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Ladispoli, il Pd: “Aveva ragione la Asl, Grando cerca scuse invece di chiedere scusa”

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Riflettori puntati ancora sulla non potabilità dell’acqua in piazza delle Sirene e sul rinvio a giudizio del primo cittadino ladispolano

Ladispoli, il Pd: “Aveva ragione la Asl, Grando cerca scuse invece di chiedere scusa” –

Non si spengono i riflettori su piazza delle Sirene, l’ordinanza di non potabilità e il rinvio a giudizio del sindaco Alessandro Grando (LEGGI QUI).

A puntare il dito contro il primo cittadino è il Partito democratico di Ladispoli. “Il sindaco Grando è stato rinviato a giudizio per questioni che riguardano il ritardo con cui i cittadini di un quartiere di Ladispoli sono stati avvisati della presenza di coliformi nell’acqua dei rubinetti domestici”. 

“Invece di scusarsi per quanto accaduto – hanno proseguito i dem – insulta e attacca i consiglieri comunali che hanno portato in evidenza il tema”.

E il partito democratico tiene a sottolineare tre cose: “Gli esposti in Procura lui li ha fatti contro la passata Amministrazione: ora invece sono uno “strumento scorretto della sinistra”?”.

Ladispoli, il Pd: "Aveva ragione la Asl, Grando cerca scuse invece di chiedere scusa"
Ladispoli, il Pd: “Aveva ragione la Asl, Grando cerca scuse invece di chiedere scusa”

E ancora: “Se è stato rinviato a giudizio è perché un Magistrato inquirente ha trovato elementi per fare un processo. Non è “colpa” del consigliere. Tutto accade perché a Luglio il Servizio Igiene della Asl comunica al Sindaco che in una fontanella di un quartiere di Ladispoli nell’acqua sono stati trovati coliformi, segno di contaminazione dell’acquedotto da parte di liquido di fogna. I coliformi non devono essere MAI presenti nell’acqua potabile”. 

“Invece di seguire le indicazioni della Asl ed emanare l’ordinanza per avvisare i cittadini, Grando fa eseguire analisi da parte di un laboratorio privato e comunica alla Asl che è tutto a posto. Doveva sapere che per legge le analisi di un laboratorio privato non hanno alcuna validità per smentire quelle della Asl”.

“La Asl ripete le analisi e conferma la gravità della contaminazione dell’acqua potabile. Solo a questo punto, dopo giorni nei quali la contaminazione è entrata dai rubinetti nelle abitazioni, il Sindaco emette l’ordinanza. Tra l’altro poco visibile nel quartiere interessato”.

“Dopo settimane la Flavia scopre che c’ è un allaccio fognario abusivo alla rete idrica”.

“Aveva quindi ragione la Asl – ha proseguito ancora il partito democratico – e sbagliava il laboratorio privato”.

“Un Sindaco responsabile e ‘trasparente’ chiederebbe scusa ai cittadini e alla Asl”.

“Invece Grando chiama a sua difesa consiglieri che raccontano ‘che non è vero niente, l’acqua è stata sempre potabile'”.

“Sappiamo tutti che non è cosi, come va detto che anche per l’acqua del pozzo Statua ci sono stati problemi di non potabilità non portati a conoscenza dei cittadini”. 

“Non è questo il senso di responsabilità che i cittadini pretendono”. 

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