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Signorina, la piazza chiede giustizia. Gubetti risponde: “Cerveteri non è questa, chi sa qualcosa parli”





di Giovanni Zucconi

Signorina, la piazza chiede giustizia. Gubetti risponde: “Cerveteri non è questa, chi sa qualcosa parli

Non è stata una di quelle manifestazioni dove non succede nulla oltre quello che era già scontato. E dove il cronista si può solo limitare a scrivere una canonica e cortese “grande partecipazione all’evento”. Stavolta no. Ogni intervento è stato la condivisione di un’emozione o di una denuncia.   Ma anche un invito a non esagerare con le prese di posizioni urlate.

Signorina, la piazza chiede giustizia. Gubetti risponde: “Cerveteri non è questa, chi sa qualcosa parli”

Prima uno struggente ricordo di Signorina. Poi la ferma richiesta di verità. Infine, l’intervento della sindaca Elena Gubetti. Che ha raccolto il dolore della piazza, ma ha anche risposto ad alcune posizioni espresse durante la manifestazione. Chiedendo prudenza, responsabilità e un linguaggio capace di non alimentare altra violenza.

A Piazza Risorgimento, nel luogo che per molti era diventato anche la casa della gatta del centro storico, la manifestazione “Tutti in piazza per gli animali” ha avuto il tono delle occasioni sentite non solo formalmente: commozione, rabbia, domande ancora aperte, e la volontà di non archiviare la morte di Signorina come un fatto qualsiasi.

L’apertura della manifestazione è stata affidata a una lettera dedicata proprio a lei. Un testo emotivo, scritto a nome dell’associazione “Dammi la Zampa” e dei volontari. Nel quale Signorina viene immaginata “tra le nuvole”, accanto agli altri animali vittime della crudeltà umana. Un’immagine dolce, quasi intima, che ha fatto inumidire più di qualche occhio. Ma che però non ha cancellato il motivo centrale per cui è stata organizzata la manifestazione: la richiesta di giustizia.

Signorina, la piazza chiede giustizia. Gubetti risponde: “Cerveteri non è questa, chi sa qualcosa parli”

Spero che tu abbia trovato un bel cuscino morbido tra le nuvole”, è stato letto in piazza. Poi il ricordo si è allargato agli altri animali nominati durante la manifestazione. Da Cesare ad Angelo, fino ai tanti altri animali uccisi dalla mano dell’uomo. E che forse non hanno avuto nemmeno qualcuno che li piangesse o li ricordasse.

Ma la lettera non è rimasta soltanto sul piano della commozione. Ha riportato la piazza al motivo della mobilitazione: “Non dobbiamo dimenticare. Dobbiamo chiedere che sia fatta luce sull’accaduto e avere giustizia. Dobbiamo sapere. Vogliamo leggi e indagini serie. Vogliamo avere certezza della pena”.

È stato anche richiamato il valore simbolico di Piazza Risorgimento, dove si stava svolgendo la manifestazione. “La tua casa”, il luogo nel quale Signorina viveva la sua quotidianità e dove, secondo gli organizzatori, la comunità si è ritrovata per “gridare più forte” al posto di chi non può più farlo.

Dopo la lettera, la parola è passata ai cittadini. Tra gli interventi più significativi quello di Romina, che ha ricordato Signorina non come una semplice gatta di quartiere, ma come una presenza familiare. “Signorina era parte integrante di questo mondo. Era un sorriso improvviso, un saluto affettuoso, un punto di familiarità in un mondo che scorre veloce”. Poi il passaggio più duro: “È passato un mese. E ancora ufficialmente il o i nomi dei colpevoli di questo crimine barbaro non sono venuti alla luce”. Ha concluso il suo intervento con un “Gli animali non si è obbligati ad amarli, ma è un dovere rispettarli”.

Più diretto e più critico è stato l’intervento di Anna, volontaria e cittadina. Un intervento che, di fatto, ha provocato poi una parte della risposta della Sindaca Gubetti.

Anna ha spiegato di essere in piazza “come animalista, come volontaria, ma in primis, e soprattutto, come cittadina”. Ponendo, ai presenti, una domanda senza troppi giri di parole: “cosa non ha funzionato nella macchina amministrativa e di controllo dopo la morte di Signorina? Noi non siamo qui a cercare una vetrina, a cercare visibilità. Oggi siamo qui per chiedere risposte. Risposte concrete, risposte sensate, che siano il frutto di una indagine condotta seriamente con la visione delle registrazioni delle telecamere. Non ci sono vite di serie A e vite di serie B. Le vite contano tutte in egual misura”.

Anna ha poi allargato il discorso ad altri episodi di violenza contro animali e ha posto anche il tema dei minori, sostenendo che troppo spesso si assiste ad azioni commesse da ragazzi consapevoli di poter contare sull’impunità legata all’età. Da qui una richiesta: non limitarsi alla commemorazione, ma agire prima. “Ci auguriamo che vengano tutelati tutti gli animali e soprattutto che non basti più una multa per sanare un crimine commesso contro chi miagola, abbaia, gioisce, solo perché non ha voce per raccontarcelo”.

È dopo questi interventi che ha preso la parola la Sindaca Gubetti. E il suo intervento è stato, in parte, una risposta diretta a quanto ascoltato. Un intervento che probabilmente neanche lei immaginava di dover fare in questi termini. E per questo in gran parte sicuramente improvvisato.

Per me è motivo di orgoglio vedere questa piazza così piena”, ha detto. “Questo è il luogo dove tutti noi vedevamo ogni giorno Signorina. Era la sua casa e dove sentiamo ogni giorno la sua mancanza”. Poi però la Sindaca ha cambiato tono, entrando nel merito. Ha detto di aver letto e ascoltato molte cose nei giorni precedenti. E ha aggiunto che anche nell’intervento di Anna erano state dette, a suo giudizio, “alcune cose inesatte”. “Forse dobbiamo partire dal linguaggio, perché il linguaggio violento chiama violenza”, ha detto la Gubetti. La Sindaca ha chiesto che la manifestazione restasse dentro una condanna “unitaria e consapevole” di tutte le forme di violenza. Ha riconosciuto l’indignazione, la ferita e il dolore. Ma ha preso le distanze da toni e da ricostruzioni che, secondo lei, rischiano di non aiutare.

Signorina, la piazza chiede giustizia. Gubetti risponde: “Cerveteri non è questa, chi sa qualcosa parli”

Sul piano amministrativo ha rivendicato l’azione del Comune. “I Sindaci lavorano per atti. L’atto che ha fatto l’Amministrazione è stato sporgere immediatamente la denuncia ai Carabinieri. Cosa che ha messo in atto tutto il procedimento delle indagini”. Poi la risposta al tema delle telecamere. “Le telecamere sono state visionate. Non c’è niente di utilizzabile per quel momento. I fatti non si sono svolti davanti le telecamere. Però le indagini vanno avanti in tanti modi, non ci sono solo le telecamere”.

Gubetti ha spiegato che le autorità hanno ascoltato diverse persone coinvolte nella vicenda e alcuni cittadini della zona. Poi ha lanciato l’appello più forte: “Se c’è qualcuno che sa qualcosa, è ora che parli. Qualcuno che sa qualcosa e continua a tacere, sta uccidendo un’altra volta la nostra Signorina. E questo è inaccettabile”. La Sindaca ha invitato anche alla prudenza sulle ipotesi. Ha ricordato che il veterinario che ha accolto il gatto in fin di vita “non esclude” che possa essersi trattato anche di un investimento. “Bisogna anche capire quello che è successo”, ha aggiunto.

Infine, c’è stato un passaggio significativo in difesa della città. “Mi ha fatto molto male leggere nelle cronache nazionali il nome di Cerveteri associato a una violenza di questo genere. Per me è stato un dolore immenso da Sindaco, perché Cerveteri non è questa”. Per Gubetti, dopo il dolore serve un passo in avanti. “Dopo l’indignazione non possiamo restare fermi al dolore, alla voglia quasi di vendetta, che non è la cosa giusta. La giustizia farà il suo corso”.

La manifestazione, alla fine, ha mostrato proprio questo contrasto. Una piazza che chiedeva risposte, anche con parole dure, e una Sindaca che ha risposto rivendicando gli atti compiuti. Correggendo alcune ricostruzioni e chiedendo di non confondere la ricerca di giustizia con la rabbia e la vendetta. In mezzo resta Signorina. Il suo ricordo, il vuoto lasciato nel centro storico e una domanda che ora pesa su tutti: chi sa qualcosa, parlerà?