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Ladispoli, scontro social Sindaco – Preside sulla mensa alla Melone





Il primo cittadino: “Il dirigente ha deciso di occupare queste due stanze per fare lezione rifiutando la proposta del Comune di spostare due aule in un altro locale comunale”. Agresti ribatte: “Falso”

Ladispoli, scontro social Sindaco – Preside sulla mensa alla Melone –

Lunch box per tutti gli studenti della Melone e il dirigente Agresti che torna a puntare i riflettori sull’assenza di locali mensa dove poter far mangiare i propri alunni. E da qui scoppia di nuovo la polemica social con il primo cittadino che replica a uno dei commenti a tal proposito spiegando i motivi che hanno portato la Melone a non avere una sala mensa e il dirigente scolastico che non ci sta e replica a sua volta.

“L’istituto comprensivo Corrado Melone – ha spiegato Grando – ha due sale refettorio interne al plesso scolastico Fumaroli, realizzate dalla mia amministrazione, che sono assolutamente sufficinti a soddisfare il fabbisogno della scuola”.

“Quest’anno a causa del covid, il dirigente scolastico ha deciso di occupare queste due stanze per fare lezione, rifiutando la proposta del comune di spostare due aule in un altro locale comunale, cosa che hanno invece fatto gli istituti comprensivi Ladispoli 1 e Ladispoli 3”.

“Se il dirigente avesse accettato la proposta del Comune, la Melone avrebbe ancora i suoi due locali refettorio”.

Ma subito arriva la replica del dirigente scolastico Riccardo Agresti: “Già nel periodo pre covid i due spazi rubati alla didattica non erano affatto sufficienti, figuriamoci ora che occorre rispettare il distanziamento personale”.

Replica di Agresti anche sulla proposta del comune di spostare alcune aule in altri locali comunali: “La proposta è uscita durante una chiacchierata informale con il nuovo assessore per finta davanti ad una tazzina di caffè insieme a tante altre che non sono state formalizzate per poterle sottoporre al Consiglio di Istituto (organo supremo della Scuola, il dirigente esegue soltanto e non accetta né rifiuta nulla)”.

“Ora che il nostro sindaco da favola non conosca le regole interne alla Scuola possiamo accettarlo, ma che non sappia che le istituzioni colloquiano in via formale e non informalmente ed amichevolmente al bancone di un bar la dice lunga sulle sue capacità gestionali di una città”