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Attualità

“Ladispoli: l’acqua, da diritto dei popoli a oggetto di speculazione finanziaria”

Il consigliere comunale Giuseppe Loddo torna a puntare i riflettori su uno degli argomenti “caldi” del periodo

“Ladispoli: l’acqua, da diritto dei popoli a oggetto di speculazione finanziaria” –

Riceviamo e pubblichiamo –

Oggi è la giornata mondiale dell’acqua e questa ricorrenza ci dà l’opportunità di ragionare su quanto l’accesso a questa risorsa sia minacciata dall’idea che questo bene sia sempre più considerato un bene economico che un diritto.

"Ladispoli: l'acqua, da diritto dei popoli a oggetto di speculazione finanziaria"
“Ladispoli: l’acqua, da diritto dei popoli a oggetto di speculazione finanziaria”

L’acqua è vita. Gli esseri umani, gli animali e le piante hanno bisogno di acqua per vivere ma dallo scorso dicembre l’acqua è divenuto un bene economico, e come tale è stato quotato in borsa (Nasdaq) sotto forma di futures – creati dalla società CME Group – e legati al prezzo dell’acqua in California.
Per “future” si intende un contratto mediante il quale si acquistano titoli o merci, in questo caso l’acqua, ad un prezzo prefissato con liquidazione differita ad una data futura).

È chiaro che questa esperienza rischia di aprire la strada alla speculazione finanziaria dell’acqua con ripercussioni sulle popolazioni più povere del mondo, comprese le classi deboli dei ricchi paesi occidentali, senza valutare il ristringimento delle libertà individuali e l’impatto sulla piccola imprenditoria agricola, sia in termini economici che sociali.

Di fatto si va a colpire un diritto fondamentale dell’uomo, sancito dalla Costituzione, ovvero il libero accesso ad una delle risorse ambientali naturali da sempre un diritto di tutti i popoli.

Questa preoccupazione emerge con forza dal report del Relatore Speciale dell’ONU sui diritti umani di accesso sicuro all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari Leo Heller.
Preoccupazione che non rimane confinata alla sola quotazione in borsa ma che si estende anche al ricorso ai privati, in diverse forme, per la gestione dell’acqua.

Infatti, la suddetta relazione, che allego per comodità, mette in evidenza gli effetti collaterali delle privatizzazioni rispetto agli interessi e i diritti collettivi.

È evidente nei fatti che la privatizzazione è un affare solo per i privati, vedi il recente caso di Autostrade, dove l’ottenimento dei profitti da parte del privato è sbilanciato ed è a scapito dell’interesse pubblico. Così come è altrettanto chiaro che la privatizzazione ha fallito come modello di gestione di diritti collettivi, e la politica deve avere il coraggio di tornare alla gestione pubblica dei settori strategici della Nazione: idrico, trasporti, energia.

Una gestione pubblica nuova, sana ed efficiente affrancata dalle vecchie modalità, ed improntata su merito e risultati.

È nostro obiettivo quindi sollecitare le istituzioni Regionali e Nazionali a contrastare, anche in sede europea, la quotazione dell’acqua in borsa come bene economico, e di prevedere che la gestione dell’acqua, e del ciclo delle acque, sia attuata per mezzo di società interamente pubbliche (senza la compartecipazione privata.)

Nel prossimo consiglio comunale proporrò una mozione, elaborata sulla base della petizione elaborata dal Forum Italiano sull’acqua pubblica, che sta facendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione e contrasto sui temi dell’acqua pubblica e dei diritti connessi. Di seguito il link per firmare la petizione: QUI

È questo il momento per rivedere i rapporti tra risorse pubbliche, economia e interessi pubblici.

Diversamente l’assoggettamento dell’interesse pubblico a quello privato sarà irreversibile.

Ladispoli 22 marzo 2021.

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