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Cittàpolitica

Ladispoli, la consigliera Ida Rossi lascia il Movimento 5 Stelle

“Non posso permettere che questa esperienza si concluda nella tiepida attesa del cambiamento”

Ladispoli, la consigliera Ida Rossi lascia il Movimento 5 Stelle –

La decisione è presa ufficialmente: Ida Rossi aderirà al gruppo consiliare “Movimento Civico Ladispoli Città”.

La consigliera, eletta tra le file del Movimento 5 Stelle, spiega la decisione di lasciare il simbolo che ha rappresentato dal 2017 ad oggi in un lungo comunicato stampa.

“In poche circostanze ho messo la mia faccia, la stessa che ogni giorno incontra lo sguardo di decine di persone in difficoltà, a servizio di progetti politici per Ladispoli”, scrive.

“Nel 2017 ho scelto con consapevolezza ed entusiasmo di aderire al “Movimento 5 stelle”, convinta che fosse la sola esperienza in campo capace di offrire a Ladispoli quel cambio di passo di cui si sentiva il bisogno.

Grazie al riconoscimento ottenuto dai concittadini, sono stata eletta in consiglio portando sulle spalle il peso di rappresentare centinaia di storie di vite apparentemente comuni e unicamente complesse, contando sulla collaborazione di un gruppo vasto di persone integre e preparate, seppur dai banchi dell’opposizione”.

Dall’inizio del mio percorso politico ho sentito l’urgenza di mettere in discussione ogni passo o decisione presa.

Al fine di non alterare con l’esposizione data dall’attivismo, la rete di sostegno sociale, di disponibilità e fiducia costruita in decenni di volontariato praticato “dietro le quinte” e di attività sul campo.

Ho sempre creduto che le politiche sane, a favore del cittadino e tese all’ascolto dei bisogni vadano a braccetto con un tessuto sociale vivo, in cui i problemi si colgono, si analizzano e si provano a risolvere in una rete virtuosa che unisce il cittadino a chi lo rappresenta nelle istituzioni, passando per il corpo intermedio formato dalle molte realtà operative nel settore che lavorano instancabilmente sul territorio.

Tuttavia, mi trovo a constatare che dopo quasi quattro anni dall’inizio dell’esperienza consiliare, le istanze impellenti del sociale, di famiglie in costante difficoltà, di risposte da dare “ieri” e non “domani”, non hanno trovato asilo.

Non lo hanno trovato tra i banchi della maggioranza, troppo spesso sorda e cieca di fronte alle richieste arrivate da più fronti sulle enormi difficoltà del terzo settore. Non lo hanno trovato, in larga parte, nell’opposizione, troppo spesso morbida nel prendere di petto le mancanze amministrative.  

Ciò che mi duole ammettere è che, anche nelle fila del mio Movimento, quello a cui sento ancora di appartenere in termini ideologici, ci si è persi tra le mura di piazza Falcone. Al gruppo e ai compagni di viaggio di questa esperienza va il mio ringraziamento: ad Antonio Pizzuti Piccoli, fino a pochi giorni fa capogruppo del Movimento locale e, soprattutto, a Francesco Forte. Una figura importante, un uomo profondo e gentile che sono grata di aver incontrato in questo cammino e con cui auspico di collaborare ancora.

Eppure, forse per ingenuità politica, per mancanza di esperienza sul campo o di tempo per approfondire i temi complessi a cui si è chiamati a rispondere nella macchina amministrativa, ci si è ritrovati spesso a non interpretare il ruolo che i cittadini ci hanno riconosciuto. A confondere battaglie di facciata con quelle di contenuto a discapito delle seconde e con ritardi gravi, vista la precipitazione degli eventi globali con l’avvento del Covid19.

Per queste ragioni, per ciò che ascolto e vivo in quella che è la mia quotidianità nel volontariato, sono certa che un’esperienza consiliare senza mordente non avrebbe senso di continuare.

Sedere tra i banchi del consiglio, per una come me, assume un senso solo se il microfono dell’aula diventa un’eco di ciò che viene dalla strada e che non sa trovare voce.

Diventa utile e importante solo se produce senso, speranza, possibilità collettive.

Anche stando all’opposizione. Anche al costo di combattere contro i mulini a vento. Non ho scelto la politica per mettere un grado al petto, né per visibilità. L’ho fatto perché l’isolamento spesso totale in cui è relegato da troppo tempo il sociale trovasse almeno un po’ di quella voce che merita.

Non posso permettere che questa esperienza si concluda nella tiepida attesa del cambiamento che forse arriverà con la prossima tornata elettorale, o forse no.

La grave emergenza sanitaria che stiamo affrontando ha reso non più rinviabile una battaglia a viso aperto, quotidiana e non solo “a parole” per la difesa e la ricostruzione del terzo settore, quello delle politiche sociali e dei servizi alla persona, che ha subito colpi mortali già prima della pandemia da Covid19 e che più che mai è vitale per il rilancio di una comunità.

Una battaglia che necessita di molte voci per essere ascoltata.

Ho trovato negli esponenti del gruppo consiliare Movimento Civico Ladispoli Città quell’entusiasmo e quella forza di parlare a viso aperto che sentivo necessaria per non gettare la spugna.

Ho riflettuto a lungo su cosa fosse efficace per ravvivare il dibattito pubblico sugli argomenti che mi sono più a cuore e, oggi, sono certa che l’adesione al gruppo sarà un veicolo importante per spostare l’attenzione sui temi riguardanti il cittadino e i suoi bisogni primari.

Argomenti forse poco “tangibili” al momento della ricerca del consenso elettorale, ma necessari per la sopravvivenza e lo sviluppo della città; temi aderenti al presente, ormai quotidiani, che toccano direttamente e indirettamente ognuno di noi.

E non è forse questo fare politica?

E non è forse consolidando la solidarietà con le azioni concrete che si costruisce il ponte su cui attraversare il sentiero della vita?

Rivolgo al Movimento 5 stelle un sentito augurio per l’imminente ristrutturazione del gruppo consiliare, certa che una rinnovata energia nell’azione politica locale ci porterà a condividere battaglie nell’interesse della comunità.

Al contempo, saluto con speranza l’ingresso nel Movimento Civico Ladispoli Città con cui sono impaziente di iniziare a lavorare a questioni sospese quali il bilancio dei servizi sociali, il rilancio del piano di zona, le forme di sostegno destinate alle fasce meno abbienti. Darò il mio contributo a quelle che sono le urgenze sociali della città, mettendo a disposizione la mia esperienza in un clima di collaborazione, franchezza e trasparenza”.

Ida Rossi

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