La coppia Amadeus Fiorello funziona. Standing ovation per i Maneskin
Sanremo 2022, buona la prima?
di Federica Angelini
E così muore la morigeratezza. Ne da il triste annuncio Achille Lauro che con la sua “Rolls Royce” – Ehm, scusate volevo dire “Domenica”…Perdonate il lapsus!
Si apre così la prima serata del Festival.
Quest’anno inizia subito la gara – evvai finisce presto – ma non faccio in tempo a sorridere per la buona novella che mi ritrovo lui petto nudo tatuato, pantalone di pelle, scalzo (Ei fu virilità…) e per finire affatto altezzoso, si auto battezza. (Ma perché?!)
Fortuna che Fiore c’è ed è in gran forma. Entra “armato” di termometro digitale, coinvolge con un monologo simpatico e travolge con un fantasioso ossimoro musicale (canzoni tristi ma allegre) promuovendo un messaggio che tutti dovremo provare a praticare perché si può – e che male c’è – combattere la tristezza con il buonumore!
Ama – Fiore continuano a funzionare (in tutto e con tutti – tranne che con Berrettini un po’ imbalsamato come Oriettona versione Goldrake) e rappresentano un booster umorale, rafforzando la nostra dose di leggerezza che manca da tanto, troppo, tempo.
Lo scorrere della serata mi svela subito alcune certezze: di ANA ne potevamo fare a MENA, se preparo a mio marito un paio di etti di carbonara e gli metto l’auto-tune si lamenta – ops! Canta – come Mamhood.
Di Noemi apprezzo l’esibizione (e pure l’abito!) ma non la canzone, di Ranieri la canzone ma non l’esibizione: almeno lui può migliorare!
Gli altri – almeno al primo ascolto – scivolano via, segni particolari: nessuno.
Salvo Morandi che dopo “L’allegria” estiva si affida di nuovo nelle mani di Jova (le sue sono ancora fasciate) e la sincera emozione che mostra, denota una rara umiltà.

I maneskin (loro fanno bene a Sanremo o Sanremo fa bene a loro?!) vincerebbero a meno basse anche quest’anno. Talento, bravura, carisma. Certo che dopo Marlena adesso arriva Coraline. A Damia’ sei de Roma… un nome normale no?
State zitti e buoni. Anzi, Muti. Stasera c’è Ornella. Anche se lei ce la mette tutta per farci (S)parlare: qualcuno le spieghi che questo è il Festival dei fiori e non dell’erba altrimenti “ciondoliamo” tutta la settimana su di un ciondolo piuttosto che sulle note di Yuman, che ha lo stesso effetto della tisana pre-sonno.
Lei si impappina e inciampa più volte: sarà solo l’emozione?!?
Ad ogni modo è bella – ma non balla – ha una sensualità elegante (con tanto di occhialetto da prof) che ipnotizza e può indossare uno spacco vertiginoso senza risultare volgare.
La solita maratona a sfinimento – non bastano le 11 costosissime interruzioni pubblicitarie e quindi Ama ci infila spot di serie TV e programmi prossimamente in onda – e se è ormai tardi per ballare con i Meduza (conosciuti, a quanto pare, da tutti tranne che da me) non è mai troppo tardi per emozionarsi con l’omaggio a Battiato.
Le note de “La cura” sono una panacea universale, la dichiarazione di intenti e della forma di amore più puro che si rincorre – e assai fortunato chi lo trova – lungo tutta una vita.
Tutto è bene quel che finisce bene…Macché manca la classifica -(della sala stampa) che, spero vivamente, cambi nelle prossime serate.









