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Italia, consumi energetici nove volte superiori rispetto al 1930





Istat: crescita economica e trasformazioni sociali hanno moltiplicato il fabbisogno di energia. Aumenta il peso delle rinnovabili, ma la sfida della transizione resta aperta

Italia, consumi energetici nove volte superiori rispetto al 1930 –

L’Italia del 2025 consuma oltre nove volte più energia rispetto a quella del 1930. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Istat dedicata all’evoluzione dell’ambiente e dell’energia nel Paese, che fotografa quasi un secolo di trasformazioni economiche, industriali e demografiche. Secondo i dati, il consumo energetico nazionale è passato da 15 a 140 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), accompagnando la crescita della popolazione e soprattutto l’espansione del sistema produttivo italiano.

L’aumento della domanda energetica è strettamente legato allo sviluppo economico. Nel periodo considerato il Prodotto interno lordo è cresciuto di circa dieci volte, mentre la popolazione è aumentata di circa il 50%. Industria, trasporti, servizi e consumi domestici hanno progressivamente richiesto maggiori quantità di energia, trasformando radicalmente il profilo energetico nazionale.

L’analisi dell’Istat ripercorre anche l’evoluzione delle fonti utilizzate. Negli anni Trenta il sistema era dominato da carbone e legna; nel secondo dopoguerra il petrolio è diventato il motore della crescita economica italiana, sostenendo il cosiddetto “miracolo economico”. Le crisi petrolifere degli anni Settanta e l’abbandono del nucleare dopo il referendum del 1987 hanno poi favorito l’espansione del gas naturale come principale alternativa.

Negli ultimi due decenni si è però assistito a un cambiamento significativo. Tra il 2005 e il 2024 la quota delle energie rinnovabili sul consumo interno lordo è salita dal 7% al 21%, segno di una graduale ma costante trasformazione del mix energetico nazionale. Un percorso che, secondo numerosi osservatori del settore, dovrà accelerare per consentire all’Italia di raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione.

L’Istat evidenzia inoltre che il picco storico dei consumi energetici è stato raggiunto nel 2005 con 192 Mtep. Da allora la domanda è diminuita grazie a una maggiore efficienza energetica, alla riduzione dei consumi industriali, ai cambiamenti demografici e anche agli effetti del cambiamento climatico, che hanno reso gli inverni mediamente più miti.

I numeri raccontano dunque una doppia realtà: da un lato un Paese che ha costruito il proprio sviluppo su una crescente disponibilità di energia, dall’altro una nazione chiamata oggi a ripensare il proprio modello di consumo in chiave sostenibile. La sfida dei prossimi anni sarà conciliare crescita economica, sicurezza energetica e tutela ambientale, in un contesto internazionale sempre più orientato verso la transizione ecologica.