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Cittàpolitica

Ladispoli, Opposizione: “Giunta: arroganza e chiusura al confronto”

L’Opposizione: “ Nemmeno la Presidenza della Commissione Affari Istituzionali, commissione di garanzia, è stata assegnata alla minoranza, rompendo una consuetudine da sempre in vigore nel nostro Comune”

Ladispoli, Opposizione: “Giunta: arroganza e chiusura al confronto” –

Una nota congiunta di tutti i consiglieri d’opposizione accusa la giunta del Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando di arroganza e di chiusura ad ogni confronto.

A firmarla sono stati Daniela Ciarlantini (Per Pascucci), Roberto Garau (Per Pascucci), Amelia Mollica Graziano (Ladispoli Cambia), Silvia Marongiu (PD – La forza della comunità), Crescenzo Paliotta (PD – La forza della comunità), Gianfranco Marcucci (Ladispoli Attiva), Fabio Paparella (Ladispoli Attiva), Alessio Pascucci (Un Nuovo Inizio) ed Eugenio Trani (Ladispoli Città).

“Nelle sedute di Commissioni Consiliari – si legge – che si sono svolte giovedì scorso l’amministrazione del sindaco Grando ha nominato Presidenti e Vicepresidenti delle Commissioni stesse solo consiglieri appartenenti ai Gruppi di maggioranza.

Nemmeno la Presidenza della Commissione Affari Istituzionali, commissione di garanzia, è stata assegnata alla minoranza, rompendo una consuetudine da sempre in vigore nel nostro Comune.

Una prassi consolidata per sottolineare il rispetto in ogni istituzione delle funzioni di controllo della minoranza.

Questa consiliatura invece parte nel segno dell’arroganza dell’Amministrazione Grando.

All’arroganza si è unita l’ennesima prova che nella maggioranza c’è chi dirige e decide per tutti: alcuni consiglieri avevano espresso il proprio parere favorevole alla nomina di componenti della minoranza ma l’arrivo di telefonate di persone estranee alla commissione li ha costretti a modificare il proprio voto.

Quanto accaduto è un ulteriore segnale che la Giunta Grando prova a non lasciare alcuno spazio al confronto democratico, ma pensa di poter decidere tutto senza rispettare le proposte della parte di città che ha eletto i consiglieri di minoranza.

D’altra parte, è una concezione autoritaria già applicata anche al proprio interno, quando sono stati allontanati dal loro posto assessori e responsabili di partito non in linea con la linea del capo.

A Ladispoli non basta nemmeno essere della Lega: se non appartieni al gruppo di potere dominante vieni allontanato senza appello.

Una involuzione antidemocratica che sta già facendo danni alla nostra comunità”.

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