Aumentano gli incassi dei negozi, ma i volumi restano deboli: il potere d’acquisto delle famiglie continua a risentire dell’effetto prezzi
Consumi in ripresa ad aprile: vendite al dettaglio in crescita dell’1,6% in valore –

Segnali positivi dal commercio al dettaglio italiano. Ad aprile 2026 le vendite registrano un incremento dell’1,6% in valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i volumi mostrano una crescita più contenuta, pari allo 0,3%. Un andamento che conferma la tenuta dei consumi delle famiglie, ma evidenzia al tempo stesso come una parte della crescita sia ancora legata all’aumento dei prezzi piuttosto che a un effettivo incremento delle quantità acquistate.
Secondo i dati diffusi dall’Istat, il comparto alimentare continua a rappresentare uno dei principali motori della domanda, sostenuto dall’esigenza delle famiglie di mantenere i consumi essenziali nonostante un contesto economico caratterizzato da incertezze e costi ancora elevati. Più moderata, invece, la dinamica dei beni non alimentari, che risente di una maggiore prudenza nelle spese discrezionali.
La differenza tra l’aumento del valore delle vendite e la crescita limitata dei volumi indica che il recupero dei consumi non è ancora pienamente consolidato. In altre parole, gli italiani spendono di più, ma acquistano solo leggermente più prodotti rispetto a un anno fa. Una tendenza che riflette il graduale rallentamento dell’inflazione senza però segnare un completo recupero del potere d’acquisto.
Gli operatori del settore guardano con moderato ottimismo ai prossimi mesi. La stabilizzazione dei prezzi energetici e il miglioramento del mercato del lavoro potrebbero sostenere ulteriormente la domanda interna, soprattutto in vista della stagione estiva. Tuttavia, il commercio continua a confrontarsi con un contesto internazionale incerto e con la necessità di intercettare consumatori sempre più orientati verso acquisti selettivi e attenti al rapporto qualità-prezzo.
Il quadro che emerge è quindi quello di un commercio al dettaglio in lenta ma costante ripresa: una crescita ancora fragile, ma sufficiente a confermare la resilienza dei consumi italiani dopo le difficoltà degli ultimi anni.









