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«Ladispoli, chiesta una convenzione col Comune per aiutare chi ne ha più bisogno»

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Anche in emergenza sanitaria l’Avo Ladispoli al fianco di chi ne ha bisogno

«Ladispoli, chiesta una convenzione col Comune per aiutare chi ne ha più bisogno» –

Una convenzione col Comune di Ladispoli e in particolare con l’ufficio ai servizi sociali per riuscire a tendere una mano a chi ne ha più bisogno.

Obiettivo: collaborare per non lasciare nessuno indietro. «Da qualche anno – ha spiegato il presidente dell’Avo Ladispoli, Rosario Sasso – ci occupiamo anche di assistenza domiciliare presso alcune persone che hanno o problemi fisici o soffrono di solitudine perché magari non hanno parenti o i parenti sono lontani e non hanno la possibilità di avere un contatto umano».

Un “lavoro”, quello dell’Avo che parte dal cuore e ha come obiettivo aiutare il prossimo, i più deboli, anche in una situazione di emergenza sanitaria come quella che si sta vivendo, dove i contatti umani e diretti con le fasce più deboli, nella maggior parte dei casi si sono dovuti interrompere bruscamente o si sono dovuti reinventare.

«Noi ci occupiamo di fare compagnia a chi ne ha bisogno, di ascoltarle, avere qualcuno con cui parlare» e quando le situazioni lo richiedono ci si occupa anche di andare a fare la spesa, di acquistare i farmaci.

«Un servizio di assistenza domiciliare – ha proseguito Sasso – che vorremmo incrementare perché ci sono altre persone che hanno bisogno di un po’ di compagnia per combattere la solitudine».

Ed è proprio in questo senso che l’associazione di volontariato ha inviato una richiesta di convenzione all’ufficio servizi sociali del Comune di Ladispoli «per collaborare con loro che hanno un rapporto diretto con i cittadini che chiedono direttamente al Comune».

E in attesa di un riscontro, l’associazione ha deciso di aderire alla Cittadella della solidarietà di Ladispoli.

Progetto che vede già in prima linea Humanitas, Animo e Libera che da qualche mese hanno costituito la cittadella in via Genova nei locali sequestrati alla mafia e messi a disposizione del Comune.

Due i motivi che hanno spinto Avo ad aderire al progetto: avere una sede con costringa l’associazione al pagamento di un affitto (essendo una onlus l’associazione conta solo sulle proprie forze e sulle quote versate dagli associati) e avere l’occasione di stare insieme ad altre associazioni di volontariato, scambiarsi idee e aiutarsi a vicenda.

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