro culturale.”

Perché continuate a dire “centro culturale” e non moschea? Non sarebbe importante per un musulmano avere una moschea dove pregare? Non sarebbe un grande segno di identità?

“Lo vede? Lo vede? Siamo noi che siamo bloccati. Per noi è come un tabù chiedere una moschea. Andare in un consiglio comunale e chiedere una moschea, ci sembra una cosa troppo grande. Sarebbe come esporsi pensando di chiedere una cosa impossibile. Anche se volessimo cominciare a parlare di costruire una moschea, lo faremmo sempre con cautela.”

Non vi sembra di esagerare?

“L’Islam, purtroppo al giorno d’oggi ha cattivi sinonimi. Un musulmano è spesso associato ai terroristi.”

Quindi vorreste una moschea, ma siete costretti a parlare solo di un centro culturale?

“(Il figlio. La seconda generazione di immigrati) Io una moschea adesso non la proporrei. Per me rimane solo un sogno.”

Una moschea a Cerveteri? Vi raccontiamo i timori dei Musulmani

Quanto pesa ad un musulmano ormai integrato in Italia essere associati ai terroristi?

“(La mamma) Più di quello che crede. Per me è stata un’ossessione. Per la paura di essere considerati dei terroristi, consideri che una volta ho riempito di botte mio figlio perché lo avevo visto fare una ricerca sul computer con la parola “isis”. Gli schiaffi che gli ho dato… Gli urlavo che non avrebbe dovuto farlo, e che adesso potevamo tutti essere accusati di essere vicini ai terroristi. Poi mio figlio mi ha spiegato che “isis” era nel nome della scuola che voleva frequentare (ISIS Giuseppe Di Vittorio, istituto alberghiero di Ladispoli). Dentro di noi c’è sempre la paura che ci accusino di una cosa che non abbiamo fatto. Anche per questo abbiamo paura di chiedere una moschea.”

Ma un centro culturale non è la stessa cosa

Una moschea a Cerveteri? Vi raccontiamo i timori dei Musulmani
Una moschea a Cerveteri? Vi raccontiamo i timori dei Musulmani

“Non è la stessa cosa, ma può avere la stessa funzione. L’Islam è una religione di pace. La traduzione di Islam è proprio pace. Ma se io cresco dove la mia religione me la passano solo i miei due genitori, che sono quindi i miei due imam, e io la imparo solo ed esclusivamente da loro, mi mancheranno le basi. Se a un ragazzo sono solo i genitori a passagli il Cristianesimo, e non è il catechismo o la messa a farlo, crescerà con una visione probabilmente diversa della religione cattolica. Quella che gli hanno voluto o potuto passare i genitori. Per questo abbiamo bisogno di un centro culturale. Io ho avuto la fortuna che i miei genitori me l’hanno passata nel giusto modo. Ma sarebbe bastata una qualsiasi piccola variazione, ma significativa, per farmi ricevere una visione completamente diversa dell’Islam. Bisogna avere un quadro mentale completo. Di 360 gradi. E solo in un centro culturale posso riceverlo. Chi mi può spiegare l’Islam meglio di un imam?”

Tu non lo stai dicendo, ma interpreto che in questo modo certe idee che alimentano il terrorismo circolerebbero più difficilmente

“Naturalmente l’imam deve essere una persona per bene. E deve essere controllato… (riemerge la paura di essere considerati terroristi). Se vogliamo che i nostri figli crescano bene, è meglio che imparino l’Islam in un centro culturale controllato, o dentro le case che non sai se dentro c’è un terrorista?”

E allora chiedetelo questo centro culturale…

“Probabilmente nessuno ci dirà niente, e nessuno ci ostacolerà. La paura e gli ostacoli sono dentro di noi. Ma adesso siamo più decisi nel chiederlo. Faremo del nostro meglio per realizzarne uno a Cerveteri.”

Avete appoggi in Comune?

“Ma noi non l’abbiamo mai chiesto… Non abbiamo mai cercato appoggi. Ma cominceremo a cercarli. Abbiamo bisogno di un centro culturale per i nostri figli. I miei figli parlano arabo perfettamente, ma non è per tutti così. (per la cronaca Mohamed parla cinque lingue)”

Me lo promette che farete finalmente la richiesta per un centro culturale a Cerveteri?

“Noi siamo già alla ricerca dei locali. Prima di chiedere, vogliamo essere pronti. Anche se non sappiamo ancora cosa bisogna fare o avere per aprire un centro culturale. Dovremo essere aiutati anche su questo.”

E la moschea?

“Si può venire a pregare anche in un centro culturale. Basta che ci sia un imam. Naturalmente sempre con tutte le telecamere necessarie, e tutto in sicurezza.” (e niente… la paura di essere giudicati dei terroristi è troppo forte). Ma le prometto che mi batterò per chiedere anche una moschea. Mi dà fastidio non averne avuto il coraggio fino ad adesso.”

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