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Ladispoli: dalla mensa alle manutenzioni, il comitato genitori della Melone scrive alle istituzioni

Chiesto un incontro per «valutare insieme ogni possibile azione finalizzata a garantire che l’IC Melone sia dotato delle infrastrutture necessarie e più opportune a rendere la permanenza degli allievi dignitosa e sicura»

Ladispoli: dalla mensa alle manutenzioni, il comitato genitori della Melone scrive alle istituzioni –

Ladispoli: dalla mensa alle manutenzioni, il comitato genitori della Melone scrive alle istituzioni
Ladispoli: dalla mensa alle manutenzioni, il comitato genitori della Melone scrive alle istituzioni

Un incontro con le istituzioni per «poter valutare insieme ogni possibile azione finalizzata a garantire che l’IC Melone sia dotato delle infrastrutture necessarie e più opportune a rendere la permanenza degli allievi dignitosa e sicura».

La richiesta arriva dal comitato dei genitori dell’istituto comprensivo Corrado Melone di Ladispoli. La missiva è stata indirizzata all’ufficio regionale scolastico, al garante per l’infanzia del Lazio, al dirigente scolastico Agresti e al sindaco Alessandro Grando.

Nel documento i genitori mettono nero su bianco i disagi vissuti dai propri figli all’interno della scuola a causa del diniego da parte dell’amministrazione dell’uso del Teatro Vannini a mensa scolastica (soprattutto in periodo di pandemia), alla sospensione delle attività sportive all’interno della palestra (usata ora come mensa) e alle manutenzioni che starebbero effettuando loro stessi. 

Nella lettera il comitato genitori ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione di due refettori all’interno del plesso e alla «sottrazione alla scuola della mensa la cui spesa viene in piccola parte tuttora pagata con un contributo mensile inserito nelle rate della mensa dei nostri figli».

«Il disappunto dei genitori nasce – si continua a leggere nella lettera – non solo dall’aver assistito al netto peggioramento delle strutture dedicate alla consumazione dei pasti nella scuola scelta per i figli, ma anche dall’incomprensibile gestione degli spazi attuata dall’istituzione competente in tempi purtroppo di pandemia».

«L’uso del teatro Vannini potrebbe infatti permettere ai bambini turni per i pranzi più agili e tempi meno serrati. Offrirebbe cioè una dignità nettamente maggiore alla consumazione dei pasti».

«La soluzione attuale – prosegue la lettera – ha privato la scuola della palestra che non può più essere usata per lo svolgimento delle lezioni di scienze motorie, lezioni che il dirigente ha autorizzato adesso a praticare solo in spazi esterni».

C’è poi la questione relativa alla manutenzione del plesso scolastico, «spesso svolti da genitori disponibili, mentre lo stabile, esternamente malridotto, è stato abbellito circa un anno fa, grazie a un invito rivolto dal dirigente ad artisti di tutta Italia che, accolto l’invito, hanno donato alla struttura la loro creatività, abbellendola gratuitamente con graffiti e murale».

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