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L’assessore Riccardo Ferri: “A Cerveteri abbiamo istituito il marchio di qualità De.C.O.”

Intervista all’ assessore alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Rurale, Sviluppo delle risorse agricole e politiche di valorizzazione del patrimonio paesaggistico della città etrusca

L’assessore Riccardo Ferri: “A Cerveteri abbiamo istituito il marchio di qualità De”

di Giovanni Zucconi

In due recenti articoli abbiamo parlato dei commercianti di Cerveteri. Oggi parleremo di un’altra importante categoria di imprenditori che operano nel territorio di Cerveteri: gli agricoltori. E lo facciamo insieme a Riccardo Ferri, l’Assessore alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Rurale, Sviluppo delle risorse agricole e politiche di valorizzazione del patrimonio paesaggistico. Innanzitutto, lo ringraziamo della lunga intervista che ci ha concesso, di cui, per motivi di spazio, riportiamo i passaggi più significativi.

Mi può fare una fotografia della situazione degli agricoltori di Cerveteri?

“Sono in grande difficoltà. Hanno dovuto affrontare prima il difficile e lungo periodo della pandemia, e adesso, con la guerra, i prezzi di produzione sono arrivati alle stelle.”

In quale modo è possibile garantire un reddito adeguato ai nostri agricoltori?

“In molti hanno capito che una strada percorribile è quella della vendita diretta. Senza passare per gli intermediari. Si possono vendere i nostri prodotti direttamente al pubblico. In questo modo il margine di guadagno è più alto. Conosco molti agricoltori che hanno i banchi a Roma, e che riescono ad avere con questa attività un buon guadagno. Lo stesso per chi ha aperto un banco in zona.”

Bisogna quindi che gli agricoltori diventino anche dei commercianti?

“Non solo. Dovrebbero diventare anche una specie di produttori. È vincente la scelta di vendere direttamente i nostri prodotti di grande qualità, ma lo è ancora di più quella di offrire, per esempio, la verdura giù pulita e pronta per essere cucinata.”

Dovrebbero diventare dei veri e propri imprenditori

“Molti dei nostri agricoltori già lo sono. Hanno già superato la fase della vendita al grossista. È chiaramente un sacrificio ulteriore che devono affrontare, in termini di tempo e di impegno. Ma è spesso l’unica strada percorribile per garantirsi un guadagno adeguato.”

Ma c’è un mercato per tutti?

“Non ci dimentichiamo che siamo molto vicini a Roma, che ha tre milioni di abitanti. Più gli altri turisti che girano per il Lazio. Compresi quelli che sbarcano a Civitavecchia con le crociere.”

Mi ha detto che a Cerveteri ci sono soprattutto piccole aziende agricole. Per vendere da imprenditori, come si auspicava prima, sarebbe utile avere a disposizione un marchio riconoscibile. Magari un marchio di qualità. Come siamo messi su questo tema a Cerveteri? Non prevediamo dei marchi DOP?

“Per i vini abbiamo il marchio DOC, o il IGP Lazio. Su altri prodotti, purtroppo ancora no. Per l’olio ci stiamo lavorando, ma le quantità prodotte non sono ancora sufficienti. La produzione è ancora bassa per poter richiedere un DOP, ma non dobbiamo cadere nella tentazione di andare verso le produzioni intensive. Perché si produce molto subito, e quindi si comincia presto a rientrare degli investimenti, ma la qualità poi non è quella che noi desideriamo.”

Quindi i nostri agricoltori devono competere sul mercato senza un marchio di qualità

“Prima della pandemia avevamo già approvato in consiglio comunale, il marchio De.Co. La Denominazione d’Origine Comunale. A questo proposito, il Sindaco ha delegato Catia Minghi alla Promozione dei prodotti di Denominazione Comunale. Dovrà occuparsi di organizzare tutte le procedure necessarie e presentare questo nuovo marchio. Che possono richiedere tutti i produttori, sia singoli che associati.” (In foto il logo del marchio De.Co di Cerveteri)

Quali sono le condizioni per fregiarsi di questo marchio?

L'assessore Riccardo Ferri: "A Cerveteri abbiamo istituito il marchio di qualità De"
L’assessore Riccardo Ferri: “A Cerveteri abbiamo istituito il marchio di qualità De”

“C’è un disciplinare da rispettare. Sia in termini di qualità che di quantità. E poi la richiesta va sottoposta ad una commissione composta da esperti, che dovrà accettarla. Nella attuale commissione ci sono anche un esperto indicato dalla Coldiretti e uno indicato dalla CIA. Le due maggiori associazioni di categoria.”

L’assessore Riccardo Ferri: “A Cerveteri abbiamo istituito il marchio di qualità De”

A quali prodotti si può applicare questo marchio?

“A tutti i prodotti del territorio. Non solo prodotti agricoli, Ma anche a prodotti artigianali. Per esempio, il pane cotto a legna di Cerveteri.”

Mi sembra una cosa molto importante. Quando vedrà la luce questo marchio?

“La delegata già si sta muovendo per mettere in piedi velocemente le procedure. Anche se la commissione di esperti già esiste, dovremo rinominarla perché era stata costituita dal precedente Sindaco. A quel punto si riparte. Abbiamo già fatto qualche comunicazione, ma dovremo fare molta più pubblicità verso i produttori e verso il mercato. Speriamo che arrivino molte proposte. Ogni volta che un consumatore vedrà il nostro marchio De.Co. sulla confezione o sulla cassetta, saprà che quello è un prodotto di qualità che viene dal territorio di Cerveteri.”

Non sarebbe necessario avere anche un mercato fisso, aperto tutti i giorni, dove gli agricoltori possono vendere quotidianamente i loro prodotti?

“Se mi avesse chiesto quale fosse un mio sogno, le avrei proprio detto un mercato fisso e coperto a Cerveteri. Con banchi e box. Adesso lo abbiamo solo il mercoledì, il sabato e la domenica a Cerenova. È un mercato che vende moltissimo. Soprattutto il fine settimana, quando arrivano in tanti da Roma.”

Cosa impedisce di renderlo quotidiano?

“Innanzitutto, abbiamo bisogno di uno spazio adeguato, e dei fondi per costruirlo. E poi, come le dicevo, a Cerveteri ci sono soprattutto piccole aziende agricole. Chi coltiva, chi confeziona e chi va a vendere è spesso sempre la stessa persona. Non sarebbe facile impegnarsi a vendere in un mercato tutti i giorni, È un progetto a cui tengo, e su cui lavorerò sempre, ma in questo momento non ci sono le condizioni.”

I nostri agricoltori fanno parte di qualche associazione di categoria?

“Sono quasi tutti associati con la Coldiretti o con la CIA”

Si interfaccia spesso con queste associazioni?

“Moltissimo. Loro sono molto organizzati. E almeno ogni due settimane vengono da me con delle richieste. Fanno da tramite tra gli agricoltori e l’Amministrazione. Nei giorni scorsi abbiamo risolto con loro un problema che c’era nel rilascio dei libretti per prendere il gasolio agricolo. Di solito se c’è un problema, questo riguarda tutta la categoria. E quindi con le associazioni lo risolviamo per tutti.”

Quale è il problema principale che devono affrontare in questo periodo gli agricoltori?

“Quello del grandissimo aumento dei costi delle materie prime. Il gasolio innanzitutto. Ma anche i fitofarmaci e i concimi. Per chi trasforma ci sono stati anche altri aumenti. Per esempio, l’aumento del costo delle bottiglie, dell’inscatolamento, dell’etichettatura…”

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