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Italia in Comune Ladispoli: ”L’amministrazione costretta ad invertire la rotta su scelte urbanistiche”

“Le nostre preoccupazioni oggi diventano certezze”

Italia in Comune Ladispoli: ”L’amministrazione costretta ad invertire la rotta su scelte urbanistiche” – riceviamo e pubblichiamo

Le nostre preoccupazioni già da tempo evidenziate, inerenti le delibere di Giunta n.245 del 29/12/2017 e n.244 del 30/11/2018 oggi diventano certezze.

Questo atto del sindaco Grando, per non farci tradire dalla memoria, ha consentito ad alcuni costruttori di spostare cubature edilizie da zone periferiche della Città con un valore commerciale relativamente basso, in quella del centro di Ladispoli che ovviamente hanno un valore superiore, offrendo agli imprenditori un guadagno maggiore, senza alcun vantaggio per la nostra comunità, trasformando aree dove sorgevano piccoli villini in serpentoni di quattro piani.

Saranno i prototipi in via sperimentale di ciò che dovrà nascere in zona torre Flavia?

Dopo aver sollevato il dubbio di legittimità dell’atto amministrativo (lavoro di Italia in comune Ladispoli), all’opinione pubblica, ed in via istituzionale con interrogazione scritta in Consiglio Regionale diretta al Presidente Zingaretti ed all’Assessore all’urbanistica, richiedendo chiarimenti dettagliati in merito, “casualmente” il Sindaco Alessandro Grando in data 30/11/2019 approva in Giunta con i suoi Assessori, una terza delibera tentando, con qualche acrobazia virtuosa, di dover esprimere chiarimenti inerenti i primi due deliberati (n.245 del 29/12/2017 – n.244 del 30/11/2018) citato all’inizio di questo articolo, in realtà, avendolo “preso in castagna” dunque smascherato, dichiara palesemente la gravità dei danni causati da questa Amministrazione con quel primo atto.

Ad oggi, il Sindaco “verde-nero” tinto da evidenti sfumature di “grigio-cemento”, costretto a rispettare la legislazione, non potrà più autorizzare tali scempi, evidentemente costretto dai fatti, tra l’altro, lo si evince chiaramente in alcuni passaggi di quest’ultima delibera.

La domanda che esige una risposta rapida e concreta, quanto certamente complessa è: “ora chi e come, risponde dei danni ambientali, paesaggistici ed economici”?

Con le idee più chiare, diventa fondamentale sapere, quante “concessioni edilizie sono state rilasciate, ed a chi”, nel contesto di questo disastro, con le tre delibere (la prima del 2017, la seconda 2018 la terza 2019)

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