La Deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari: “Le istituzioni non abbandonino chi lotta per ottenere verità e giustizia”
di Giovanni Zucconi
La Camera dei Deputati ha ospitato il ricordo di Marco Vannini. I genitori: “Chi ha avuto l’ergastolo siamo noi”

La Camera dei Deputati ha ospitato ancora una volta, dopo poco più di un mese, i genitori di Marco Vannini. All’inizio di marzo, erano stati insigniti del titolo di “Ambasciatori di Pace”. Ieri, sono tornati per la presentazione del libro “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini”, scritto con il giornalista Mauro Valentini.
A organizzare l’incontro è stata Stefania Ascari, Deputata del Movimento 5 Stelle. Che, in un post social, ha ricordato di aver accolto Marina Conte e Valerio Vannini, genitori di Marco, proprio nei giorni in cui il loro figlio avrebbe compiuto 31 anni. Ascari ha anche ringraziato tutti i presenti, tra cui Mauro Valentini, la giornalista di Fanpage Simona Berterame, e l’avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia. Ribadendo che “le istituzioni stiano accanto a questa famiglia, e non abbandonino mai chi è costretto a lottare per ottenere verità e giustizia”.
Al centro dell’incontro, naturalmente, ci sono state soprattutto le parole dei genitori di Marco. Parole che ci riportano dentro il dolore di una vicenda che, l’abbiamo ricordato tante volte, per loro non si è mai chiusa davvero. Marina Conte ha ricordato anzitutto il lungo percorso giudiziario. “Lo sappiamo tutti come poi è andato a finire il processo. Il padre ha preso 14 anni per omicidio volontario con dolo, e il resto della famiglia ha preso il concorso in omicidio volontario”. Ma il punto che sottolinea con più forza è che “noi ci siamo dovuti battere per arrivare ad avere giustizia per Marco. Nonostante che, sentendo le chiamate al 118 e le intercettazioni, fosse talmente palese quello che era successo in quella casa”.


Marina Conte è tornata poi sul vuoto che resta nella loro vita quotidiana. “Noi cerchiamo di mantenerlo vivo”, dice parlando di Marco. “Ma c’è questa brutta assenza, che si sente sempre di più. Ogni giorno di più”. La mamma di Marco continua poi con una considerazione che ci ricorda ogni volta. Sottolineando il dolore che nasce dalla differenza tra la pena inflitta ai responsabili, e quella che continua a scontare la famiglia, giorno dopo giorno. “Come ho sempre detto, lo ribadisco: chi ha avuto l’ergastolo siamo noi. Loro perlomeno avranno un fine pena, ma noi no”.
Conclude poi il suo intervento parlando del carico umano che continua a pesare sulla sua famiglia. “È brutto pensare a tutto questo, credetemi. È brutto vivere una vicenda giudiziaria di questo genere. Fino a quando uno non la tocca con la sua pelle, non può capire quello che succede. I meccanismi che si innestano, e tutto quello che c’è dentro e che si vive”.
Più breve, ma molto significativo, l’intervento di Valerio Vannini. Le sue parole hanno sottolineato la tenuta morale con cui lui e sua moglie hanno affrontato questi anni. “Siamo riusciti nonostante tutto ad andare avanti. Soprattutto con molta dignità e con molta compostezza. Credo che sia proprio questa la cosa che ci ha permesso, tra virgolette, di vincere”. Poche frasi, ma sufficienti a definire una famiglia che ha affrontato una battaglia lunghissima, senza rinunciare alla propria dignità e compostezza.

L’ultimo intervento è stato di Stefania Ascari, che ha definito il volume “un meraviglioso libro pieno di amore. Dove si parla di Marco, e si conosce Marco”. Lo descrive come “un bambino cresciuto a pane e amore, in un ambiente familiare unito. Veramente unito, allegro e dedicato a lui”. E lo ricorda così: “Marco era la gioia e il rumore di fondo della casa, una casa piena sempre di amici, di vita”. Per la Deputata, “la storia di Marco è sicuramente una storia che fa male. Perché lascia addosso una rabbia che incrina la fiducia nella Giustizia. Lo dico da Deputata e da avvocata. Lo dico con la massima onestà e sincerità”. Inoltre, ricorda che “Marco avrebbe potuto salvarsi se fosse stato soccorso subito”.

Ascari aggiunge che “a farla rabbrividire sono stati i 110 minuti di agonia. Che mostrano un contesto familiare con totale assenza di empatia, di umanità, e di totale insensibilità”. Chiude poi sui genitori di Marco e sul loro esempio. “Marina e Valerio sono veramente due giganti. Sono due genitori che hanno fatto di tutto per Marco. Anche per questo le porte del Parlamento sono aperte per tutto quello che ancora oggi si può fare, e si deve fare per Marco”.









