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“Mai più mattanza di alberi a Marina di Cerveteri”

Cittadini per l’Ambiente: “È tempo di un cambio di paradigma, da una visione del verde urbano come arredo e decoro verso una visione olistica”

“Mai più mattanza di alberi a Marina di Cerveteri” – riceviamo e pubblichiamo:

Difficile non riconoscere i benefici apportati dagli alberi, in particolare per la loro funzione in contrasto ai cambiamenti climatici, la tutela del rischio idrogeologico e il soddisfacimento di numerose esigenze di specie animali e vegetali. Ecco perché come Cittadine e Cittadini per l’Ambiente esprimiamo sconcerto e forte contrarietà per quella che è stata definita “La mattanza degli alberi a Marina di Cerveteri”.

Da agosto 2021 a marzo 2022 circa 50 essenze arboree sono state abbattute – tra cui pluridecennali Eucalyptus camaldulensis – in una singola microarea compresa tra la rotatoria di Via Oriolo e l’adiacente Via dei Tirreni. È tempo di un cambio di paradigma da una visione del verde urbano come arredo e decoro verso una visione olistica, intesa come vero e proprio strumento di mitigazione ambientale, sottolineando aspetti importanti afferenti alle relazioni ed interazioni fra la componente umana e vegetale;

“Mai più mattanza di alberi a Marina di Cerveteri”

ECOSISTEMATICITÀ: Gli alberi maturi rimuovono gli inquinanti atmosferici con efficacia decine di volte maggiore di quelli giovani (Nowak e Dwyer 2007) “un singolo albero di grandi dimensioni da solo è in grado di reggere e caratterizzare un luogo ed un paesaggio ed al tempo stesso di ospitare una diversità botanica e faunistica peculiare. Cosa che al suo posto non sono in grado di fare 100 alberi giovani” (Dinetti 2019);

INQUINAMENTO ACUSTICO: gli alberi creano una barriera naturale ai rumori e sono, dunque, in grado di ridurre l’inquinamento acustico. Inoltre, è evidente che l’ampiezza degli alberi è proporzionale all’ammontare della riduzione del rumore (Kalansuriya et al. 2009);

EFFETTI SUL MICROCLIMA: l’abbattimento di decine di alberi in una zona così circoscritta ha delle conseguenze sul microclima che soprattutto d’estate saranno fortemente chiare. Gli alberi, infatti, bloccano i raggi solari ed impediscono in tal modo di riscaldare edifici e superfici circostanti, raffreddando invece l’aria;

MANCANZA DI PARTECIPAZIONE: gli abbattimenti non sono stati preceduti da un coinvolgimento della popolazione locale. Partecipazione tanto decantata in questi ultimi anni dall’amministrazione comunale quanto fortemente rimossa in occasione dei massicci abbattimenti. Partecipazione peraltro prevista da più fonti normative come la Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Jainero, ratificata dall’Italia con legge n.124/1994 e la Convenzione Europea sul paesaggio;

STRAVOLGIMENTO DEL CARATTERE PAESAGGISTICO: è stata alterata la cospicua bellezza naturale espressione dei valori culturali, naturali, morfologici ed estetici del luogo. Se proprio si voleva procedere con l’abbattimento di alcune essenze arboree, questo avrebbe dovuto essere dilazionato nel tempo, in modo da permettere alle nuove alberature di attecchire e di crescere e avrebbe dovuto prevedere la sostituzione con le specie di alberi già presenti: in particolar modo Eucalyptus camaldulensis.

CHIEDIAMO, dunque, alle candidate e ai candidati sindaco di esprimersi prendendo una chiara posizione sull’accaduto e rassicurando la popolazione in merito ai futuri interventi sul paesaggio. Qualora proprio si volesse procedere con nuovi abbattimenti, come già osservato, questi dovrebbero essere sporadici, graduali, non concentrati in singole micro-aree e preceduti da assemblee territoriali. Condividete questo aspetto? Per quanto riguarda le nuove piantumazioni, queste avranno la cura necessaria e saranno ben posizionate scongiurando il rischio di seccare?

Inoltre, non vorremmo che agli abbattimenti si aggiungessero ulteriori problematiche nel territorio come la diffusione di antenne 5G che, oltre a necessitare di interventi sulle alberature, sono collegate a effetti negativi su alcune specie di flora e fauna e a possibili problematiche per l’essere umano. Già oltre 600 Comuni italiani hanno sottoscritto l’appello per una moratoria del 5G, perché il Comune di Cerveteri non potrebbe seguire questo virtuoso esempio?

Infine, non riusciamo a comprendere come possa autodefinirsi ambientalista un’amministrazione che rivendica il Jova Beach Party non rispondendo, almeno per quanto a noi noto, a una sola delle obiezioni avanzate dal Comitato Nazionale Conservazione del Fratino, dalla LIPU e dalle molte associazioni sensibili al tema. 

La Risoluzione sull’impatto dei grandi eventi sul Fratino, firmata da 250 ornitologi, oltre a esprimere una “forte preoccupazione per la conservazione di una delle specie più a rischio dell’avifauna nazionale” chiede “che non vengano svolti eventi che prevedono consistenti afflussi di pubblico, negli ambienti costieri naturali o con residua naturalità frequentati o potenzialmente utilizzabili dal Fratino e da altre specie di interesse conservazionistico”. Come dargli torto?

Cittadine/i per l’Ambiente

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