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Scuola e dad, anche i presidenti dei consigli di istituto esprimono forti perplessità sul Dpcm

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Riccio (coordinamento presidenti Lazio): “Chiarezza su didattica, misure di sicurezza e protocolli”

Scuola e dad, anche i presidenti dei consigli di istituto esprimono forti perplessità sul Dpcm –

L’incremento della didattica a distanza al 75% lascia dubbi e perplessità anche nei presidenti dei consigli di istituto.

A dirlo è il rappresentante del coordinamento dei presidenti del Lazio. “Quali presidenti dei consigli di istituto, riuniti in coordinamento, esprimiamo fortissime
perplessità sul recente DPCM emanato per contrastare la pandemia da covid”.

“E’ evidente come si sia trattato di un taglia e incolla di provvedimenti datati ed insufficienti a contrastare il dilagare dei contagi”.

“Nessuno ha mai consultato i consigli di istituto, il vero cuore pulsante della vita scolastica assediato da responsabilità e decisioni che ormai spesso non competono solo ai dirigenti scolastici ed a quelli amministrativi”.

“Denunciamo quindi la fortissima approssimazione di un provvedimento di tipo coercitivo che non prevede la valorizzazione delle singole situazioni e non premia il lavoro
svolto dalle Istituzioni scolastiche anche durante il periodo estivo per consentire ai nostri figli di fruire dell’istruzione in maniera piena e soprattutto sicura”.

“Denunciamo che gli investimenti fatti, leggasi banchi monoposto, saranno resi inutili dalla probabile chiusura complessiva delle aule e dai provvedimenti a macchia di leopardo
che riguardano la didattica digitale integrata, procedura impraticabile fino a quando non si attueranno opere strutturali sul potenziamento della banda larga al servizio degli edifici scolastici”.

“Denunciamo la miopia del legislatore che chiude le palestre e nello stesso provvedimento autorizza gli istituti a concedere le loro palestre alle associazioni sportive e
con la medesima miopia ed identico metro di sufficienza affronta, da sempre ma specialmente in questo agitato periodo, ogni questione che riguardi l’istruzione”.

“Già dal mese di maggio si sarebbero potuti migliorare i trasporti e predisporre le misure per fare più attenzione ed esercitare un migliore controllo per gli assembramenti fuori dai locali scolastici : non è la Scuola il problema”.

“Auspichiamo quindi un maggiore coinvolgimento della base istituzionale, eletta e quindi previamente delegata, nell’orientamento delle scelte che riguardano il complesso
mondo dell’istruzione con l’unico fine di rendere fruibile l’istruzione e sicura la permanenza nei luoghi deputati all’istruzione di chi è lì per apprendere e di chi quotidianamente ci
lavora”.

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