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Ladispoli, Agresti: “O il Sindaco ci dà il polifunzionale o si pranzerà all’aperto”

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Il dirigente scolastico Riccardo Agresti: “Una misura di sicurezza che garantisce maggiormente la limitazione della diffusione del SarsCov2”

Ladispoli, Agresti: “O il Sindaco ci dà il polifunzionale o si pranzerà all’aperto” –

O il sindaco Grando dà la possibilità di tornare a pranzare al Polifunzionale o da martedì prossimo gli alunni della Corrado Melone pranzeranno all’aria aperta (a eccezione dei giorni di pioggia).

Ladispoli, Agresti:
Ladispoli, Agresti: “O il Sindaco ci dà il polifunzionale o si pranzerà all’aperto”

A dirlo è il dirigente scolastico Riccardo Agresti che ha puntato i riflettori sul Rapporto dell’istituto superiore di sanità n.4/2021 del 13 marzo 2021che riportano, come cita Agresti le ” indicazioni sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2, in tema di varianti recita testualmente: <<Relativamente al distanziamento fisico, non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali; tuttavia, si ritiene che un metro rimanga la distanza minima da adottare e che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la protezione respiratoria (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo)>>.

Una indicazione e non un obbligo che però il dirigente scolastico ha deciso di voler attuare per prevenire il diffondersi del contagio. “Con le nostre misure – ha detto Agresti – molte volte il virus è entrato a scuola ma mai si è diffuso: abbiamo così protetto bambini, lavoratori e loro parenti e non abbiamo nessuno sulla nostra coscienza”.

Ora, per mettere in atto le nuove indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità il dirigente scolastico è tornato a chiedere al sindaco Grando l’uso del polifunzionale. Qualora la richiesta non dovesse essere accolta i bambini consumeranno i pasti all’aria aperta.

“Fra il consumare cibo all’aria aperta agendo contro la diffusione del contagio e far mangiare in aula senza mascherina a un metro di distanza e rischiare di condannare a morte un genitore o un nonno dei nostri allievi, io non ho alcuna titubanza nell’orientarmi verso la prima scelta: il diritto alla salute viene prima di qualsiasi altro diritto”.

“Non ha alcuna importanza che le misure di sicurezza che abbiamo adottate non siano prescrittive. Sono misure che, come recita il testo citato, potrebbero non essere applicate nel caso sia difficile o impossibile farlo (esempio in caso di pioggia)”.

“Tuttavia, con la bella stagione e le belle giornate di cui gode Ladispoli, queste misure non solo possono essere applicate facilmente, ma il consumare cibo all’aperto diventerà un momento di diversa convivialità e socializzazione in un periodo così triste, nel quale i bambini ed i ragazzi possono finalmente guardarsi in volto liberamente, mentre in aula, volgendosi necessariamente le spalle, sarebbe impossibile, anche senza mascherina”.

“Potranno chiacchierare liberamente godendosi po’ di sole. Forse nemmeno in periodo pre CoViD questi ragazzi passavano un po’ di tempo su un prato e senza cellulare”.

Novità quella annunciata dal dirigente scolastico della Corrado Melone che però non ha entusiasmato tutti i genitori con il dirigente che ha replicato: “Il distanziamento di 2 metri non è obbligatorio, ma consigliato come prevenzione alla diffusione delle varianti del Sars Cov 2 e noi potendolo applicare (“laddove possibile” e quindi eccetto in caso di pioggia o più serie calamità naturali o umane), raccogliamo il consiglio di aumentare le distanze interpersonali. Noi non sindachiamo i consigli dei nostri medici o degli scienziati”.

(torna a baraondanews)

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