L’Erasmus che sorprende: il viaggio in Turchia di Sara, studentessa dell’Istituto Giovanni Cena

C’è un modo molto concreto con cui l’Europa entra nella vita dei ragazzi. Non con discorsi astratti. Ma con un biglietto aereo, una valigia, una famiglia che ti apre la porta di casa, e una scuola che per qualche giorno diventa “anche tua”, pur trovandosi a migliaia di Km da casa tua. È quello che offre agli studenti il programma dell’Erasmus+. Che consiste in uno scambio internazionale finanziate dall’UE, che permette a studenti e personale scolastico di partecipare a esperienze di apprendimento all’estero.
Stiamo parlando dell’Erasmus+ perché recentemente è arrivato anche a Cerveteri. Ha infatti coinvolto Sara, un’alunna dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Cena” di Cerveteri. Che ha deciso di raccontarci la sua esperienza ad Anamur, in Turchia. E l’ha fatto con una chiarezza disarmante. Con un tono diretto e semplice. Quasi come se stesse scrivendo in un diario personale. Di seguito il suo racconto.
“Devo confessare che non avevo alcuna aspettativa su questo viaggio. Sarà perché dovevamo partire presto, che non conoscevo poi così bene quasi nessuno, che era la mia prima volta e, che ci aspettavano due ore e mezza di volo, sei di scalo e un’altra ancora di volo, seguita da altre due di bus.
Ma mi sono ricreduta sin da quando ci siamo ritrovati tutti insieme all’ aeroporto. Durante l’andata avevo una strana sensazione per lo stare in aria, ma la vista delle nuvole colorate dall’alba mi ha accompagnato per tutto il tempo rasserenandomi.
Penso di aver fatto un milione di foto durante quel volo iniziale. Durante lo scalo a Istanbul abbiamo praticamente imparato a memoria la pianta dell’aeroporto, per le innumerevoli volte in cui lo abbiamo percorso. Nonostante non abbia altre esperienze, penso proprio che sarà, insieme a quello del ritorno, uno degli scali più memorabili della mia vita.
Le ore di bus sono state piene di “ho sonno” e “ho mal di testa”, partite a BlockBlast, sogni e risate e sono terminate con l’arrivo davanti alla scuola di Anamur dove ci attendevano le famiglie che ci hanno ospitato nelle loro case.
Quella prima mattina mi sono svegliata abbastanza infastidita da un rumore, la famosissima chiamata islamica, che mi ha fatto da sveglia e che mi ha accompagnata ogni giorno e pomeriggio lì.

La colazione, almeno per me, era composta dal çay (thè turco), dolci o salati tipici e tante chiacchiere.
La nostra giornata proseguiva andando a scuola dove restavamo lì fino alle 17. Durante tutto questo tempo, oltre al pranzo (ore 12:30), abbiamo giocato moltissimo a passaggi di calcio e pallavolo, basket ma siamo anche stati dentro le classi per seguire lezioni, in giro per la città, all’ufficio del sindaco e a visitare siti storici.
Una tra le cose più strane di questa esperienza è stata la cena alle 17:30, abbiamo quasi sempre mangiato fuori in dei ristoranti o in pizzeria.
Nei pomeriggi, affidati alle famiglie, abbiamo guardato film e spesso siamo usciti quasi tutti insieme. A volte anche la sera uscivamo con i nostri ospitanti e i polacchi per prendere gelati o cornetti tutti insieme.
È stata un’esperienza unica che rifarei anche se me lo stessero proponendo in questo preciso istante mentre sto scrivendo. Mi sono divertita moltissimo a parlare inglese, imparare qualche parola turca, insegnare un po’ d’italiano e conoscere nuove persone. Avere una ragazza turca al mio fianco, che praticamente è la mia copia, stesse passioni, interessi e voglia di conoscere e imparare, mi ha aiutata moltissimo.

La mia famiglia ospitante mi ha fatto sentire come a casa, sono stati super-iper- disponibili e, nonostante siano passate pochissime settimane ho già nostalgia di tutti loro.”
Abbiamo trovato bellissimo ed altamente educativo questo racconto. E abbiamo deciso di pubblicarlo integralmente. Un racconto dal quale emerge, oltre ad una crescita di Sara, un messaggio potente: “Le esperienze vissute fuori dal proprio quotidiano ti fanno crescere davvero. In modo forse anche inaspettato, ma sempre in modo profondo.”
Per la cronaca, e questo il bello dell’Erasmus+, all’Istituto Comprensivo “Giovanni Cena” sono iniziati i preparativi per la “mobilità in ingresso”. Infatti, nel mese di marzo, alcuni alunni della Turchia e della Polonia saranno ospitati dalle famiglie di Cerveteri. Questa è l’Europa e il mondo che ci piace e che vogliamo.









