Santa Marinella celebra Santa Marina, la Santa che diede il nome alla città

C’è una storia che parte da lontano. Da molto lontano. E che arriva fino a Santa Marinella, alla sua identità, al suo nome e alla sua memoria religiosa. È la storia di Santa Marina. La Santa che, secondo la tradizione, ha dato il nome alla città e che il Martirologio Romano ricorda il 18 giugno. Una figura antica, legata al Libano, alla Valle Santa di Qadisha e al Monastero di Qannoubine, dove la tradizione colloca la prima sepoltura delle sue spoglie.
Una storia di fede, di silenzio e di umiltà. Ma anche una storia tutta al femminile, segnata da una vicenda particolare: quella di Marina, che entrò in monastero con il nome di Marino, vestendo abiti maschili, e che solo dopo la morte venne riconosciuta come donna dai monaci. A Santa Marinella il culto di Santa Marina, secondo quanto ricostruito dal professor Livio Spinelli, sarebbe stato introdotto intorno all’anno Mille da una comunità di monaci basiliani provenienti dal Medio Oriente. Poi, nel corso dei secoli, con lo spopolamento dell’Agro Romano, quel culto sarebbe caduto nell’oblio.
Le ricerche sono riprese alcuni decenni fa. A raccontarlo è lo stesso professor Spinelli, autore di un volume di 450 pagine in attesa di pubblicazione. Tutto sarebbe nato da una domanda posta da suo padre Ettore al dottor Silvio Caratelli, sindaco della città tra il 1966 e il 1968: perché il patrono fosse San Giuseppe e non Santa Marina. Da quelle ricerche si è arrivati fino al Libano, al Monastero di Santa Marina, e poi al riconoscimento ufficiale. Con decreto del vescovo Gino Reali, dopo quattro secoli, Santa Marinella è tornata a festeggiare Santa Marina il 18 giugno, nella chiesa a lei dedicata, risalente al Cinquecento, situata tra il Castello Odescalchi e Villa Sacchetti, lungo l’antico tracciato della via Aurelia.

Il programma dei festeggiamenti si svilupperà in quattro giornate. Si comincia mercoledì 17 giugno, nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, con il Rosario delle 18.15 e la lettura di alcuni brani tratti dal libro “Vita di Santa Marina, la monaca vestita da uomo” di Maria Stelladoro. Lo stesso appuntamento si ripeterà giovedì 18 giugno e venerdì 19 giugno, sempre alle 18.15, sempre nella chiesa di San Giuseppe. Il momento centrale sarà sabato 20 giugno. Alle 18.30 il parroco celebrerà la Santa Messa nella chiesa di Santa Marina. Al termine partirà la processione, organizzata dai facchini di San Giuseppe, con il quadro di Santa Marina.
Il percorso interesserà via Roma, via della Libertà, via Ulpiano, via don Augusto Ranieri, di nuovo via della Libertà, piazza Trieste, via Fratti, piazza Civitavecchia, senza percorrere la via Aurelia, via Odescalchi e ritorno alla chiesa di Santa Marina. La conclusione della processione è prevista intorno alle 20.30. Alle 21, sul sagrato della chiesa di San Giuseppe, si svolgerà la sacra rappresentazione “La Santa travestita”, a cura della Compagnia teatrale Percuoco.
Quattro giorni, dunque, non solo di celebrazione religiosa. Ma anche di riscoperta. Perché Santa Marina non è soltanto una figura della devozione. È una parte del nome, della storia e dell’identità di Santa Marinella.









