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Ladispoli, passaggio ad Acea Ato2: se ne parla oggi in consiglio





Appuntamento a palazzo Falcone a partire dalle 21

Ladispoli, passaggio ad Acea Ato2: se ne parla oggi in consiglio –

Come e quando protestare contro la decisione della Regione Lazio di avviare il commissariamento per il passaggio del servizio idrico ad Acea Ato2 e per ribadire la propria contrarietà, quella di tutta la città, al passaggio dalla Flavia Servizi alla Spa.

A Ladispoli è tempo di consiglio comunale aperto per affrontare l’argomento tutti insieme: istituzioni da una parte e cittadini dall’altra.

Appuntamento questa sera alle 21.

Le battaglie legali al Tar del Lazio prima e al Consiglio di Stato poi, non hanno portato ai frutti sperati. Anche i giudici di primo e secondo grado hanno stabilito che il passaggio ad Acea Ato2 si deve fare.

Un passaggio di consegne, dunque, che sembra destinato a non poter essere fermato. Tanto che gli amministratori di palazzo Falcone nei mesi scorsi hanno avviato il confronto con Acea per cercare di stabilire le modalità e i tempi di consegna.

Incontri di cui però, la Regione Lazio non avrebbe tenuto conto tanto da informare il comune di aver avviato le procedure di commissariamento del servizio idrico.

Tutto, nonostante l’iter già avviato dal comune.

Ora, sebbene le sorti dell’acqua nella città balneare sembrano definitivamente segnate palazzo Falcone è pronto a scendere in piazza con la cittadinanza intera per dire la sua: la privatizzazione dell’acqua in città non è cosa gradita.

Intanto sulla questione acqua, il portavoce del M5S, Devid Porrello, ha presentato un emendamento al cosiddetto “Collegato al Bilancio” che andrà a breve in discussione alla Pisana, che, «se approvato, potrebbe cambiare gli scenari sul futuro immediato della gestione dell’acqua a Ladispoli e di Flavia Servizi.

In questo emendamento – spiegano i grillini – si chiede di inserire in una legge regionale un principio di tutela per comuni che come Ladispoli sarebbero da considerarsi in “gestione provvisoria” della rete idrica ed in attesa di un riordino degli Ato eviti il loro commissariamento».