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Sanremo, vince Diodato. Amadeus chiude col 60% di share

L’analisi dell’ultima (era ora) serata di Federica Angelini

Sanremo, vince Diodato

Diodato sbanca. E vince tutto. Primo classificato, premio “Mia Martini” e premio “Lucio Dalla”.

Al 70° Festival di Sanremo trionfa l’Amore, un amore finito ma ancora da dimenticare. Al primo posto (Fai Rumore) che racconta un amore vivo, pieno, avvolgente

(Viceversa/Gabbani) in seconda posizione. Diodato emoziona fin dalla prima serata. Ha talento, voce e potere emozionale. Gabbani (che non a caso si aggiudica il premio Tim Music) – per niente banale come scrittura, testo di divertimento linguistico – crea quel motivetto che, confesso, già mi risuona nella testa. Terzi i Pinguini, rivelazione di quest’annata che con la loro Ringo Starr hanno fatto ballare il teatro per tutta la settimana. Bravi, simpatici e colorati.

Sanremo, vince Diodato. Amadeus chiude col 60% di share
Sanremo, vince Diodato. Amadeus chiude col 60% di share

Podio che mi piace, classifica che non condivido appieno. Un convincente Masini troppo basso (si ferma al 15° posto) soprattutto rispetto all’ottava posizione dell’eccessivo più che mai Lauro, stasera in versione Elisabetta I. Supera anche la Grandi (che sembra Vasco con la parrucca e le tette). La penna del Blasco si riconosce e le calza a pennello).

Tosca – vincitrice indiscussa – si aggiudica solo il premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior produzione musicale. Grande classe, stile, interpretazione, voce magnifica. Questa canzone trasmette brividi come una carezza delicatissima del proprio amato. Wow.

Ma questo è il Festival dei record. Non solo di share ma soprattutto per l’eccessiva durata. Dobbiamo attendere le 2.30 del mattino per la proclamazione (Sky sembra aveva già spoilerato il nome del Vincitore)

Sembrava – già sembrava – andar bene la serata, ospiti giusti per numero e durata. Biagio dopo aver risvegliato l’ormone femminile, canta e se ne va. Tiziano saluta con un altro medley di successi, conosciuti e amati. Fiore/Ama (stasera come promesso la De FIlippi tocca a lui) misurati nei tempi. L’ultimo cantante si esibisce all’una.

Perfetto, si finisce in orario accettabile. MADDECHE’. Imcomprensibilmente inizia un’ora di staffetta dove sul palco arriva di tutto ed accade di tutto (sembra la Corrida).

Ama/Fiore giocano ed improvvisano, la Leotta che rappa (quota trash di serata – tutta la vita la Salerno che ripropone in tutina di pelle (se lo può permettere) “Boys Boys Boys”.

Poi tocca a lui Ivan Cottini (scuderia Maria sempre presente) che combatte la malattia con la danza e regala a tutti una lezione di GRINTA e forza di volontà: la diversità è bellezza.

Basta?! No! È la volta della cine-promozione con il quartetto Finocchiaro/De Sica/Rossi/Ghini che presentano il nuovo film di Brizzi. La situazione sta degenerando, ti è sfuggita di mano Amadeus. Alle 2.08 quando non capisco più se è Sanremo o Unomattina viene annunciato Grigolo che prima non scende dalla scala – non è più nemmeno la Corrida ma Scherzi a parte – e poi non se ne vuole più andare. (Passa da Puccini ai Queen e mamma mia!)

Ore 2.21 irrompono Gente de Zona, gruppo Salsero: tentano di risvegliarci tutti ma noi non ce la facciamo più.

Linea al Tg anzi si anzi no, caos totale. Parte la premiazione e… arrivederci al prossimo anno in cui, si spera, possano essere asciugate, sistemate, migliorare moltissime cose.

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