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Ladispoli, un convegno sugli ordigni bellici inesplosi

L’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale in programma il 7 maggio alle 10 in aula consiliare

Ladispoli, un convegno sugli ordigni bellici inesplosi –

Sensibilizzare la popolazione sulla possibile presenza di ordigni bellici inesplosi sul territorio e fornire qualche indicazione sul come comportarsi e cosa fare.

E’ questo l’obiettivo del convegno promosso dall’amministrazione comunale di Ladispoli.

L’appuntamento è per il 7 maggio alle 10 in aula consiliare.

In quell’occasione saranno ascoltate delle testimonianze dirette sul ritrovamento di ordigni bellici sul territorio comunale.

Non solo. Si cercherà di fornire anche qualche informazione utile per aiutare a riconoscere un ordigno bellico, e soprattutto un ordigno bellico inesploso, così da poter attivare subito la macchina operativa.

Per farlo sarà presente un responsabile del dipartimento ordigni bellici inesplosi ANVG, Giovanni Lafirenze e il presidente regionale per il Lazio ANGV, Antonio Bisegna.

Per informazioni e prenotazioni si può contattare il numero 06 55 90 661 o scrivere a anvcg@tiscali.it.

La sezione è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì.

Sulla nostre coste non è infatti estranea la presenza di ordigni bellici inesplosi.

L’ultimo ritrovamento a Santa Marinella che ha visto impegnati militari, forze dell’ordine e volontari di Protezione civile.

Quella degli ordigni inesplosi è una situazione particolare che purtroppo negli anni passati ha anche mietuto delle vittime.

Basti ricordare la tragedia, a Ladispoli, dell’1 dicembre del 1944 quando alcuni bambini, come sempre, si erano radunati nei pressi di Porto Pidocchio per trascorrere insieme la giornata.

Erano soliti andare in giro sulla spiaggia alla ricerca di qualche bomba, proiettile.

Quel giorno, stavano giocando tranquillamente, quando all’improvviso la quotidianità fu spezzata da un forte boato.

Una delle bombe trovate per giocare esplose spazzando via la vita di due anime innocenti: Luigi Picchioni, 7 anni, e Claudio Zoffoli di 5.

Con loro c’erano anche Augusto Moretti, Roberto Nardocci, Valter Valentini e Franco Prosperi. Loro rimasero miracolosamente vivi, ma segnati a vita da quel tragico evento.

Un ricordo talmente vivo nelle menti di chi quel dramma lo ha vissuto in prima persona e da parte dell’intera comunità che proprio a dicembre dello scorso anno, nell’anniversario della tragedia, l’amministrazione comunale, ha intitolato quel luogo a quei bambini.

Potevano essere i miei figli, i figli di chiunque”, aveva commentato il sindaco Alessandro Grando scoprendo la targa in via Bassano dedicata ai piccoli angeli che la cerimonia l’hanno vista dal cielo e a chi invece qui sulla terra continuerà fortemente a ricordarli per sempre.

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